Eintracht a tutta birra. La squadra di Francoforte si toglie di dosso l’etichetta di sorpresa del campionato per indossarne un’altra, quella che la consacra come una conferma, una solida realtà di questa Bundesliga 2016/2017. Pericolosa per giunta, per tutte: chiedere al Bayern Monaco. Un leader su tutti. Viene dal Messico, classe sopraffina e visione di gioco sopra la media: il suo nome è Marco Fabian, che da inizio campionato ha totalizzato la bellezza di tre gol e cinque assist, in sei presenze totali. Decisivo è un eufemismo, Marco Fabian è qualcosa di più. Nemmeno ieri sera, nel catino anseatico del Volksparkstadion, la stella messicana si è negata alle statistiche decisive della partita: non ha timbrato il cartellino ma è come se l’avesse fatto, visto che due dei tre gol siglati dall’Eintracht sono stati impacchettati e spediti proprio dall’ex-Guadalajara. Con lo 0-3 rifilato ai padroni di casa dell’Amburgo, ricaduti nell’ennesima crisi di risultati e fischiati a fine partita dal pubblico casalingo, l’Eintracht ha ottenuto la sua quarta vittoria in otto turni di Bundesliga, raggiungendo, in attesa delle altre partite, la quarta piazza a quota 14 punti. Bottino importante, frutto di un ritmo-punti da piazzamento europeo.

Era l’esordio casalingo del nuovo manager degli anseatici, Markus Gisdol, e tra gli spalti c’era tanto entusiasmo, ma presto la serata si è trasformata in un incubo per l’Amburgo. Ci si mette pure la sfortuna, a onor del vero: nonostante il buon inizio di partita, i padroni di casa vanno sotto al 35’ per un’autorete di Lewis Holtby, che anticipa Gacinovic con un intervento in scivolata mettendo però nella propria porta il cross di Branimir Hrgota. Le cose si mettono sempre peggio quando ad inizio ripresa il terzino Dennis Diekmeier si becca giustamente il secondo giallo in seguito ad un intervento killer (piede a martello su Oczipka), venendo definitivamente espulso dal campo. L’Eintracht a questo punto prende il possesso del centrocampo e Marco Fabian sale in cattedra, servendo un assist splendido per il giovane (classe ’95) Shani Tarashaj, che bagna con un gol il suo esordio da titolare con la squadra di Niko Kovac. Sempre il messicano, poco più tardi, premia Haris Seferovic, che trova finalmente la sua prima rete in questa Bundesliga, dopo numerosi tentativi andati a vuoto. Un 0-3 senza possibilità d’appello, che lancia l’Eintracht alle stelle e che lascia l’Amburgo a mani vuote, alla ricerca della sua prima vittoria in campionato e con tanti rebus da risolvere, un lavoro arduo per Gisdol.