E ne rimase soltanto una. Anche quest’anno, il cammino delle squadre britanniche in Champions League è stato al di sotto delle aspettative: Spurs eliminati nella fase a gironi, Arsenal spazzato via dalla furia bavarese dei ragazzi di Carlo Ancelotti. Siamo a metà marzo, e solo Manchester City e il meraviglioso Leicester erano rimaste in corsa. Fino all’altra sera, quando è successo quello che in pochi si aspettavano, ma che poi, tutto sommato, non sarebbe stato impossibile da prevedere: i Citizens, arrivati al Louis II forti del 5-3 dell’andata, giocata all’Etihad, vengono “portati a scuola” dal Monaco dei malefici ragazzi di Jardim, con un Mbappè sempre più protagonista e una fase offensiva invidiabile.

Le Foxes, invece, riescono nel miracolo e, trascinate da capitan Morgan e dalla saracinesca Schmeichel (due rigori parati tra andata e ritorno), battono 2-0 il Siviglia di Sampaoli e volano tra le 8 regine d’Europa, andando ad implememtare gli innumerevoli record di Vardy & Co e a tenere alta la bandiera inglese, che conta ora solo i ragazzi di Shakespeare (in settimana confermato fino al termine della stagione) e, in Europa League, il Manchester United di Mourinho.

Le Foxes, rinate dopo l’addio discusso del condottiero Ranieri, giocano spinte da un King’s Power Stadium caldissimo, con la grinta che li ha contraddistinti nella passata stagione e che sta mancando quest’anno e trovano la rimonta contro un Siviglia brutto e nervoso (Nasri viene espulso per una testata a Vardy). Il gol che scalda i cuori dei tifosi inglesi porta la firma, simbolica, del capitano Wes Morgan: l’esultanza – il cannocchiale che punta dritto alla storia- dà la dimensione dell’impresa che stanno compiendo i campioni d’Inghilterra in carica. A Nyon, saranno loro la mina vagante: prenderli perché meno forti tecnicamente o evitarli perché, dato che non hanno nulla da perdere, possono essere molto pericolosi?

Se parlare del Leicester, dopo tutto quello che è successo dall’agosto 2015 fino a oggi, sembra ormai superfluo e riduttivo, un discorso a parte va fatto per la squadra di Guardiola. Il tecnico catalano, arrivato con grandi aspettative la scorsa estate, sta facendo fatica ad ottenere risultati, principalmente a causa del valore tecnico della sua rosa: ipervalutata sul mercato, semi disastrosa soprattutto nei match che contano. Anchel’altra sera, Mbappè e soci hanno fatto impazzire la coppia difensiva, tanto inedita quanto rivedibile, Stones-Clichy, con il classe ’94 ex Everton che è palesemente messo in difficoltà dall’etichetta di difensore costato oltre 60 milioni di euro. Nemmeno l’assenza di Falcao ha fatto la differenza: il Monaco di Jardim si conferma una delle grandi realtà del calcio europeo, con tantissimi giovani già nel mirino dei grandi club. Nell’urna degli 8 ci sono anche loro, e guai a chi li sottovaluta.



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