Sotto 0-1 con l’Amburgo alla Bayarena, le Aspirine si aggrappano lal tripletta di Joel Pohjanpalo per ribaltare il risultato e cogliere la prima vittoria in questa Bundesliga. All’opposto, il Borussia Mönchengladbach, partito a spron battuto in quel di Friburgo, si fa raggiungere e superare dai padroni di casa trascinati da una doppietta da impazzire di Maximilian Philipp. Delude, invece, il Wolfsburg, stoppato a domicilio dal terribile Colonia di Stoger.

UOMO DELLA PROVVIDENZA – Quando Pohjanpalo ha rilevato l’ectoplasmatico Mehmedi, sul cronometro scorreva il settantaduesimo minuo, il Bayer Leverkusen era sotto con l’Amburgo e sul volto di Schmidt c’era scolpita tutta la preocuppazione frammista a frustazione del momento.  Dopo la sconfitta di settimana scorsa nella tana del Borussia Moenchengladbach, un ulteriore passo falso, vieppiù tra le mura amiche, avrebbe fatto precipitare la situazione, ricalcando sin troppo da vicino lo stentato avvio della passata stagione. E tutto, fino al provvidenziale ingresso di Pohjanpalo, l’uomo in grado di sovvertire un destino apparentemente già segnato, faceva pensare ad un’altra giornata storta per le Aspirine. Di entrare, la palla, proprio non ne voleva sapere: emblematico il palo colpito da Hernandez, con la sfera che, durante il tragitto verso la porta, ha dato diverse volte la percezione di portersi insaccare, salvo poibeffardamente svicolarsi dal bersaglio con un’improvvisa sterzata ad uscire. Qualche minuto più tardi, poi, Wood, approfittando di una sconclusionata uscita alta di Leno, ha addirittura portato in vantaggio gli ospiti, punendo i rossoneri proprio nel loro migliore momento. Un classico di questo sport. Da lì in poi le Aspirine hanno cominciato a caricare a testa bassa, stringendo d’assedio la porta di Adler, fino a farla capitolare in limine all’ottantesimo: imbucata illuminante di Kampl, delizioso lob di Brandt ad eludere l’uscita disperata del numero uno anseatico, e comodo colpo di testa di Pohjanpalo a porta sguarnita. Il pari ha avuto l’effetto di galvanizzare la banda di Schmidt, adesso convinta di portare a casa l’intera in posta in palio. E cosi è stato. Al 91′ Henrichs ha acceso il motorino, s’è involato sulla sinistra, ha saltato in slalom un paio di avversari, prima di scaricare indietro, dove il solito Pophjanpalo, di controbalzo, non ha mancato l’appputamento con il pallone del sorpasso, disegnando un tracciante che ha esaurito la sua corsa nell’angolino alla sinistra di Adler. Poco dopo, in contropiede, il biondo attaccante finlandese ha persino arrotondato il bottino, regalandosi la tripletta personale tra i sorrisini complici e le pacche sulle spalle che, soddisfatti, si scambiavano in panchina Schmidt e il suo staff. Finale a lieto fine per le Aspirine. Ma, la prossima volta, lasciare lasguire in panchina per oltre un’ora di gioco uno come Pohjanpalo potrebbe rivelarsi un peccato mortale.

PHILIPP DA IMPAZZIRE – Con la rete del meno celebre dei fratelli Hazard, il Borussia Mönchengladbach credeva di aver archiviato la pratica Friburgo. Ed invece, al Mage Solar Stadion, l’indemoniato Maximilian Philipp, coadiuvato da un eccellente Vincenzo Grifo, ha scompaginato i piani di Schubert con due giocate da urlo. In avvio di ripresa, dopo un’ubriacante serpentina, che ha sgretolato la retroguardia degli ospiti,  ha scoccato  un tiro a giro destianto a spazzare via, come si suol dire in gergo, le ragnatele della porta difesa da Sommer. Nonostante l’inatteso pari, Schubert restava convinto di poter riacciuffare la vittoria, sbracciandosi e spingendo la squadra alla ricerca del nuovo sorpasso. L’affondo decisivo, invece, a sorpresa, lo hanno piazzato i Breisgau-Brasilianer a cinque minuti dal gong: lancio lungo di Schwolow, sponda area di Niederlechtner e rasoiata di prima intenzione del redivivo Philipp: palla, ça va sans dire,, in buca d’angolo. Nel finale, poi, la vittoria è stata legittimana da un rigore magistralmente trasformato da Petersen. Proprio lui che a Rio aveva fallito il quinto e decisivo della finale olimpica, consegnando di fatto l’oro, tanto agognato, al Brasile.

LE ALTRE – Se il Wolfsburg, in cui si registra un’altra prova opaca di Draxler, apparso un filino svogliato, si fa bloccare in casa da un Colonia decisamente più intrapendente – che con la verve di Osako e le sortite di Modeste impensierisce a più riprese Casteels – non ha problemi l’Hertha Berlino nell’espugnare il terreno dell’Ingolstadt. Ibisevic spezza l’equilibrio all’alba della gara, una capocciata di Schieber, invece, chiude la contesa quando ogni schema è ormai saltato: denominatore comune  il giapponese Haraguchi, autore intelelttuale di entrambe le realizzazioni. Chiude il pomeriggio, infine, il Derby dell’Assia, vinto dal Darmstadt sull‘Eintracht Francoforte grazie ad una rete di Sirigu in piena zona Cesarini.

 

 

 



As featured on NewsNow: Calcio news