Match spettacolari e pieni di gol nel martedì di Champions. A Manchester, cade il Barcellona di Luis Enrique, sconfitto per 3-1 dal grande ex, Guardiola. L’Arsenal rimonta da 0-2 a 3-2 contro il sorprendente Ludogorets, vincono, non senza rischiare, Bayern e Atletico Madrid. Vediamo tutti i risultati:

Manchester City – Barcellona 3-1 (21′ Messi, 39′ Gundogan, 51′ De Bruyne, 74′ Gundogan)

Dorian Gray. Troppo occupato a piacersi per curarsi delll’anima. Questo Barcellona è come il personaggio nato dalla genialità di Oscar Wilde, bello, bellissimo a tratti, ma inconsistente nell’anima, la difesa, che prende tre gol su disattenzioni quasi troppo banali per essere vere

All’Etihad di Manchester va in scena il match più suggestivo di questo martedì di Champions. In campo, la qualità è stellare, sugli spalti il tifo e il calore tipico degli stadi inglesi non manca.
L’inizio è subito di stampo blaugrana, con il Barcellona che inizia subito il classico possesso palla, con i padroni di casa che provano ad aggredire alti. Dopo 10’ episodio dubbio in area dei catalani: Sterling viene messo giù da Umtiti, ma è l’inglese a prendere il giallo per simulazione che, rivedendo il replay, sembra non esserci. L’episodio, comunque, da coraggio ai Citizens, che provano ad uscire e proporre il loro gioco senza però creare lontanamente pericoli dalle parti di Ter Stegen. Al 20’, poi, si scatena la MSN: contropiede devastante, tre tocchi che permettono a Neymar di servire Messi, che con il sinistro batte Caballero sul primo palo. Il vantaggio sembra abbattere le certezze degli inglesi, mentre il Barcellona prova a trovare il gol dello 0-2 con Neymar e Suarez, senza fortuna. Al 39’, su un errore in palleggio del Barcellona, il City pareggia: Aguero serve Sterling che, in area, serve sul secondo palo Gundogan, che batte Ter Stegen e fa esplodere l’Etihad. Blaugrana accecati dalla propria bellezza nel momento migliore. Passano neanche due minuti e i padroni di casa hanno la possibilità, addirittura, di passare in vantaggio: Aguero, però, non riesce a trovare la zampata vincente sottoporta.

Nella ripresa parte meglio il City invece, che dopo più di un minuto ha una colossale occasione per passare in vantaggio: su altro errore in fase di impostazione di Busquets, Aguero serve Sterling che però controlla malissimo, rovinando tutto. Passano altri due minuti e il City guadagna una punizione dal limite per un fallo di Busquets, completamente fuori partita. De Bruyne calcia sul palo del portiere, trovando un gol bellissimo, seppur con un Ter Stegen rivedibile. Il Barcellona non riesce a scrollarsi di dosso i primi disastrosi minuti e non riesce a costruire niente di pericoloso. Al 63’ sono ancora gli Sky Blues ad andare vicini al gol, ma De Bruyne, in scivolata, manca l’impatto con il pallone dopo una transizione offensiva rapidissima. Passano due minuti e succede di tutto: Barcellona vicino al pareggio con Andre Gomes, che colpisce una clamorosa traversa dopo una bellissima azione di Suarez poi, sul ribaltamento di fronte, De Bruyne va vicino alla doppietta personale scheggiando il palo con un tiro dal limite dell’area di rigore. Al 74’ arriva il meritato 3-1 per il City: contropiede fulminante, Aguero riceve palla da un pazzesco De Bruyne, la stoppa e, sulla respinta, arriva Gundogan, che trova la doppietta, la seconda consecutiva dopo quella in campionato contro il West Bromwich. L’Etihad è una bolgia, il Barcellona è stremato e la partita sembra davvero chiusa. Il Barça rimane in testa al girone con 9 punti, ma vede il City avvicinarsi (7). Può ancora succedere di tutto

Borussia M‘Gladbach – Celtic 1-1 (32′ Stindl, 75′ Dembele (r))

Al Borussia Park, il Borussia ha l’occasione di superare in classifica il City in caso di sconfitta degli inglesi contro il Barcellona. Di fronte il Celtic, che ha, ormai, residue speranze di terzo posto. La prima occasione è per gli scozzesi, con Sinclair che colpisce il palo dopo un tiro bellissimo. I padroni di casa, però, giocano meglio e, al 32’, trovano il vantaggio: assist di Thorgan Hazard, conclusione volante di Stindl e Gordon è battuto.

Nella ripresa sono ancora i padroni di casa a giocare meglio. Stindl cerca la doppietta, ma si vede negata la gioia del gol da un bell’intervento di Sommer. Poco dopo, Hanh è sfortunatissimo e colpisce la traversa, a Gordon battuto. Il Celtic, eccezion fatta per qualche spunto di Dembelè, sembra poca roba stasera. Al 75’, però, il match cambia: sull’ennesimo spunto di Dembelè, Korb commette fallo da ultimo uomo: rigore per il Celtic e rosso per il terzino del ‘Gladbach. Dal dischetto si presenta lo stesso numero 10, che batte Sommer e fissa il risultato sull’1-1. Il risultato non cambia fino al 90’: nonostante l’inferiorità numerica, i padroni di casa sono compatti e non rischiano nulla, se non con un tiro di McGregor che finisce alto sopra la traversa. Come detto, può succedere ancora di tutto in questo girone, ‘Gladbach a 4 e Celtic a 2.

Ludogorets – Arsenal 2-3 (12′ Cafu, 15′ Keseru, 21′ Xhaka, 43′ Giroud, 87′ Ozil)

Succede di tutto nel primo tempo tra i bulgari e gli inglesi. Tra 12’ e 15’ padroni di casa che trovano addirittura due gol: il primo porta la firma di Cafu che, sugli sviluppi di un calcio di punizione, trova il gol con un sinistro su cui nulla può Ospina. Lo stesso Cafu sarà protagonista del raddoppio, tre minuti dopo: cross pennellato e zampata vincente di Keseru. I Gunners riescono a riaprirla cinque minuti dopo grazie a Xhaka, che su cross di Ozil trova un bel sinistro di prima intenzione. Il gol del pareggio arriva a fine primo tempo: cross di Ramsey ed è Giroud a svettare di testa, anticipando l’uscita di Borjan e infilando in rete il gol del 2-2.

Nella ripresa i Gunners non riescono ad essere incisivi, rischiando anche di subire gol (bravo Ospina su Wellington). Quando ormai sembra che il match possa indirizzarsi verso un sorprendente (solo alla vigilia, non per quello visto in campo) 2-2, Ozil tira fuori il coniglio dal cilindro, facendo letteralmente sedere tutta la difesa bulgara e trovando il gol che regala i 3 punti a Wenger, il primo posto nel girone, a pari merito con il PSG e la qualificazione assicurata agli ottavi.

Basilea – PSG 1-2 (43′ Matuidi, 76′ Zuffi, 90′ Meunier)

A St.Jakob Park parte meglio il PSG, che fa subito possesso palla e cerca varchi nella difesa svizzera. La prima grande occasione capita sui piedi di Cavani che, a tu per tu con Vaclik, prova il cucchiaio, fallendo però un’occasione abbastanza clamorosa per uno con le sue qualità. Il gol, comunque, è nell’aria, con i francesi che costringono i padroni di casa nella propria metà campo. Al 43’ si sblocca il match: a trovare il gol è Matuidi, con un tap-in a porta sguarnita su tiro-cross di Meunier.

Nella ripresa il PSG prova a chiuderla, ma i tentativi di Lucas e Cavani sono poco precisi e fortunati. Al 76’, su indecisione di Areola, arriva il gol del pareggio: Luca Zuffi( svizzero, ma chiare origini italiane) tira dalla distanza, e il pallone si insacca in rete. I francesi si buttano in avanti per cercare il gol della vittoria, che arriva nel modo più insperato, dal giocatore che non ti aspetti: a tempo praticamente scaduto, infatti, Meunier raccoglie il pallone al limite dell’area e scarica un missile direttamente nel sette, coronando quindi la sua convincente prestazione con un gol e un assist: mica male per un difensore! PSG che sale a 10 punti, secondo solo a causa della differenza reti inferiore a quella dell’Arsenal, e la qualificazione è già in tasca. Basilea che rimane a 1 punto dopo 4 giornate, e si giocherà con il Ludogorets l’accesso all’Europa League

Besiktas – Napoli 1-1 (79′ Quaresma, 82′ Hamsik)

Nell’anticipo della 4° giornata di Champions League, il Besiktas sforna un’altra ottima prestazione e spaventa il Napoli, che riesce però a tornare in Italia con un punto. Turchi in vantaggio grazie al rigore di Quaresma, per fallo di mano in area di Maksimovic. Napoli meglio dal punto di vista del gioco, ma poco consistente davanti, dove Fabri non è stato quasi mai impegnato. Il gol del pareggio porta la firma di Hamsik, che fissa il risultato finale sull’1-1 all’82’. Partenopei sempre in testa al proprio girone con 7 punti, raggiunti dal Benfica ma in vantaggio per la differenza reti. Girone apertissimo anche questo.

Benfica – Dinamo Kiev 1-0 (45′ Salvio (r))

Giocano meglio i padroni di casa, che però non riescono a trovare il gol. Ci prova Luisao di testa dopo pochi minuti, ma la sua conclusione è alta sulla traversa. Proprio quando sembra che ci si stia avviando negli spogliatoi per l’intervallo, arriva la prima svolta del match: trattenuta in area di Vida ai danni di Luisao, Salvio dagli 11 metri non sbaglia, tirando centrale e spiazzando Rudko.

Nella ripresa il leit motiv del match non cambia: la Dinamo è poca cosa e il Benfica va vicino al gol con Guedes, che colpisce la traversa dopo aver tirato una fucilata verso la porta ucraina. Anche Mitroglu ci prova, senza fortuna. Al 69’, però, fallo di Ederson in uscita e rigore per la Dinamo Kyev: dal dischetto si presenta Junior Moraes, centravanti della squadra allenata da Rebrov, che si fa però ipnotizzare dallo stesso Ederson, bravo nel farsi subito perdonare. Scoraggiata dall’errore, la Dinamo non riesce più a rendersi pericolosa, e il Benfica si preoccupa solamente di amministrare il match fino al fischio finale. Portoghesi che raggiungono il Napoli in testa alla classifica, mentre tra la Dinamo e l’eliminazione manca solo l’aritmetica.

PSV – Bayern Monaco 1-2 (18′ Arias, 33′ Lewandowski (r), 73′ Lewandowski)

Nonostante parta, come sempre, molto forte il Bayern: dopo 4’ Lewandowski colpisce la traversa con un colpo di testa “in sospensione”. A trovare il vantaggio, però, è il PSV: sulla corta respinta di Neuer, Arias ha vita facile e insacca il gol del vantaggio per i suoi. La sua posizione, però, è di netto fuorigioco: peccato, la squadra arbitrale è italiana. Il Bayern si rituffa subito all’attacco e trova il primo legno di giornata con Lewandowski al 30’. Passano tre minuti e arriva il meritato pareggio: fallo di mano di Guardado su cross di Kimmich, dal dischetto si presenta Lewandowski che spiazza Pasveer e pareggia i conti alla Philips Arena.

Anche la ripresa è un monologo bavarese: al 53’ ci prova Alaba, ma è bravo Pasveer a respingere. Lo stesso portiere olandese è ancora decisivo su Vidal, lanciato da Hummels. La continua pressione offensiva dei ragazzi di Ancelotti viene ricompensata al 73’, quando, su cross di Alaba, è Lewandowski ad anticipare tutti e a battere Pasveer, che stavolta non può nulla. 19simo gol in 17 gare per il centravanti polacco, davvero incontenibile. All’81’ arriva la terza traversa di giornata per l’ex Dortmund, con un interno destro di controbalzo che non trova la fortuna che meriterebbe. PSV e Rostov, entrambe ferme a 1 punto, si giocheranno l’accesso in Europa League, mentre il Bayern se la vedrà con l’Atletico per il primato nel girone, ma entrambe sono già qualificate agli ottavi

Atletico Madrid – Rostov 2-1 (28′ Greizmann, 30′ Azmoun, 90’+4 Greizmann)

Partita più complicata del previsto per i ragazzi di Simeone.  Complice, infatti, la quasi certezza di passare agli ottavi già dopo questo match, i Colchoneros approcciano al match in maniera distratta, soprattutto in fase difensiva. Nonostante questo, padroni di casa in vantaggio al 28’ grazie al gol, manco a dirlo, del solito Greizmann: delizia del francese, che si coordina in un fazzoletto e spara un sinistro al volod’esterno, facendo esplodere il Vicente Calderon. Neanche il tempo di gioire, però, che il Rostov pareggia: complice qualche disattenzione della difesa madrilena, Azmoun(interessantissimo attaccante iraniano, classe ’95) si ritrova uno contro uno con Oblak ed è bravo a fulminarlo, dopo il bell’assist di Poloz. Sarà praticamente l’unica volta che il Rostov si avvicinerà alla porta difesa dal polacco. Già nel primo tempo l’Atletico ha la possibilità di pareggiare, ma Torres non riesce a sfruttare a dovere l’ottimo cross di Vrsaljko.

Nonostante la crescente pressione, l’Atletico non riesce a trovare il gol, mentre il Rostov pregusta la possibilità di tornare in Russia con un punto. Quando ormai mancano pochissimi secondi al fischio finale, è ancora Greizmann a trovare la via del gol, con un sinistro da posizione ravvicinata che non dà scampo a Dzhanaev. Sono otto i gol in stagione per il francese, che questa sera ha trovato i primi due in questa edizione della Champions League. Atletico che vola a punteggio pieno, a +3 sul Bayern e aritmeticamente agli ottavi. Il Rostov può ancora sperare nell’Europa League.



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