Bundesliga, il Lipsia è sempre più grande

Calcio tedesco 26 novembre 2016 Giuseppe Platania


E’ sulla bocca di tutti, nel bene e nel male. Nel male perché i conservatori del calcio, seri o pseudo-intellettuali che siano, non hanno mai mancato di lanciare più di una critica verso il club messo in piedi artificialmente dal colosso internazionale della Red Bull. Nel bene perché il Rasenballsport Leipzig ha ormai convinto tutta la platea del calcio europeo a suon di vittorie, grandi prestazioni e atteggiamenti spregiudicati e leggermente presuntuosi (da un punto di vista prettamente sportivo, sia chiaro) che, al giorno d’oggi, hanno valso all’unico club dell’ex-DDR presente in Bundesliga il primato assoluto della classifica. Alle sue spalle, insegue un Bayern Monaco sempre più affannato, che oggi (18:30) dovrà cercare di vincere la difficile sfida contro il Leverkusen per restare in scia. No, non è fantascienza. E’ la pura realtà della Bundesliga targata 2016/17.

Quella di Ralph Hasenhuttl è una squadra di calcio 3.0. I 30 punti in classifica raccolti dopo 12 giornate di campionato e il conseguente primo posto in Bundesliga non sono affatto casuali. Il tutto è frutto di un lavoro svolto con strutture e attrezzature della massima avanguardia. Lo stadio del Lipsia è all’ultimo grido, il centro allenamenti è invidiato dai club più ricchi e più storici d’Europa, il pubblico è caldo e appassionato (ricordiamo che, da quelle parti, il grande calcio non si vedeva da parecchi anni) e poco importa se la squadra della propria città e della propria regione debba portare i colori dell’azienda di beveraggio energetico: fa parte del pacchetto che viene offerto ai sogni di tutti e lo si accetta volentieri. Il tutto non si limita però alla mera avanguardia tecnologica delle strutture atte all’allenamento e al potenziamento della forma fisica. Dietro tutto questo, c’è un lavoro tecnico-manageriale che è il vero, assoluto marchio di qualità della squadra di Hasenhuttl: il Lipsia gioca bene, ha giocatori dalle doti tecniche indiscutibili e la cosa che sorprende è che non si tratta di campioni affermati pagati suon di milioni ma della crème de la crème giovanile tedesca e non solo, integrata alla perfezione in un sistema rodato da diversi anni, dove ciascuno è stimolato a potenziare le proprie qualità fondamentali.

La vittoria per 1-4 ai danni del Friburgo, nell’anticipo della 12a giornata di Bundesliga, è solo stata l’ennesima conferma di tutto ciò. L’aggressività e la spregiudicatezza di questa squadra sono incarnate in tre giocatori su tutti: Timo Werner, Naby Keita e Emil Forsberg. Guarda caso, i tre Roten Bullen decisivi nella sfida contro la compagine della Foresta Nera e, in generale, i tre uomini di spicco della stagione del Lipsia. E’ con un gol capolavoro del centrocampista guineano, classe ’95, che la partita viene tolta dal ghiaccio dopo soli 2 minuti di gioco. Il n°8 della formazione di Hasenhuttl è già a quota 4 gol in campionato e il più delle volte sono stati gol decisivi. Per un centrocampista che gioca nella mediana di un 4-4-2 (4-2-4) spregiudicato sono numeri considerevoli. Al suo fianco, i muscoli e la corsa del giocatore che ha macinato più chilometri in Bundesliga: Diego Demme. E poi c’è Timo Werner. L’uomo (il ragazzo, pardon) in più. E’ Werner che attacca gli spazi, che mette sotto asfissianti pressioni le difese avversarie, che si trova sempre al posto giusto nel momento giusto. Gli ci vogliono poco più di cinque minuti per riportare in avanti il Lipsia dopo il momentaneo pareggio scattato al quarto d’ora di Niederlechner (dormita della difesa ospite, il reparto forse meno efficace dei tre), mentre al 35′ trova la doppietta personale chiudendo virtualmente i conti della partita con una rasoiata deliziosa. L’attaccante classe ’96 è a quota 7 centri in campionato, per una media di poco più di mezzo gol a partita, conditi da due assist. Ma soprattutto, Werner è ormai l’uomo simbolo della squadra, il volto del RB Leipzig. La spregiudicatezza, invece, è incarnata soprattutto da Emil Forsberg. Con i suoi 25 anni è uno dei più anziani della squadra e nessuno può portare il n°10 sulle spalle meglio di lui. L’esterno svedese è spregiudicato nelle idee, nella corsa, nella tecnica. Le sue linee di passaggio cuciono la manovra corale della squadra, finalizzata il più delle volte da Werner, ma anche da Marcel Sabitzer, il marcatore del definitivo 1-4 firmato al 79′. I dati parlano per lui: 5 gol e 7 assist in 11 partite. Vederlo in campo è una delizia per gli occhi, ma soprattutto una delizia per il Lipsia. Che non è affatto una favola: è pura, concreta realtà. Con un paio di ali addosso.



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