Insomma, questa Bundesliga fa divertire, e non poco. Siamo appena alla seconda giornata di campionato e le cose da segnare sui taccuini degli addetti ai lavori o dei semplici appassionati sono davvero tante, forse anche troppe. Da dove cominciare? Dalla tripletta di Joel Pohjanpalo per esempio, che ha regalato al Bayer Leverkusen una clamorosa vittoria per 3-1 ai danni dell’Amburgo. Subentrato al 79’ al posto di Admir Mehmedi, l’attaccante finlandese è riuscito nell’impresa di siglare la bellezza di tre reti nel giro di un quarto d’ora, disintegrando il vantaggio anseatico ad opera del nippo-americano Bobby Wood, che poco prima aveva firmato per la seconda volta consecutiva il tabellino dei marcatori. Storie che si intrecciano, si incrociano, fino a diventare un tutt’uno emozionante e palpitante. E poi? Possiamo parlare della prima, storica vittoria in Bundesliga del RB Leipzig, per altro non contro un’avversaria qualunque: è di Naby Keita, guineano classe ’95, subentrato a Dominik Kaiser solo all’84’, la prima storica rete dei Tori Rossi alla Red Bull Arena, che ha permesso agli uomini di Hasenhuttl di abbattere niente meno che il Borussia Dortmund per 1-0, all’89’. Regala spettacolo e belle storie anche l’altra neopromossa, il Friburgo, che stende il Borussia Monchengladbach per 3-1 grazie ai gol di Maximilian Philipp (doppietta per lui) e Nils Petersen, con un illuminante Vincenzo Grifo in cabina di regia – che sia il caso di cominciare a prenderlo quantomeno in considerazione in ottica Nazionale, visto che lui ha sempre dichiarato di sentirsi orgogliosamente italiano? E per un Bayern Monaco che per ora ne ha infilate due su due, c’è un Hertha Berlino che, volando sulle ali dell’entusiasmo di una capitale che ha tanta voglia di rilanciarsi in ambito calcistico, viaggia ad un ritmo-punti identico a quello dei campioni di Germania.

Per finire, una giornata così non poteva che chiudersi con il pazzo 4-4 che all’OPEL Arena di Magonza hanno messo in scena i padroni di casa del Mainz con gli ospiti dell’Hoffenheim. Che partita spettacolare, imprevedibile, assurda. Con due protagonisti, uno per parte, un tempo ciascuno: Pablo De Blasis in maglia biancorossa, Andrej Kramaric in maglia blu. Nessuno, nessuno mai si sarebbe immaginato, all’intervallo, col Mainz avanti per 4-1, che alla fine il TSG avrebbe clamorosamente pareggiato. E’ De Blasis il protagonista del primo tempo: l’attaccante argentino, 28 anni, apre le danze al 3’ con un colpo di testa, firma il raddoppio venti minuti più tardi e ricambia il favore a Oztunali, al 43’, servendogli la palla del 4-1. Nel mezzo, il tris del colombiano Cordoba e l’accorcio da parte degli ospiti di Sandro Wagner, servito da un Kramaric al meglio della sua forma. Deve avere urlato molto Julian Nagelsmann negli spogliatori dell’Hoffenheim durante l’intervallo, perché i suoi giocatori sono tornati in campo per la ripresa con un piglio estremamente aggressivo e offensivista. Tant’è che il francese terzino Gaetan Bussmann s’è dovuto far espellere per provare a contenere la furiosa reazione ospite, permettendo tuttavia all’Hoffenheim di avere la strada spianata sulla fascia di sua competenza. Andrej Kramaric è semplicemente incontenibile e al 71’ serve l’assist vincente a Mark Uth, che un minuto più tardi trova addirittura la doppietta, portando i suoi sul 4-3. All’84’ sempre Kramaric mette a sedere con la più classica delle sterzate in area di rigore ben due difensori del Mainz, permettendo all’ungherese Szalai, lì appollaiato nei pressi della porta come un rapace d’area, di spingere a rete con la gamba il suo tiro inizialmente rimbalzato sul muro difensivo casalingo. 4-4 e OPEL Arena zittita. Che spettacolo questa Bundesliga, e il bello è che è appena cominciata.



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