E ne rimasero 4. La coppa dalle grandi orecchie, la Champions League, si avvicina sempre di più al suo atto conclusivo, che si terrà il 3 giugno a Cardiff. Lo fa mietendo due vittime illustri, sicuramente le due più papabili a giocarsi la coppa a inizio anno: Barcellona e Bayern Monaco.
I catalani, in evidente calo in questo finale di stagione, vengono eliminati dalla Juventus di Massimiliano Allegri con un 3-0 complessivo che non lascia spazio ad equivoci: sorprendente il tris dell’andata allo Stadium tanto quanto lo 0-0 al Camp Nou, dove il Barcellona non va a segno e impensierisce la retroguardia bianconera solo in poche occasioni. Una prova di maturità ormai raggiunta per la Juve, che ora più che mai sembra consapevole della propria forza ed è pronta ad affrontare il sorteggio di venerdì con la convinzione di essere, forse, la vera squadra da temere.
Il Bayern Monaco, invece, esce tra qualche rimpianto e recriminazione, dopo la sconfitta (doppia) contro il Real Madrid di Zidane: all’andata, il rigore sbagliato da Vidal sull’1-0 per i bavaresi pesa come un macigno, mentre al ritorno gli evidenti errori dell’arbitro Kassai e dei suoi collaboratori lasciano i ragazzi di Ancelotti con l’amaro in bocca. D’altro canto, però, c’è da sottolineare i 180′( più la mezz’ora di supplementari) migliori della stagione del Real Madrid, trascinato da un Cristiano Ronaldo da pallone d’oro (5 gol in due partite per lui, 7 nella competizione) e dai giovani canterani, come Asensio e Vazquez.
Gli altri due quarti di finale ci regalano sicuramente una conferma e una new entry nel calcio che conta: stiamo parlando dell’Atletico Madrid e del Monaco di Jardim. I Colchoneros, seppur senza strafare, eliminano il Leicester di Shakespeare: all’andata basta un rigore (molto dubbio) realizzato da Greizmann, mentre al ritorno il gol di Saul dopo meno di mezz’ora ha subito messo più tranquillità all’ambiente madrileno, rendendo vano il gol di Vardy nella ripresa e quindi anche il tentativo di rimonta da parte delle Foxes, che escono a testa altissima dalla competizione: d’altronde, uscire ai quarti di finale, contro l’Atletico, alla prima partecipazione in Champions non può non essere considerato un risultato positivo.
Torna in semifinale, dopo 13 anni, il Monaco. La squadra del principato, trascinata dalla coppia Falcao – Mbappè, segna 6 gol, tra andata e ritorno, al povero Borussia Dortmund, colpito nell’animo dalla sfiorata tragedia del bus e incapace di fermare la furia dei ragazzi di Jardim. Il mix di giovani ed esperti funziona e la consapevolezza di essere i veri outsider in queste semifinali non può che giovare. L’ultima volta che i monegaschi sono arrivati in semifinale – con Deschamps in panchina -, hanno raggiunto anche la finale (persa poi contro il Porto di Mourinho): un po’ di scaramanzia non può che essere d’aiuto.

 

 



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