“Que sera, sera” cantava Doris Day nel lontano 1956. “Che sarà, sarà”: è questo uno dei leitmotiv dei tifosi della Roma, qualsiasi cosa succeda, nulla potrà mai separarli dalla loro passione. Mai come in questa occasione, quelle tre parole francesi, prese in prestito da una nativa di Cincinnati, riecheggiano nelle orecchie delle migliaia di supporter giallorossi. Perché stavolta, a costringerli a cantare il famoso coro (simbolo sì di passione, ma soprattutto di sconfitta) è stata una squadra francese: l’Olympique Lyonnais. E la sconfitta è arrivata troppo presto, agli ottavi di finale di Europa League, competizione che, senza nascondersi dietro a un dito, i giallorossi potevano puntare a vincere o nella quale, comunque, potevano senz’altro dire la loro in maniera più convincente.

Ma quali sono le cause che hanno portato all’uscita dei giallorossi? Dall’analisi della doppia sfida, sulle maggiori testate nazionali, se ne possono trovare diverse: dalla stanchezza di una rosa troppo corta per lottare su tre diversi fronti al periodo non entusiasmante dell’attacco romanista, dai cambi probabilmente troppo tardivi di Spalletti all’atteggiamento sbagliato di alcuni giocatori. L’impressione è che si preferisca puntare, in generale, sul demerito della formazione capitolina, tralasciando l’analisi di quella che è stata, in effetti, una gran bella impresa da parte dell’undici francese. Perché dall’altro lato della barricata non c’era esattamente la prima delle sconosciute, ma una delle squadre più titolate di Francia, abituata a disputare competizioni europee e guidata da un tecnico tutt’altro che impreparato. Bruno Génésio ha preso le redini dei Gones nel dicembre 2015, portandoli dall’undicesima alla seconda posizione in classifica. Quest’anno, dopo una partenza stentata, complicata anche dagli impegni di Champions League, l’allenatore ha fatto in modo di ritrovare la strada intrapresa lo scorso anno e sta offrendo un calcio piuttosto spettacolare e votato all’attacco (47 gol realizzati nelle 17 gare del 2017). Il tridente lionese, guidato da un Lacazette semplicemente implacabile, è supportato da un centrocampo di livello assoluto che vede protagonisti giocatori come TolissoDarderGonalons. Tra i punti di forza della squadra, si aggiunge anche la bolgia dell Parc OL. Lo stadio di casa, infatti, è stato trasformato di recente in un vero e proprio fortino (9 vittorie nelle ultime 10 gare). Il punto debole è principalmente quello di una difesa non troppo affidabile (21 reti subite da inizio 2017).

 

 

Fatte queste doverose osservazioni sull’undici lionese, si può passare all’analisi di quella che è la causa principale della disfatta romanista: la perfetta interpretazione della doppia sfida da parte di Génésio. Il tecnico francese ha preparato la gara di andata in maniera egregia. La gestione dei 90 minuti in terra francese è stata impressionante. Il Lione nel primo tempo ha subito il gioco giallorosso, nonostante il gol di Diakhaby nei primi minuti, terminando in svantaggio 1 a 2. Nella ripresa, dopo aver trovato l’immediato pareggio, l’allenatore gone ha tolto Mammana, abbassando Gonalons sulla linea dei difensori, per inserire il fresco Fekir, probabilmente il giocatore più talentuoso in rosa dopo Lacazette. La scelta di tenere in campo contemporaneamente 4 giocatori offensivi, rapidi e molto tecnici (Fekir, Lacazette, Valbuena e Ghezzal, sostituito poi da Cornet) è la prova del fatto che Génésio conoscesse il calo fisico che aveva caratterizzato gli ultimi venticinque minuti delle recenti gare della Roma. La strategia ha pagato. L’esterno di origini algerine ha fatto ciò che voleva sulla fascia destra, risultando decisivo ai fini del 4 a 2 finale. Nella gara di ritorno il Lione ha segnato alla prima occasione utile, mettendo una seria ipoteca sulla qualificazione. Il pareggio immediato della Roma ha complicato i piani di Génésio e dei suoi. Il 2 a 1 avversario al 60′ ed il successivo assedio, tuttavia, non hanno impedito il passaggio del turno. Da sottolineare è il fatto che i gones, che avrebbero potuto semplicemente coprirsi per mantenere il risultato, non hanno mai rinunciato al gioco offensivo, creando 4-5 occasioni da rete oltre al gol realizzato. In sintesi, preso atto anche di questo atteggiamento mai rinunciatario, si può affermare con certezza che il Lione abbia pienamente meritato il passaggio del turno.

 

 



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