Ieri l’anticipo della ventunesima giornata di Ligue 1 ha visto scendere in campo la capolista Nizza in quel di Bastia, in Corsica, in un ambiente caldissimo, ed il risultato ne è stata una sfida avvincente conclusasi poi sul punteggio di 1 a 1, con il capitano corso Cahuzac finito anzitempo negli spogliatoi. Ieri sera a Bastia non c’erano tifosi del Nizza, così come, all’Allianz Riviera nella gara d’andata non c’erano tifosi turchini, perché quella tra Nizza e Bastia è una gara che vale più di un derby,  un match a rischio in virtù di una rivalità che perdura da quasi mezzo secolo, e che affonda le sue radici negli anni 70′.

Correva l’anno 1972, Al Pacino era nel fiore dei suoi trent’anni e assaporava i primi successi del capolavoro di Francis Ford Coppola, distribuito nel marzo di quello stesso anno, dal nome il Padrino. In Italia sorgevano gli anni di piombo, e il nostro paese era lo specchio di un mondo dove regnava la tensione, malgrado i viaggi del presidente USA Nixon tra Cina ed Unione Sovietica in cerca di distensione.

In Francia la situazione non era poi tanto diversa o, perlomeno, era in procinto di scoppiare la questione corsa. Il 26 Novembre 1972 si gioca Nizza Bastia ed una scaramuccia tra il portiere de Bastia Pantelic e Van Dijk scatena una mega-rissa che coinvolge squadre e tifosi. A dar seguito agli strascichi ci penserà la storia; nel 1976 in Corsica iniziava a farsi strada il movimento indipendentista (FLNC) e i tanti studenti corsi presenti allora nel campus universitario di Nizza decidono di occuparlo, scatenando disordini e frizioni. Proprio in quel 1976 Nizza e Bastia si affrontano in Coppa di Francia. L’andata in Costa Azzurra termina 2 a 2, in rissa, i corsi le promettono per il ritorno e così sarà. 4 a 0 in favore dei turchini ad un Nizza bersagliato da pietre, batterie ed oggetti vari, con il portiere Baratelli costretto a giocare lontano dalla linea di porta. Il risultato non fu omologato, ma la terza sfida che avrebbe dovuto giocarsi in campo neutro non fu mai disputata.

Per gli ultras delle due tifoserie, la rivalità diventa veramente tale nel 1992, quando Nizza e Bastia tornano ad affrontarsi in Coppa di Francia. Tremila tifosi corsi invadono Nizza, mettono a ferro e fuoco la città, e distruggono nel vero senso del termine il settore loro riservato. I nizzardi si rifanno nel 2004, quando in clima rovente sottraggono ai tifosi corsi uno striscione. Ad accoglierli, al ritorno, c’è però una città intera, lancio di petardi, pietre, oggetti, mettono a rischio l’incolumità degli ultras nizzardi, che però rimangono nel loro pullman evitando il contatto cercato dai corsi. Nel 2013 ad alimentare l’odio è il centravanti del Nizza Bosetti, che mima il gesto della caduta rivolgendosi ai tifosi del Bastia, con più che probabile riferimento alla tragedia di Furiani che costò la vita a 18 persone. Un nuovo ma breve contatto tra tifosi era avvenuto invece nel 2011, quando, con il Bastia in terza serie, le due frange si erano ritrovate nel porto di Frejus dando vita a tafferugli.

Le due tifoserie non hanno avuto nuovo modo di incontrarsi, ma lo scorso anno il prefetto di Nizza, oltre a vietare la trasferta ai tifosi corsi, ha anche vietato di esporre “la testa di moro” simbolo della regione dell’indipendentismo corso. Il Bastia ha reagito ad un provvedimento ritenuto assurdo anche dai nizzardi stessi, presentandosi con tale stemma ed una X a coprirlo parzialmente, ma il portiere di riserva Leca, al termine della sfida vinta dai corsi, ha deciso di esibirsi in campo con l’effigie intera scatenando l’ennesima rissa a fine gara.

Ieri, a Bastia, il clima era dei più roventi, ma in campo la situazione non è degenerata malgrado il rosso estratto al capitano del Bastia Cahuzac, lui che, corso, veste la maglia del Bastia da 15 anni, e che questa rivalità la sente più di ogni altro, anche perché, se ancora non fosse chiaro, anche nel 2017 Nizza Bastia non potrà mai essere una sfida qualsiasi.



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