Dopo sedici giornate di Ligue 1, e con la diciassettesima oramai alle porte, il massimo campionato francese continua a rivelarsi un torneo apertissimo, con una lotta per le prime posizioni, allargata a più squadre, che sta appassionando tutti i tifosi e gli addetti ai lavori. Merito del meraviglioso Nizza, dei giri interminabili del motore del Monaco, e del più umano passo del Psg di Emery, incappato venerdì scorso in un clamoroso k.o in quel di Montpellier, in un campo, dove, poco tempo prima, era caduto nettamente anche il pessimo Marsiglia di questo inizio stagione.

Oggi però, prima che di classifiche, vogliamo parlare di singoli. Già, perché è proprio a Montpellier che sta finalmente emergendo in maniera evidente un gioiellino classe 94′ di nome Morgan Sanson, salito finalmente alla ribalta, e presto, per il principio causa-effetto del pallone, finirà nel radar dei grandi club europei. Se avete di fronte una mappa della Francia provate a puntare il dito al centro della terra transalpina. E’ lì, a Saint-Doulchard, proprio nel cuore della nazione, che nasce nel 1994 Morgan Sanson, ed è sempre lì, non lontano da casa, che inizia a tirare i primi calci al pallone per il Gazelec Bourges ed il Bourges Football, fino al compimento dei 15 anni. Poi l’interesse del Le Mans, e l’approdo da adolescente nel club che, dopo averlo formato, lo lancerà nel calcio professionistico il 3 agosto 2012, il giorno del suo esordio, a 18 anni ancora da compiere. Che il talento di questo giovane trequartista sia fuori dal comune lo capisce il suo tecnico Denis Zanko, che nella difficile stagione 2012-2013 non si fa problemi a lanciarlo più volte dal primo minuto, tanto che Sanson chiude la sua prima stagione in Ligue 2 con 27 presenze, tre reti ed un assist, realizzate da mezzala o da trequartista a seconda dell’occasione.

A stagione conclusa, sul talento del Le Mans si fiondano Montpellier ed Udinese, una squadra che di talenti se ne intende eccome, ma alla fine a spuntarla è il club di Ligue 1, che fa sue le prestazioni del fantasista, in scadenza nel 2015, con soli 700 mila euro. L’esperienza in Ligue 2 basta a rendere forti le ossa di Sanson, che non patisce affatto l’impatto in una serie maggiore e la concorrenza nel suo ruolo di calciatori come Cabella, Stambouli e Marveaux. Seppur nato come trequartista Morgan si adatta infatti egregiamente al ruolo di mezzala grazie ad un’ottima rapidità e ad un fisico abbastanza robusto. Dopo una prima annata chiusa con 32 presenze, una rete e due assist, si consacra definitivamente nella stagione 2014/2015 quando Courbis lo lancia spesso da trequartista o da esterno. Sanson regala magie, realizza sei goal e 4 assist in 32 presenze in massima serie e, a Gennaio, tante big, tra cui anche il Milan, bussano alla porta del Montpellier: discorso rimandato a Giugno. Ad Aprile però i legamenti crociati del ginocchio destro fanno crack, e Sanson è costretto alla prima grande difficoltà della sua carriera. La consueta storia del ragazzo fenomeno che non è mai arrivato nel grande calcio solo a causa dei problemi fisici aleggia dietro l’angolo di ogni campo di pallone, e quando, dopo un lungo calvario, Sanson ritorna in campo a Novembre, per poi rompersi il menisco interno un mese dopo, anche sul volto di Morgan rischia di disegnarsi quell’aria di sconfitta.

Un giovane rapper romano, partito dalla strada con il sogno di fare musica, un giorno ha scritto un brano dal titolo PxV. PxV sta per “perdere per vincere”; perché le difficoltà, le sconfitte (il perdere) da impedimento possono essere tramutati in stimolo, in una di forza in più per realizzare il proprio sogno. Morgan Sanson, in un certo qual modo, ha ascoltato questo brano. Ha incassato il colpo, ma dopo il secondo infortunio consecutivo si è rialzato, con un rodaggio di 9 gare giocate per tornare a riassaporare il campo nel finale della scorsa stagione. Poi tanto lavoro, senza paura alcuna dei contrasti, per rendersi protagonista di un’avvio di stagione, quella attuale, coi controfiocchi.

Ribaltare le carte in tavola è proprio la sua giocata caratteristica. Sanson, benché nato come trequartista, è unico nel suo genere perché in grado di fare alla perfezione entrambe le fasi di gioco, ed ha la capacità di fluttuare tra il ruolo d’incontrista che recupera palloni in mezzo al campo, a quello prezioso di rifinitore, che illumina la tua manovra offensiva. Buona parte del merito del successo del Montpellier sul Psg passa proprio dai suoi piedi, dai suoi due assist vincenti dopo aver messo comodamente a sedere il povero Marquinhos. Il Marsiglia, malgrado un centrocampo esperto fatto di gente come Lassana Diarra, ha visto Morgan fare il bello e il cattivo tempo, combinare con Boudebdouz ( perché Sanson sa coesistere eccome con un altro 10), colpire un palo clamoroso, e servire un assist ( già 6 in stagione) dopo aver recuperato l’ennesimo pallone ed essersi inserito a tutta velocità senza palla. Lontano da casa, a Lorient, ha ribaltato da solo una partita nei minuti finali trovando il pari con un’azione personale partita da metà campo, gettando il cuore oltre l’ostacolo, incantando di nuovo la Francia, lui che nel cuore della Francia ci è nato, e che il cuore del centrocampo della nazionale francese è destinato, di questo passo, a conquistarselo. Chissà che Deschamps, che da calciatore aveva anche caratteristiche simili, non ci faccia presto un pensierino, come anche qualche top club europeo. Senza fretta, perché il futuro, stavolta, è tutto dalla parte di Morgan Sanson.

 

 

 



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