L’occasione era di quelle da non perdere, quasi irripetibile, ma il Lugano non è riuscito a sfruttarla. Sostenuti dai 7000 tifosi al seguito dal Canton Ticino, i Bianconeri dominano il primo tempo, sbagliano un rigore, ma sono costretti a vedere lo Zurigo alzare il trofeo. La squadra di Uli Forte conquista la sua 9a Coppa di Svizzera da retrocessa, proprio come il Lucerna del 1992 che sconfisse ancora il povero Lugano per una rete a zero. Il trofeo alzato al cielo ieri è solo una piccola consolazione per i tifosi della città più popolosa della Svizzera. Prima dell’incontro (giocato allo stadio Letzigrund di Zurigo) sono stati esposti striscioni offensivi contro i dirigenti e contro i calciatori, rei di non avere onorato la maglia e di essere retrocessi contro ogni aspettativa. “Vincete la Coppa, andate a casa e vergognatevi”. Questo è lo striscione esposto dalla curva al momento dell’entrata in campo dei calciatori, che, incredibilmente, non verrà tolto neanche alla consegna del trofeo. A decidere l’incontro ci pensa Sarr, che sugli sviluppi di un calcio d’angolo anticipa tutti e batte Salvi. Nove minuti prima però, Bottani ha avuto l’occasione di portare in vantaggio i Bianconeri dal dischetto e consolidare il predominio territoriale, fallendola malamente. Nella ripresa la partita diventa scorbutica ed il Lugano fatica a trovare gli spazi; la squadra di Forte si fa sentire con entrate al limite del regolamento e riesce a limitare Alioski (il migliore del Lugano nella seconda parte della stagione) e compagni, che si scoraggiano. Al 62′ Donis sfiora il pareggio ma trova solo il legno alla sinistra di Favre. Sul finale kerzhakov va vicino al raddoppio con una bella punizione dal limite, ma può comunque festeggiare pochi minuti dopo al fischio finale dell’arbitro. I padroni di casa ripartiranno dalla seconda divisione ma anche dall’Europa; mentre Zeman perde l’occasione di vincere il primo trofeo in carriera.



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