Per le persone comuni sentir parlare di Corsica equivale a mare cristallino, spiagge fantastiche, natura selvaggia, quel posto meraviglioso che per i più esiste tre o quattro mesi l’anno. Nell’isola che i greci chiamarono in origine Kalliste (la più bella) tuttavia c’è molto di più. C’è la cultura di un popolo, quello corso, che in virtù della sua posizione geografica nella sua storia ha assorbito un variegato di diversi popoli, lingue e culture, ma ha sempre mantenuto al contempo una propria identità. Per i corsi le proprie radici sono infatti di fondamentale importanza, ed il senso di appartenenza è uno dei valori cardine. Come nel caso dei baschi, ciò potrebbe aprire la porta a diversi discorsi politici, ma, nel nostro caso, anche a discorsi sportivi.

Già  perché lo stesso calcio è anche e soprattutto appartenenza: ad un luogo o ad una comunità e non può dunque prescindere dal tifo. E naturalmente, maggiore è il senso di appartenenza ed identificazione, maggiore è l’attaccamento al proprio club. Non è un caso che quella del Bastia sia tra le tifoserie più “sudamericane” e calorose del campionato francese.

A Bastia, la principale città corsa (non me ne voglia Ajaccio) , un turista questo attaccamento può percepirlo nell’aria. Chi passeggia lungo Rue Cesar Campinchi, in pieno centro, noterà già qualche sciarpa biancoblu sulle pareti dei bar proprio prima di imbattersi nello store ufficiale del Bastia. Chi viaggia verso il campeggio, o la casa al mare, percepisce che c’è qualcosa in ballo quando trova un insolito lungo traffico su Route de la Lagune, senza capire il più delle volte di cosa si tratti. In realtà, lì, proprio a metà tra la Laguna di Biguglia (riserva naturale) , e una meravigliosa e immensa spiaggia, si trova il centro di allenamento dello Sporting Club Bastia, e quelle auto sono solo famiglie e tifosi, che vogliono osservare da vicino i loro beniamini di Ligue 1, almeno fino ad un mese fa.

Dal 1932  il sostegno alla squadra nello Stade Armand Cesari, non lontano dal centro di allenamento, non è mai venuto meno, neppure dopo la tragedia del 1992, che troppo spesso in Francia viene dimenticata, ma che i corsi commemorano sempre. In un secolo di storia fatto di alti e bassi l’Sc Bastia ha stazionato di norma tra prima e seconda divisione del campionato francese ed è stato sempre punto di riferimento per i corsi, specie nel periodo autunno-invernale, quando il lavoro è minore, ed il calcio riempie spesso i buchi sulle agende, e le discussioni nei bar, e i sogni dei ragazzi locali.

Ora il Bastia, in virtù di un buco di bilancio di circa 20 milioni, rischia di sparire. I turchini, dopo essere retrocessi in Ligue 2 si sono ritrovati relegati in National a meno di nuovi investimenti. Gli imprenditori locali si sono dati da fare, raccogliendo in pochi giorni 5 milioni, che uniti agli incassi garantiti dall’eventuale Ligue 2 avrebbero in gran parte rimesso in regola i conti del club. Gli organi di competenza francesi, tuttavia, sono stati intransigenti, ed hanno respinto più volte il progetto ed i ricorsi degli eventuali nuovi proprietari del club, tra cui l’ex tecnico Antonetti, per mantenere il Bastia in Ligue 2, presupposto senza il quale non ci sarebbero i margini per prelevare e risollevare la società.

Martedì gli stessi organi valuteranno se il Bastia ha le carte per restare in National, ma il club oramai rischia seriamente di scomparire dal calcio professionistico e ripartire dai dilettanti. Mentre gran parte dei calciatori si sono già accasati altrove, molti dipendenti del club si sono ritrovati senza stipendio. Il portiere dei turchini Leca ha espresso tutta la sua amarezza, definendo questa situazione una catastrofe per la Corsica e per quanto il calcio rappresenta nell’isola. L’addio del capitano Cahuzac, bandiera che da capitano era stato protagonista della rinascita del Bastia proprio dalla National fino alla Ligue 1, ha lasciato le lacrime agli occhi ai tifosi turchini, che gli hanno dedicato comunque toccanti lettere di addio dimostrando di comprendere il suo passaggio al Tolosa.

Lo stesso leader della squadra corsa ha comunque provato a risollevare gli animi: “il Bastia è immortale e ripartirà ” . Da quale categoria, e con quali risorse al momento resta un incognita. Tra la brutta notizia e il brutto incendio che sta investendo il nord dell’isola, la cartolina che arriva dallo Stade Armand Cesari è disastrosa, patrimoni,  naturale e sportivo rischiano di scomparire.

I corsi, come ha detto l’estremo difensore Leca di recente, sono tuttavia un popolo di lottatori, e così come i vigili del fuoco del posto hanno domato l’incendio in questione anche i tifosi turchini si sono già messi all’opera formando un’associazione e creando un crowdfunding. L’idea, simile ad un azionariato, è quella di contribuire in maniera diretta alla ripresa del club e al rimpiazzo dei dirigenti che, a detta di tutti, hanno determinato questa situazione. L’iniziativa è partita ufficialmente Sabato alle 12  sul sito: move.corsica ed in 7 ore ha già raccolto 55 mila euro.

Le prime radici del nuovo Bastia poste stavolta proprio da chi, le proprie radici ed il Bastia le ha sempre messe davanti a tutto.



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