Croce e delizia Leicester

Calcio ingleseEuropa 17 dicembre 2016 Redazione


Il nostro traguardo deve essere quello di fare prima possibile i 40 punti necessari a salvarsi, il fatto eccezionale è stato quello dell’anno scorso, questa è invece la normalità“. Claudio Ranieri risponde così dopo la premiazione per l’allenatore dell’anno al Gazzetta Sport Awards, visto il periodo altalenante delle Foxes, passate in pochi giorni dal poker inflitto al Manchester City alla sconfitta di misura contro il Bournemonth: gli uomini di Ranieri possono vantare  un poco rassicurante +4 sulla zona salvezza.

Se la vittoria contro Guardiola aveva dato linfa alla squadra e soprattutto a Vardy, autore di una tripletta e di una performance sontuosa, la sconfitta di ieri ha evidenziato i limiti della squadra, temibile nelle ripartenze ma con preoccupanti buchi in difesa e ancor più gravi nella mediana di centrocampo, dove l’assenza di N’golo Kanté non è stata affatto colmata. Il tecnico italiano non si sbilancia, l’abisso con l’anno scorso è immane, a dicembre 2015 il Leicester aveva 39 punti conquistati grazie ad una squadra che girava alla perfezione e acquistava sintonia e sicurezza partita dopo partita, Vardy segnava con continuità, Mahrez sfornava assist a ripetizione e la difesa guidata da Fuchs e Huth era un muro invalicabile. Il campionato è ancora lungo e l’obiettivo stagionale è quello di fare quaranta punti per potersi salvare, un’impresa non troppo ardua visto l’andamento delle squadre dei bassifondi della classifica, le quali non faranno riposare sugli allori il mister romano, vista l’imprevedibilità della Premier League. Sir Claudio ha la Champions League come motivazione in più per credere e spronare i suoi ragazzi, forti della storica qualificazione agli ottavi da testa di serie, che vedranno affrontare il Siviglia a febbraio, sicuramente con l’intento di giocarsela a viso aperto e di rendere difficile la qualificazione ai ragazzi di Sampaoli, senza andare in terra spagnola per una semplice gita turistica poco producente.

Nella scorsa stagione il Leicester è stato sconfitto solo tre volte, l’unica debacle in casa risale addirittura al girone d’andata, quando l’Arsenal inflisse la manita al King Power Stadium, mentre ad oggi, le sconfitte in campionato sono addirittura otto, subendo rotonde disfatte contro le big, dal netto 3 a 0 subito dal Chelsea di Conte ai 4 a 1 contro Liverpool e Manchester United. Le reti subite sono sicuramente il dato più preoccupante per Ranieri, che conta già ventotto palloni insaccati nella propria porta dopo solo sedici giornate, mentre ne subì addirittura trentasei in trentotto partite della scorsa Premier. Se Atene piange, Sparta non ride, situazione analoga per le reti fatte fino a questo momento, ‘solo’ ventuno in confronto alle ventisette di dodici mesi fa, con lo score preoccupante di appena sei gol fatti lontani dalle mura amiche, che sottolineano ancor di più le attuali difficoltà offensive. Il dato che risalta di più agli occhi è quello di Jamie Vardy arrivato alla sua consacrazione e presente in tutte le partite di Premier, il magro bottino di cinque gol e tre assist, davvero troppo pochi per un numero 9 della nazionale inglese, penalizzato anche dallo scarso apporto dell’algerino Mahrez che in questa stagione ha contribuito solo a tre assist, non trovando lo stesso feeling con il vice capocannoniere della scorsa Premier. Ancor più sconfortante però è stata, non la campagna acquisti, bensì come si è rivelata la sessione estiva di mercato delle Foxes, che si aspettavano sicuramente di più da Slimani e Musa, ma se almeno l’algerino ha fatto tre assist e quattro gol (Troppo pochi comunque per il trenta milioni sborsati dalla società), il nigeriano da venti milioni di sterline ha segnato appena due gol nonostante le dodici presenze in campionato. Le statistiche e i dati sono allarmanti, ma queste sfide sono pane per i denti di Ranieri, che troverà sicuramente il modo per uscire da questo periodo complicato, azzittendo ancora una volta la folta schiera di detrattori.

Di Michele Sabato



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