L’est europeo è storicamente teatro di guerre, povertà, condizioni abiette; ma da qualche anno è come se si fosse deciso di voltar pagina, o addirittura di bruciare il libro.
Mete turistiche sempre più gettonate, le quali uniscono al prezzo irrisorio della permanenza luoghi d’interesse e monumenti di tutto rispetto, con una tradizione che si respira per le strade delle città.
Negli anni, tra le tante che si sono contraddistinte, la Croazia è stata sicuramente una delle località più apprezzate, basti guardare Porec e Rovinj, giusto per citarne due.
In una magnifica nazione come questa, poteva mancare lo sport più bello del mondo, legato ad una società calcistica storica? La Dinamo Zagabria è la squadra più vincente della nazione con un palmares di tutto rispetto: 18 Prva Hrvatska – di cui undici consecutive – 14 Coppe di Croazia e 8 Supercoppe. Oltre alle vittorie in patria, i ‘Modri’ possono vantare la partecipazione alla fase finale della Champions League nel 1998, 1999, 2012, 2013, 2015, 2016 e in Europa League nel 2010, 2011 e 2014.

Seppur in un campionato meno blasonato rispetto ai tanti presenti nel vecchio continente, la Dinamo ha conseguito traguardi importanti grazie al suo settore giovanile e agli scout con una lungimiranza fuori dal comune. Sono proprio questi ultimi che fanno fruttare come meglio non potrebbero il milione di budget messo a disposizione ogni anno; sono tantissimi i giocatori passati tra le trafile della squadra di Zagabria che hanno fatto e stanno facendo le fortune di diversi top club.
E se la squadra della capitale non avesse fatto dei suoi giocatori migliori plusvalenze, che squadra sarebbe presente tuttora?

Eduardo: tra i pali troveremmo indubbiamente lui, portiere portoghese classe ’82. Dopo vari pellegrinaggi in giro per l’Europa, passa dal Genoa alla Dinamo nel luglio 2014. Due stagioni di livello e la conquista di Euro 2016 lo portano sulle rive del Tamigi – Sponda Chelsea – per 1.5 milioni di sterline.

Jedvaj: difensore centrale classe ’95, viene inserito nel 2014 nella lista di migliori giovani nati dopo il ’93 dalla rivista Don Balón. Cresciuto nelle giovanili della Dinamo, entra a far parte della prima squadra nel gennaio 2013. Dopo la breve (e non indimenticabile) esperienza alla Roma, le aspirine lo portano via dalla capitale nel gennaio 2015 con 7 milioni di euro. Oggi il ragazzo ha trovato la sua dimensione e la sua maturazione definitiva con il Bayer Leverkusen.

Lovren: a guidare la difesa con più esperienza ci sarebbe il classe ‘89, abile nel gioco aereo e roccioso nei contrasti. Dopo le giovanili e la prima squadra, lascia Zagabria per crescere in palcoscenici più importanti. Viene acquistato dal Lione per 8 milioni di euro nel 2010, in Francia vincerà una Coppa di Francia e una Supercoppa di Francia per poi sbarcare tre anni dopo in Inghilterra. Sono i ‘Saints’ ad aggiudicarsi con 10 milioni di sterline Dejan e un anno più tardi, dopo ottime prestazioni e gare maiuscole, i Reds lo portano ad Anfield per 25 milioni.

Vrsaljko: terzino destro molto duttile, classe ’92, come qualità migliori dispone di una grande corsa e di una buona lettura difensiva. Portato in Italia dal Genoa per poco meno di 5 milioni, si mette subito in mostra attirando su di se l’attenzione delle grandi squadre, che però temporeggiano e monitorano la crescita del giovane croato. Sono le due stagioni successive a Sassuolo a consacrare Sime, che passerà nel luglio 2016 a Madrid, sponda Colchoneros, per 16 milioni di euro.

Corluka: capitano della Nazionale, esperienza e personalità da vendere, il classe ’86 può ricoprire tendenzialmente tutti i ruoli della difesa senza sfigurare. Entrato a far parte delle giovanili della Dinamo a soli otto anni, rimane in terra croata per quattordici anni. Con l’arrivo a Manchester di Mansur Bin Zayd Al Nahyan, nel 2008 passa ai Citizenz per 8 milioni di sterline, venendo acquistato a 15 la stagione seguente dal Tottenham. Dopo quattro anni a White Hart Lane, con un rendimento fatto di alti e bassi, passa in prestito al Bayer Leverkusen. L’esperienza teutonica dura sei mesi, il Lokomotiv Mosca lo acquista per 5.5 milioni di sterline nell’estate 2012.

Kovacic: a tredici anni Mateo si trasferisce a Zagabria con la sua famiglia. L’inizio della carriera ha una svolta proprio in quel momento, in quanto entra a far parte del settore giovanile della Dinamo. A soli ventidue anni, è una delle più grandi plusvalenze del club. Acquistato dall’Inter nel gennaio 2013 per 11 milioni, passa due stagioni discrete all’ombra della Madonnina, per poi venire acquistato dai Blancos per 22 milioni. Dopo un avvio difficile con Benitez, rinasce con la cura Zidane e conquista Champions, Supercoppa Uefa e Mondiale per club. Valore attuale di mercato? 42 milioni.

Modric: il pezzo da novanta del team non può che essere lui. Elegante, chirurgico, freddo, decisivo. A differenza degli altri, il classe ’85 ci ha messo di più ad esplodere, anche se considerato crack in patria già da ragazzino. Viene acquistato dal Tottenham nel 2008 per 16.5 milioni di sterline, facendo le fortune del club di Londra per quattro stagioni, per poi passare al Real Madrid nell’estate 2012 per 42 milioni di euro. Con le Merengues vince tutto ciò che si può vincere, a parte il campionato…

Rog: dribbling nello stretto, visione di gioco e sacrificio. Sono questi i biglietti da visita del neo acquisto del Napoli; una scommessa da parte del club partenopeo che investe 13.5 milioni di euro per portarlo all’ombra del Vesuvio. Dopo un’ottima annata con la Dinamo – che lo ha rivenduto al triplo – si sta mettendo in mostra negli spezzoni di partita concessi da Sarri.

Pjaca: il talentino croato, attualmente fermo causa infortunio al legamento crociato, è insieme a Rog uno dei talenti più puri che sono stati sfornati dalla Dinamo. Classe ’95, si mette in mostra in patria, ma in particolar modo durante gli ultimi europei, tanto che la Juve lo acquista a fine luglio per 23 milioni di euro. Una sola rete in questa stagione con il club di Torino, ma pesantissima, quella di Oporto negli ottavi di Champions.

Olic: il più anziano del team, prossimo alle trentotto primavere, dopo una breve e incolore esperienza all’Herta Berlino, viene acquistato per un milione dalla Dinamo Zagabria. Durante la stagione sarà il capocannoniere della squadra con 16 reti in 23 presenze. Pronti via, altra plusvalenza: un anno dopo passa al CSKA Mosca per 5 milioni, poi ci sono Amburgo, Bayern Monaco, Wolfsburg e Monaco 1860.

Mandzukic: la prima punta, l’ariete dell’area di rigore, uno dei più vincenti della top 11 che non ha bisogno di presentazioni. Ai tempi compagno di squadra di Luka Modric, acquistato nel 2007 per l’irrisoria cifra di 1.5 milioni di euro, nei tre anni alla Dinamo viaggia con la media di un gol ogni due partite.
Nel luglio 2010 il Wolfsburg si accaparra il giovane Mario per 7 milioni; i risultati durante la stagione non sono dei migliori, ma con l’arrivo di Magath in panchina Mandzukic segna sette gol in otto gare. L’ottimo rendimento prosegue per due anni e la consacrazione arriva durante Euro 2012: è proprio in quell’estate che il Bayern vuole il numero 9, versando 13 milioni nelle casse dei ‘Lupi’. Due stagioni in cui vince praticamente tutto con i bavaresi, per poi andare a sostituire Diego Costa all’Atletico Madrid, che sborsa 22 milioni per portarlo al Vicente Calderón. Altra squadra, altra sostituzione: questa volta Mario va a rimpiazzare il partente Tevez nella Juventus che lo acquista per 19 milioni di euro.

Un 4 – 2 – 3 – 1 che avrebbe fatto sicuramente divertire il popolo croato e non, e chissà, magari avrebbe vinto anche qualche trofeo internazionale…

di Michele Sabato



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