Da martedì sera, in Inghilterra, è uno dei più chiacchierati, e non potevamo che parlarne nella rubrica dedicata ai futuri talenti del calcio mondiale. Phil Foden, classe 2000, centrocampista del Manchester City, è stato infatti il terzo millennial ad esordire in Champions League, dopo Kean e Caligara, entrambi della Juventus.

Una carriera tutta tinta di celeste, la sua: entra nelle giovanili dei Citizens all’età di otto anni, firmando successivamente con l’Academy e venendo convocato con i grandi, per la prima volta, nel match di Champions League contro il Celtic nel dicembre 2016, senza tuttavia entrare. La svolta, però, arriva in estate: convocato per il tour precampionato negli USA, impressiona tutti per le sue grandi capacità, specialmente nel derby contro il Manchester United (vinto poi 2-0 dai Red Devils): nelle interviste post-partita, Guardiola ha parole al miele per il ragazzo, definendo i giornalisti e chiunque abbia visto questa partita come “fortunati, per aver visto la sua prima partita”.

Il rapporto tra i due sembra molto quello padre-figlio, come testimoniano i social network del ragazzo di Stockport, e Guardiola, pur senza fretta, sta lavorando molto su di lui e su Diaz, altro giovane del City che ha già più volte assaporato il campo con la prima squadra. Phil, martedì, è subentrato a 15′ dalla fine, e a fine gara ha commentato: “ha significato tanto per me. Lo aspettavo da tantissimo tempo e alla fine è arrivato. È bellissimo avere attorno giocatori come David Silva o Kevin De Bruyne e imparare ogni giorno da loro. È un onore essere in questa squadra.”

Probabilmente le grandi aspettative dalle parti dell’Etihad sono anche dovute al fatto che l’Academy non sta più producendo talenti da tempo, come testimoniano i tantissimi milioni spesi ogni estate. Phil vuole aprire anche questo ciclo, ed è pronto a impressionare ancora tantissima gente.



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