Il PSG e il turbo Diesel Emery

Calcio francese 4 novembre 2016 Orlando Cacciotti


Dopo tre anni di vittorie (in campo nazionale) sotto la guida di Laurent Blanc, la proprietà qatariota ha deciso che era giunto il momento di puntare su un allenatore che portasse il club a competere ai massimi livelli in campo internazionale. La scelta è ricaduta sullo spagnolo Unay Emery, vincitore col suo Siviglia delle ultime tre edizioni dell’Europa League. A differenza delle precedenti sessioni di mercato sotto la gestione Al Khelaifi, il club parigino non ha effettuato colpi roboanti, ma soltanto aggiustamenti ad una rosa già competitiva. Sono arrivati sotto la tour Eiffel Ben Arfa, svincolato dal Nizza, Krychowiak, espressamente voluto da Emery, dal Siviglia, Meunier, Areola (di ritorno dal prestito al Villarreal) e Jesè. Da sottolineare ovviamente l’importante perdita di Zlatan Ibrahimovic.

La stagione non è partita in maniera scintillante, visto infatti che il ritardo dal sorprendente Nizza di Favre, dopo undici giornate, è già di sei punti. Questi sei punti di distacco sono il frutto delle due sconfitte esterne, rispettivamente sui campi di Monaco e Tolosa.

Valutando le sue ultime stagioni al Siviglia, le squadre di Emery non partono mai benissimo. Il tecnico spagnolo ha sempre bisogno di un po’ di tempo per studiare il materiale tecnico a sua disposizione. Poi, tra infortuni (Verratti e Thiago Silva), chi voleva andare via (Matuidi su tutti) e chi appena arrivato già fa le bizze (Ben Arfa), l’ambientamento in terra francese del tecnico non è di certo dei più semplici.

Il modulo scelto, anche viste le caratteristiche dei giocatori, non poteva che essere il 4-3-3. In porta, come titolare, era partito Trapp, ma dopo qualche incertezza di troppo Emery ha promosso Areola. Anche nella linea difensiva a 4 il tecnico spagnolo ha fatto spesso dei cambiamenti, soprattutto sugli esterni. Infatti a destra si contendono una maglia da titolare Aurier e Meunier mentre a sinistra Kurzawa- Maxwell. In mezzo, una volta rientrato, Thiago Silva fa coppia fissa con il fresco campione olimpico Marquinhos. A centrocampo sono in tanti a giocarsi una maglia da titolare. A sorpresa quello che sta trovando meno spazio di tutti è proprio Krichowiak. Il polacco, anche vista la cifra spesa, si pensava potesse essere un titolare inamovibile nello scacchiere di Emery e invece sta trovando molte difficoltà ad imporsi. Davanti il tridente è quasi sempre lo stesso, di marca sudamericana: Lucas, Cavani, Di Maria. Il brasiliano e l’uruguagio sono partiti a mille in questa stagione. Strana invece la situazione relativa al fenomeno di Rosario. L’ex Real ha regalato costantemente buone prestazioni farcite di assist, faticando però a trovare la via del gol (1 solo fin qui).

Nessuno si aspettava la partenza sprint del Nizza e adesso i parigini non possono commettere altri passi falsi. Nonostante l’obiettivo dichiarato sia quello di superare finalmente gli odiati quarti di finale in Champions League, il titolo nazionale, vista la rosa a disposizione, dovrebbe sulla carta essere quasi scontato. Dopo quattro scudetti consecutivi forse le motivazioni non sono altissime ma la proprietà qatariota ha già fatto sapere che non ammette distrazioni.

Diversamente dal campionato, le cose stanno andando bene in Champions (qualificazione agli ottavi già in tasca). Il girone non è difficile (Arsenal, Basilea, Ludogorets), ma il pareggio in casa con gli inglesi ha sicuramente lasciato l’amaro in bocca a Emery, visto che adesso il Psg dovrà andare all’Emirates a giocarsi il primo posto (preziosissimo) del raggruppamento. Di solito però, dopo la sosta natalizia, le squadre allenate da Unay Emery mettono il turbo e da qui a maggio potremmo vederne delle belle, anche e forse soprattutto, nella massima competizione europea.



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