4 – Come il numero di mancate vittorie del Bayern Monaco negli ultimi sei incontri. Un trend preoccupante iniziato col doppio passo falso ravvicinato con Colonia ed Eintracht Francoforte, proseguito con l’Hoffenheim – uscito imbattuto dall’Allianz Arena nell’ultima gara prima della sosta – e culminato oggi con la debacle del Signal Iduna Park. Il Bayern perde anche l’imbattibilità – allungata a ventisette invece la stratosferica striscia di risultati utili del Dortmund nel fortino amico – ma questo è il meno. Col Lipsia che scappa, e la banda dell’oro che si avvicina minacciosa, già a partire dalla prossima gli uomini di Carlo Ancelotti, che sembrano aver smarrito lo smalto sgargiante delle prime giornate, dovranno necessariamente riprendere la marcia, tornando a macinare gli avversari come hanno abituato a fare in questi anni di predominio pressochè assoluto.

Fattore – Quello rappresentato dalla verve di un indiavolato Mario Götze. L’ex col dente avvelenato, apparso particolarmente ispirato, è stato un’auntentica spina conficcata saggiamente da Tuchel nel fianco del Bayern. E prima che la corazzata bavarese apportasse le proprie contromosse, il funambolo giallo ha giganteggiato sulla destra, sfornando un cioccolatino per Aubameyang: rasoiata laser, carezza del gabonese e vantaggio dell’undici della Vestfalia.

12 – Come i centri, ma sarebbero potuti essere molto di più, in Bundesliga di un Pierre-Emerick Aubameyang in vena di ossimori: letale cecchino in avvio, compassionevole filantropo per tutto il resto della gara. La rete al Bayern, risultata decisivo per le sorti dell’incontro, riporta Aubameyang in cima alla classifica marcatori di Bundes: nel pomeriggio Modeste, autore del momentaneo pari nella sfida poi vinta dai “Caproni” al Borussia Park di Moenchengladbach, aveva tentato la fuga. Immediatamente stoppata.

Sterilità – Dopo diciannove incontri in cui erano andati sempre a segno, i bavaresi, insolitamente con le polveri bagnate, rimangono a bocca asciutta. Una sensazione nuova e straniante, alla cui genesi ha contribuito anche un pizzico di sorte avversa: oltre ad una traversa colpita da Xabi Alonso che grida ancora vendetta. il Bayern si è visto cancellare, giustamente, un capolavoro di tacco di Ribery pescato in offside.

 

 



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