di Luca Cupi.

Hatem Ben Arfa, classe ’87, nato il 7 marzo a Clamart. Francese, ma di origini tunisine. È uno dei casi più discussi del calcio europeo degli ultimi 10 anni; definito da molti come un vero talento, ma la maggior parte delle volte anche come quello svogliato che non ha mai voglia di sacrificarsi per la squadra. Nonostante le numerose voci – positive o negative che siano – che piombano spesso su di lui, si può dire che il talento e le giocate da campione le ha sempre avute. Un vero e proprio trequartista moderno, con grande tecnica, agile, veloce e che può agire anche da esterno. Però, la sua carriera è sempre stata un vero e proprio punto di domanda.

Nel calcio giovanil, partì dal Centre technique national Fernand Sastre, solitamente chiamato come INF (Institut national du football). Una grande accademia nazionale specializzata nell’accrescimento dei più promettenti calciatori francesi, capace di sfornare talenti come Anelka, Gallas, ma anche campioni come Thierry Henry. Restò nell’INF per tre anni, dal 1999 al 2002, fino a quando, finalmente, arrivò la chiamata di una delle migliori squadre del calcio francese, l’Olympique Lione.

L’OL lo fece crescere molto, trattenendolo per 2 anni nelle giovanili, e viste le sue grandi doti tecniche, lo fece anche esordire in prima squadra il 6 agosto 2004, contro il Nizza. Maturò subito, allenandosi quotidianamente al fianco di giocatori del calibro di Juninho e Malouda. L’esperienza tra i grandi però, non fu subito brillante, infatti, iniziò ad essere fin da giovane quello che viene definito oggi. Tanti conflitti con l’allenatore Houllier e con il presidente, lo portarono a giocare meno di quanto tutti si aspettassero. Ma nella stagione 2007-2008, con l’arrivo di Perrin in panchina, si rilanciò, diventando titolare, sfornando una serie di ottime prestazioni, siglando i primi gol sia in Ligue 1 che in Champions League e conquistando per la prima volta la chiamata in nazionale.

Nel 2008, dopo la grande stagione disputata nei Les Rouge et Bleus, si trasferì all’Olympique Marsiglia, facendo una scelta di cuore. Ci furono problemi sul suo trasferimento, risolti poi dalla LFP (Ligue Football Professionnel). L’allenatore Eric Gerets, iniziò a puntare molto su Ben Arfa, assegnandogli una nuova posizione, quella del trequartista. Ma siamo alle solite, anche con un allenatore che iniziò da subito a credere in lui, dopo un buon inizio di campionato, riemersero nuovamente i problemi caratteriali, concludendo poi il tutto con le scuse personali. Dopo i soliti incidenti, tornò a dimostrare il suo talento sul campo e terminò la stagione con buone prestazioni, alternando l’esser titolare e riserva. Nuova stagione, solita storia. Cambio di allenatore, in panchina arriva Deschamps. Dopo una buona pre-stagione, l’allenatore francese preferì Valbuena al suo posto. Nell’ottobre 2009, allora, saltò un allenamento, dichiarando di aver perso l’aereo e iniziò ad avere dei battibecchi anche con Didier.

Diversa è invece la storia nella stagione 2009-2010, nonostante un rosso diretto in Europa League, per un pestone dopo 20 secondi da un suo ingresso in campo, la nuova stagione fu una specie rinascita per lui. Buone prestazioni lo portarono ad essere eletto miglior giocatore UNFP di febbraio, a vincere il suo quinto campionato, dopo i 4 con il Lione e a dimostrare a tutti che Hatem Ben Arfa può essere micidiale in qualsiasi momento della partita. Ma non si accontentò del minutaggio accumulato e quindi decise di cambiare vita e paese, trasferendosi con un prestito oneroso in Inghilterra, al Newcastle United, nella tanto ambita Premier League. Doveva essere la stagione del vero riscatto, ma si trasformò in una tragedia. Fu vittima di un terribile infortunio a causa di uno scontro con l’olandese Nigel De Jong, che gli causò una doppia frattura di tibia e perone. Uscì dal campo in barella, con la maschera d’ossigeno, ma nonostante questo, i Magpies decisero di riscattarlo per 6 milioni girandolo in prestito all’Hull City, con cui disputò 9 partite senza mai andare a segno.

Ma l’annata del riscatto definitivo per il trequartista francese finalmente è arrivata nel 2015-2016, la stagione appena passata. Ben Arfa si trasferì al Nizza, proprio nella squadra contro cui aveva esordito in Ligue 1. Il campionato fu molto positivo, diventò in fretta il leader della squadra e il nuovo beniamino dei tifosi. Una stagione spettacolare che lo portò a concludere a quota 17 reti personali accompagnate da numerosi assist. Da ricordare è lo splendido gol siglato al St. Etienne dopo aver saltato 5 giocatori e la tripletta nella partita vinta per 3-0 sul Rennes. Il Nizza concluse la stagione al quarto posto, ma il francese rimase svincolato.

Oggi Ben Arfa è un giocatore nel nuovo Paris St-Germain di Unai Emery, dopo aver deciso di restare in Francia nonostante le numerose offerte. Arrivato con i migliori presupposti per continuare a fare bene dopo la stagione a Nizza, ma quando uno ha la testa storta è difficile che la cambi. Solita storia, dopo solamente 152 minuti giocati nel club parigino, per l’ennesima volta, un’altra guerra fredda con l’allenatore. Stavolta è l’ex allenatore del Siviglia che recentemente ha rilasciato queste dichiarazioni nei confronti del giocatore: “Non sei Messi. Se così fosse, non dovrei nemmeno perdere tempo a parlare con te. Non sei in grado di vincere le partite da solo.”

Che dire? Un enorme talento sprecato, la sua carriera non finirà qui sicuramente, magari cambierà di nuovo strada a gennaio, ma l’unica cosa certa è che con le qualità che ha, se non fosse per la testa, si sarebbe tolto il doppio delle soddisfazioni e magari sarebbe diventato uno tra i migliori al mondo. Di tempo ne ha sprecato tanto, ma ne resta ancora uno spicchio, solo lui potrà farci cambiare idea, e le doti, sicuramente non gli mancano.

 



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