Nell’ampio panorama calcistico europeo sono innumerevoli i giovani calciatori che, una volta iniziata una carriera sotto le migliori premesse, finiscono per perdersi col tempo. La maggior parte dei presunti fenomeni non rispetta, infatti, le attese e il potenziale che aveva lasciato intravedere agli albori. Sono pochi quelli che, con una carriera in continuo progredire, riescono a diventare le stelle del calcio moderno. Poi, però, ci sono anche quei talenti che, per i più disparati motivi, faticano a sbocciare, a trovare il treno del grande calcio. Alcuni per ragioni anagrafiche finiscono per perderlo e malgrado la loro classe sia indiscussa, “precipitano” sui campi di provincia. Altri, invece, quel treno riescono ad acciuffarlo con qualche anno di ritardo. Il fantasista del Montpellier Ryad Boudebouz, in estate, potrebbe rientrare in quest’ultima categoria.

Ma chi è Ryad Boudebouz?  Nato nel Febbraio 1990 nel comune dal fascino medioevale di Colmar (Alsazia), Ryad è francese, ma figlio di genitori algerini. La sua carriera inizia a 10 anni, nel Colmar, due anni prima che Eugene Battmann, ex portiere ed osservatore, scorga il suo talento e lo porti nell’accademia del Sochaux. Il talento del trequartista algerino è già chiaro: a sedici anni un osservatore del Manchester United bussa alla porta dei genitori con una proposta, ma lui dice no. Il Sochaux apprezza l’attaccamento del giovane e lo premia lanciandolo in prima squadra nel 2008, a soli 18 anni.  In 4 stagioni Ryad viene impiegato come trequartista o esterno destro d’attacco, e colleziona 210 presenze, 32 reti, e 23 assist.

Malgrado ottime apparizioni in under 19 francese, Boudebouz nel 2010 opta per la nazionale algerina ed entra presto nel giro della rappresentativa maggiore. Ryad lascia parlare il campo, ma ogni estate che intercorre tra una stagione e l’altra con la maglia del Sochaux sembra per lui quella giusta per approdare nel “grande calcio”. Lo vogliono l’Arsenal, il Psg, l’Inter, il Marsiglia, la Roma e tante altre squadre, ma le sirene di mercato rimangono solo rumors. La chiamata non arriva e, quando il Sochaux retrocede in Ligue 2, Ryad sposa il progetto del Bastia, che lo acquista per un milione.

Con la maglia dei corsi Ryad gioca in Ligue 1, ma non brilla particolarmente. Colleziona 73 presenze 8 reti e 9 assist in due stagioni, sempre agendo da esterno destro o trequartista. Il suo tecnico in Corsica Printant rimprovera spesso Ryad, imputandogli una carenza di cattiveria e concentrazione.  Printant non ha torto. Boudebouz è un trequartista rifinitore, salta l’uomo con grande facilità, è agile, ma spesso preferisce l’assist alla conclusione, gli manca rabbia sotto porta, ed il fisico un po’ gracile non lo aiuta.

Nell’estate 2015 l’avventura al Bastia termina. Approfittando dei problemi finanziari dei corsi, il Montpellier mette a segno il colpaccio di mercato. La stagione 15/16, però, per il Montpellier si rivela faticosa, nonostante le performance apprezzabili di Boudebouz soprattutto in rifinitura (12 assist, ma solo 2 gol). In estate i club di fascia medio-alta, come la Lazio, iniziano a farci un pensierino, ma frenano di fronte alla richiesta di 10 milioni del club francese. Forse se ne pentiranno.

Nella stagione 16/17, finalmente, Ryad compie il salto di qualità. 28 presenze, 11 reti, 8 assist: i numeri sembrano parlare da soli, ma non rendono l’idea di quella che è l’annata stratosferica di Boudebouz. Nonostante un infortunio al menisco, che lo tiene fuori diverso tempo costringendolo a saltare la Coppa D’Africa, Ryad esplode definitivamente, dimostrando di aver trovato anche quella concretezza che Printant tanto gli chiedeva. Francois Gillot, il suo primo tecnico, lo ritiene pronto per giocare in una delle prime tre squadre di Francia. Anche dall’estero le sirene si sono nuovamente accese, in particolar modo dalla Spagna, e stavolta il Montpellier sembra aver alzato le pretese.

Si, perché ora la tanto attesa chiamata potrebbe arrivare. Il campo sembra parlare chiaro e, a 27 anni compiuti, Ryad potrebbe finalmente salire sul treno del grande calcio, perché immaginare uno con i suoi colpi, i suoi piedi e la sua tecnica, giocare per squadre di bassa classifica, o calcare i campi di provincia per il resto della sua carriera, ci risulta assai difficile, o perlomeno uno spreco.

 

 



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