L’attesa è finita. Domani il via alla 62ª edizione della Uefa Champions League. Solo 3 giorni invece ci separano dal calcio d’inizio dell’Europa League, che quest’anno, con numerose squadre blasonate, sembra essere più competitiva. Comincia, quindi, il glorioso cammino verso la massima e tanto desiderata destinazione, il Millennium Stadium di Cardiff o la Friends Arena di Solna (Stoccolma), gli stadi che ospiteranno le due finalissime. Adesso, però, scopriamo insieme le debuttanti delle due massime competizioni europee.

Champions League

LEICESTER CITY – L’impresa straordinaria compiuta da Ranieri e dai suoi ragazzi è indimenticabile, fino a pochi mesi fa era ancora sulla bocca di tutti. Una vera e propria favola, destinata a superare la storia, entrando direttamente nella leggenda. Una storia che ha fatto venire i brividi a qualunque persona che ami il calcio. Gli stessi brividi, tutto il popolo delle foxes li sentirà nuovamente dopodomani, quando i microfoni del Jan Breydel di Brugge, poco prima delle 20.45, intoneranno l’inno ufficiale della Uefa Champions League. I neo-campioni d’Inghilterra, quindi, hanno avuto l’onore di presentarsi al sorteggio di Nyon come testa di serie, pescando Porto, Copenaghen e Club Brugge. Un girone assolutamente all’altezza per il magico Leicester, che dopo un mediocre inizio di stagione dovrà cogliere al volo l’occasione, trovando il giusto stimolo per continuare a far sognare i propri tifosi.

FC ROSTOV – Non solo gli inglesi, anche la storia del Rostov ha dell’incredibile. Il club russo nella stagione 2014/15, proprio come il Leicester, si trovava ad un passo dalla retrocessione. I gialloblù, in data 6 dicembre 2014, vissero un vero dramma sportivo: dopo 17 giornate, la squadra della più grande città della Russia meridionale collezionò solamente 11 punti in classifica. 37 le reti subite, una vera beffa. Da quel momento, la dirigenza decise di affidare le redini della squadra a Berdyev, che riuscì a stravolgere tutto, sistemando la difesa e subendo soltanto 14 reti nelle ultime 14 giornate restanti. Salvezza conquistata. Nella stagione successiva, Berdyev restò ancora in sella al gruppo, ma la difficile situazione finanziaria del club non gli permise grossi acquisti. Allora il tecnico turkmeno si limitò a portare a Rostov due suoi fedelissimi: il centrale difensivo spagnolo Cesar Navas e il regista ecuadoriano Noboa, che si rivelarono poi le chiavi della squadra. I gialloblù conquistarono la vetta costruendo le proprie vittorie su una nuova e affidabile retroguardia. Il sogno, però, si concluse alla quartultima giornata, quando, perdendo una partita, vennero superati in vetta dal Cska. Finirono il campionato in seconda posizione, conquistando la storica qualificazione ai preliminari della tanto ambita Champions League. Nei playoff, dopo l’accoppiamento con l’Ajax, il conto sembrava già chiuso. E invece, ad Amsterdam, il Rostov ha conquistato un pareggio d’oro con tanto di gol in trasferta, per poi rifilare quattro sberle nel match di ritorno. L’ennesima impresa che vedrà debuttare i russi domani sera, all’Allianz Arena, contro la corazzata bavarese: una notte magica per loro.

Europa League

MAINZ – La qualificazione in Europa, per la prima volta dopo lo spareggio perso due anni fa coi greci dell’Asteras, è stata il giusto traguardo per una squadra che negli ultimi anni di Bundesliga ha sempre mostrato un calcio straordinario. I ‘nüllfunfer’ hanno visto partire il mediano Baumgartlinger e il portiere Karius, volato a Liverpool, ma hanno ingaggiato alcuni giovani di prospettiva, tra tutti il ventenne scuola Leverkusen Oztunali, dotato di grande personalità. La squadra di Schmidt non ha avuto fortuna nel sorteggio, venendo inserita nello stesso girone di Anderlecht e Saint Etienne: i belgi sono una squadra dotata di grande esperienza, che ha perso un po’ a sorpresa il terzo turno preliminare di Champions contro i russi del Rostov; mentre ‘les verts’ possono contare su uno degli ambienti più caldi della Francia, forti di una rosa ricca di talento. A completare il girone gli azeri del Gabala, squadra semisconosciuta e fondata solo undici anni fa, che sarà probabilmente la cenerentola del girone.

OSMANLISPOR – Prima presenza in assoluto in campo internazionale per i turchi di Ankara, che nella loro storia hanno cambiato ben 5 nomi (il precedente era Ankaraspor Kulübü). Una storia strana quella della società: all’inizio della stagione 2009-10 il club si ritirò dal campionato a causa di presunti legami illeciti con l’Ankaragücü. Non vinse quindi nemmeno una delle 34 partite della stagione poiché, essendosi ritirata, perse a tavolino 3-0 tutte le gare, retrocedendo già alla prima giornata. Dalla stagione successiva la squadra fu espulsa da ogni lega della Turchia. Molti suoi giocatori furono integrati proprio nell’Ankaragücü. Dal 2013 riprese l’attività con il nome di Osmanlıspor Futbol Kulübü, che in 3 anni ha conquistato incredibilmente la fase a gironi dell’Europa League, grazie al quinto posto (davanti al Galatasaray) ottenuto nell’ultima stagione. Stesso e identico discorso per i compagni turchi del Konyaspor: qualificazione ottenuta nell’ultima stagione disputata (terzi classificati), giovedì la prima apparizione in Europa League. Due squadre insidiose da tenere sotto osservazione.

Prima apparizione nella fase a gironi anche per il Zorya Luhansk (Ucraina) e per l’Hapoel Beer-Sheva (Israele). Compagini che, a differenza delle altre, non faranno il debutto ufficiale vista la partecipazione agli spareggi già negli ultimi anni.

di Luca Cupi



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