Marzo 2017 ha visto incoronare per la prima volta Florian Thauvin come giocatore del mese di Ligue 1. Il talento del Marsiglia sta disputando quella che è senza dubbio alcuno la sua migliore stagione in carriera. In una squadra che da inizio anno ha vissuto diversi alti e bassi, l’esterno destro è stato probabilmente l’unica vera costante di efficienza, quantità e qualità. 33 presenze, 12 gol e 7 assist sono un bottino fantastico per chi, fino ad appena un anno e pochi mesi fa, sembrava dover essere l’ennesimo talento francese bruciato dalla Premier League. Già perché la carriera di Thauvin, destinata indubbiamente alla gloria fin dagli esordi, ha subito una grave battuta d’arresto proprio col trasferimento da Marsiglia a Newcastle. Affascinato dal calcio inglese, dal sensibile aumento di stipendio e dalla possibilità di competere coi più grandi, l’allora 22enne ala di Orléans aveva deciso di lasciare la numero 10 che gli era stata confezionata su misura in Provenza. Spesso, però, un bel fiore per sbocciare ha bisogno del sole e il Tyne and Wear (non ce ne vogliano i suoi calorosi abitanti), a differenza del sud della Francia, non è certo famoso per il suo clima mite. Offuscato dalla pessima stagione dei bianconeri (che termineranno la propria corsa in Championship a fine stagione) il bocciolo di Thauvin era rimasto chiuso, per poi cominciare timidamente ad aprirsi col ritorno lungo la Canebière a partire da gennaio 2016. Quest’anno si è schiuso definitivamente e sta regalando al Vélodrome, e in generale a tutti gli stadi di Francia, delle prestazioni da fuoriclasse, guadagnandosi anche la chiamata della Nazionale Maggiore.

Per arrivare dov’è, il ragazzo ne ha fatta di strada. Thauvin, nato ad Orléans il 26 gennaio 1993, muove i primi passi nei dintorni della sua città. A 15 anni entra nell’Accademia del Grenoble. Esordisce tra i professionisti l’11 marzo 2011, nel match di Ligue 2 contro il Vannes. Nella prima stagione tra i “grandi”, il 2010/11, colleziona sole tre presenze, anche a causa di un problema alla schiena che lo tiene lontano dai campi per parecchio tempo. Nonostante le poche apparizioni, il talento ed il mancino vellutato del fantasista di Orléans vengono notati da Pierre-Paul Antonetti, osservatore del Bastia che, nell’estate dello stesso anno lo porta in Corsica sotto gli ordini di Frédéric Hantz. Il minutaggio di Thauvin cresce e a fine stagione saranno 14 i match disputati tra campionato e coppe nazionali. Il Bastia viene promosso e Florian è pronto per la sua prima annata nella massima serie. L’impatto è devastante. Nello schema di Hantz, il ragazzo viene impiegato come ala destra per massimizzare gli effetti del suo sinistro fatato. Il tabellino, al termine della stagione passata sotto al sole corso, recita 32 presenze, 10 gol e 3 assist in Ligue 1 e gli vale il soprannome di Principino di Corsica. Impressionante per un fresco ventenne.

 

 

Le prestazioni non sfuggono al Lille di Rudi Garcia, che già a gennaio 2013 decide di accaparrarsi il giocatore con 3,5 milioni di euro e un quadriennale non indifferente. Arrivato nell’uggioso Nord in estate, però, la situazione è ben diversa da quella presentata al suo agente ad inizio anno. Garcia se n’è andato e il Lille non è riuscito ad accedere in Champions League. Florian è convinto di meritare molto di più e punta i piedi per andarsene. Il motivo è uno e semplice: sulle sue tracce c’è l’Olympique de Marseille, squadra per cui il giovane ha sempre nutrito più di una simpatia e, soprattutto, qualificata alla massima competizione continentale. I biancoazzurri mettono sul piatto circa 14 milioni di euro. La plusvalenza ottenuta senza neanche un minuto di gioco disputato e il muso lungo di Thauvin convincono il Lille ad imbarcarlo sul primo volo per l’Aéroport Marseille-Provence. Al primo anno sotto al sole provenzale il giocatore guadagna la maglia da titolare dopo poche gare ed esordisce anche in Champions League il 6 novembre 2013 contro il Napoli. A partire da inizio marzo, tuttavia, subisce un calo nel rendimento, che lo relega spesso in panchina. Sotto la guida di Baup, Thauvin colleziona 41 presenze 10 gol e 6 assist. Numeri di tutto rispetto che gli valgono comunque la conferma a fine stagione.

Nel 2014/15 arriva Bielsa. Florian viene fin da subito considerato un inamovibile. Sotto la guida del santone argentino, il giocatore cresce molto e dimostra anche una buona propensione al sacrificio. I numeri si confermano buoni in generale (6 reti e 7 assist in 38 partite), ma ancora una volta, nella seconda parte della stagione, l’allora numero 14 marsigliese finisce più volte tra i sostituti. La situazione economica non esattamente florida del Marsiglia e l’addio di Bielsa lo spingono verso Newcastle. Seguiranno i già narrati crucci bianconeri e la ripresa biancoazzurra.

 

 

Quali sono ora le prospettive per l’asso marsigliese? Le sirene di diversi grandi club europei si sono già accese e le offerte non mancheranno. Ma Florian a Marsiglia si sente a casa. Il sole provenzale lo ha fatto sbocciare. Il club phocéen ha cambiato dirigenza ed ha un progetto più che ambizioso, volto a riportare la squadra sul tetto di Francia e, perché no, a competere in Europa. Alla guida dell’undici marsigliese c’è quel Rudi Garcia che tanto lo aveva voluto ai tempi del Lille. Inoltre, in alcune dichiarazioni riportate a settembre da L’Équipe, quando ancora la cessione dell’OM a Franck McCourt non era stata finalizzata, Thauvin ha detto di voler diventare il Totti marsigliese. Vedremo se alle parole seguiranno i fatti. L’impressione, comunque è che il Vélodrome potrà godere ancora a lungo delle magie del maghetto di Orléans, magari con un 10 sulle spalle, come il suo esempio giallorosso.

 

 



As featured on NewsNow: Calcio news