di Marco Ventimiglia.

Il campionato polacco, nella sua storia, ha cambiato diverse volte nome. Fondato come Liga Piłki Nożnej nel 1927, subito dopo la seconda guerra mondiale divenne Klasa Państwowa (letteralmente divisione statale) fino al 2004, quando venne denominato Idea Ekstraklasa, per poi un anno dopo essere ritrasformato in Orange Ekstraklasa, fino al 2008, quando venne tolto “l’Orange”. Nel 2011 la più recente trasformazione, in T-Mobile Ekstraklasa. nelle 79 stagioni disputate, Legia Varsavia (79), Wisla Cracovia (75) e Ruch Chorzov (75) sono i club con più presenze all’attivo. Dello stesso tenore però non è il palmares, laddove a condurre la classifica dei titoli è il Ruch, con 14 vittorie, a pari merito con il Górnik Zabrze, seguite dal Wisla Cracovia con 13. Sorprendentemente fuori dal podio il Legia, con 11 titoli, di cui la metà solo nell’ultimo decennio.

Una curiosità del campionato polacco è la ciclicità. Statistiche alla mano infatti, possiamo notare che quasi ogni decade vede una, massimo due squadre (di quelle elencate, oltre al Lech Poznan), dominanti sulle altre. Se il Ruch Churzov ha guidato la truppa per le prime stagioni, gli anni 60 hanno rappresentato l’ascesa del Górnik Zabrze, per poi contendersi le due decadi seguenti di nuovo con il Ruch. Il loro declino è arrivato all’inizio degli anni 90. 1988 e 1989 rappresentano infatti l’ultimo campionato portato a casa dalle due squadre (dal 1985 al 1988 striscia consecutiva per il Gornik, nel 1989 trionfo per il Ruch). Con gli anni 90 si verifica quasi una sorta di passaggio di consegne. Nuove leve, nuova linfa per il campionato polacco. Iniziano a salire alla ribalta club come il Legia Varsavia e il Lech Poznan, che se già avevano vinto qualche campionato in precedenza, solo con la fine del nuovo millennio sembrano dare quella sensazione di squadra con grandi ambizioni. Inizia così quell’alternarsi di vittorie, con l’eccezione del biennio 95-96 e 96-97, “controllato” dal Widzew Łódź, e il 97-98 vinto dal Łódzki Klub Sportowy, entrambe squadre che adesso giocano nella quarta divisione. Il nuovo millennio parte con la sorpresa Wisla Cracovia, che tra il 1999 e il 2011 vince 8 dei suoi 13 campionati. Purtroppo però quegli anni sono caratterizzati pure dallo scandalo corruzione.

Anche la Polonia ha vissuto la sua Calciopoli, e tra il 2005 e il 2008 infatti sono stati arrestate oltre 100 persone tra arbitri, allenatori e funzionari, rei di aver manipolato diverse partite di calcio. Eventi che hanno messo in pericolo l’edizione degli Europei del 2012, proprio in Polonia (e Ucraina). Gli ultimi anni sono segnati, se escludiamo l’edizione 2011/2012 vinta dallo Sląsk Wrocław, dal ritorno del Legia e del Lech a contendersi il titolo. I “Wojskowi”, ovvero i militari, così soprannominati perché durante il primo periodo comunista post seconda guerra mondiale rappresentavano la squadra di calcio dell’esercito, sono sicuramente la squadra polacca più blasonata nel passato più recente. Negli ultimi 4 anni infatti hanno vinto ben 3 campionati, tranne l’edizione 2014-15 vinta dal Lech Poznan, che vinse anche nel 2010 (già, quel Lech Poznan capace di pareggiare 3 a 3 all’Olimpico di Torino).

L’EUROPA: Il rapporto con il continente delle squadre polacche non è mai stato idilliaco. Il miglior risultato lo ha conseguito una squadra che attualmente milita in serie B, ovvero il Górnik Zabrze, che nell’edizione 1969-1970 della Coppa delle Coppe riuscì a raggiungere la finale, venendo però sconfitta dal Manchester City. In quel caso la semifinale, giocata contro la Roma, fu vinta solo grazie al sorteggio. Per il Wisla Cracovia invece il miglior piazzamento è quello del 1978-79, quando raggiunse i quarti di finale della Coppa dei Campioni. Il Ruch Chorzov invece, oltre ad aver raggiunto i quarti della Coppa dei Campioni nel 1975, va ricordato per la finale di Coppa Intertoto persa contro il Bologna nel 1998. Del Lech Poznan è famosa la storica qualificazione nel girone dell’edizione 2010-2011 dell’Europa League. Il Legia è sicuramente il club polacco più continuo e valoroso, essendo arrivato in semifinale sia della Coppa dei Campioni che della Coppa delle Coppe.

jagielloniaVERSO UN NUOVO CICLO? L’edizione 2016/2017 è iniziata in modo davvero sorprendente, quasi a voler indicare la fine di un ciclo. Se infatti il Gornik è quello messo peggio, dato che adesso dovrà lottare per la promozione nell’Ekstraklasa, le altre big non se la passano decisamente meglio. Dopo 8 giornate infatti la sorpresa più grande è trovare il Wisla Cracovia all’ultimo posto con 3 punti, frutto di una vittoria e di ben 7 sconfitte consecutive. Andamento discontinuo anche per Ruch, ma soprattutto Legia, che si trovano rispettivamente al 13esimo e 12esimo posto (ricordiamo che l’Ekstraklasa è composta da sole 16 squadre).

Il Legia, campione in carica, ha ottenuto 2 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte, avendo anche il secondo peggiore attacco, con la media di un gol a partita (8 gol in 8 partite, 9 i gol subiti), quando l’anno scorso, in 30 partite, ne ha segnati 58, subendone 28. Delle “magnifiche 5”, quella messa “meglio” è sicuramente il Lech, che attualmente si trova all’ottavo posto, con 3 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte. Allora chi è in testa? Con 5 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte, a contendersi il primo posto sono ben tre squadre: Jagiellonia, Lechia e Termalica (ridenominazione di quel Ludowy Klub Sportowy, che vinse il campionato nel 1998, oltre a quello del 1958). Le prime due sono chiaramente sorprese, in quanto nel loro palmares possono vantare solamente una coppa e una supercoppa. Ma la vera rivelazione è il Termalica (che tra l’altro nell’ultima giornata ha battuto proprio i campioni in carica). La storia del club è stata molto travagliata, in quanto è stato rifondato varie volte. L’ultima nel 2005, e grazie ad una nuova solidità economica, il club è risalito nelle classifiche, fino alla consacrazione del 2015, che li ha visti salire in Ekstaklasa. Visti gli appena 750 abitanti del villaggio, è la squadra del comune più piccolo a partecipare a un campionato di massima serie, battendo il precedente record del FK Chmel Blšany (Repubblica Ceca). Non sappiamo e non possiamo stabilire come si evolverà il campionato, ma sicuramente tutto quello visto fin qui è già di per sé sorprendente. Se poi questo andazzo dovesse confermarsi anche alla fine dell’anno, con una di queste squadre che diverrà campione (sperando nella favola Termalica!), ma soprattutto con le “grandi” in crisi, ciò starà a significare un netto cambio di rotta nel calcio polacco.

 



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