Si è parlato tanto nel day after della mancata qualificazioni ai Mondiali 2018 in Russia dell’Italia di tutti i possibili successori di Gian Piero Ventura sulla panchina azzurra. Al di là delle miriadi di considerazioni che si possono fare sul caso e più in generale sul rinnovamento del calcio italiano, su una cosa siamo praticamente tutti d’accordo: alla guida della Nazionale serve un uomo di carattere, un allenatore capace e preparato, in grado di essere al tempo stesso un dirigente e una guida per i giocatori che devono scendere in campo, affinché il gruppo si amalgami alla perfezione e possa fornire prestazioni finalmente vincenti. Il nome caldo, anche se sembra inarrivabile, almeno sul piano economico, è quello di Carlo Ancelotti, che potrebbe tornare in patria dopo un lunghissimo (ed estremamente vincente) giro d’Europa. Il suo ultimo club, il Bayern Monaco, anche se negli ultimi tempi sembra aver meno peso specifico nelle gerarchie in campo europeo, risulta essere sicuramente uno dei più ricchi del continente al momento attuale, nonché uno dei più vincenti nella sua più che centenaria storia. La settima parte della rubrica The Business of Soccer, dedicata ai presidenti più influenti nel panorama calcistico mondiale, tocca proprio la società bavarese, andando a spulciare la storia del suo presidente, Ulrich Hoeneß.

Nato ad Ulma, città nota per aver dato i natali anche ad Albert Einstein, il cinque gennaio del 1952, Hoeness ha iniziato sin dall’infanzia ad interessarsi al gioco del calcio, venendo inserito nelle squadre giovanili del VfB Ulm, società calcistica del suo paese natale. All’età di diciotto anni, Hoeneß venne notato da Udo Lattek, in quel momento allenatore del Bayern Monaco, che fece di tutto per portarlo in Baviera e alla fine riuscì a conquistare la fiducia dell’attaccante e della sua famiglia. Con la maglia del Bayern, l’attuale presidente del club si è imposto nel calcio che conta, vincendo tre campionati tedeschi, una Coppa di Germania, tre Coppe dei Campioni e una Coppa Intercontinentale. Per quanto riguarda la nazionale tedesca, invece, Hoeneß esordì due anni dopo il suo passaggio al Bayern Monaco, cioè nel 1972, con la maglia della Germania Ovest, il 29 marzo, nel corso della partita amichevole contro l’Ungheria disputata a Budapest e terminata con il punteggio di 0-2 in favore dei tedeschi, tra i quali a segnare il secondo goal fu proprio l’attaccante nativo di Ulma. Nel 1974 con la Nazionale tedesca vinse i Mondiali, portando in patria la seconda Coppa del Mondo della storia del paese. Nonostante fu proprio Hoeneß a causare, con un fallo commesso su Johan Cruijff, il rigore che portò in vantaggio l’Olanda, alla fine i tedeschi riuscirono a rimontare e concludere il match sul due a uno in proprio favore, vincendo il Mondiale.

La carriera da dirigente di Ulrich Hoeneß è iniziata già nel 1979, quando diventò direttore generale e commerciale del club con cui aveva trascorso i momenti più importanti della propria carriera, ovvero il Bayern Monaco. E’ proprio sotto la sua guida che la società bavarese decise di investire più di trecento milioni di euro nella costruzione dell’attuale stadio del club, l’Allianz Arena, uno degli impianti più all’avanguardia e spettacolari dell’intera Europa. Dopo aver ammesso di aver evaso personalmente quasi ventotto milioni di euro al fisco tedesco, Hoeneß è stato condannato a tre anni e sei mesi di reclusione, motivo per cui il 14 marzo 2014 fu costretto a dimettersi dalla carica di presidente del club, conquistata cinque anni prima. Il venticinque novembre dell’anno scorso, però, dopo aver scontato la pena, è stato eletto di nuovo presidente del club.

Di seguito sono riportate le statistiche più interessanti del Bayern Monaco nei periodi in cui Ulrich Hoeneß è stato prima direttore generale e poi presidente del club.

Palmarés: 17 Bundesliga, 10 Coppe di Germania, 5 Supercoppe di Germania, 6 Coppe di Lega tedesche, 1 Coppa UEFA, 2 Champions League, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Supercoppa Europea, 1 Mondiale per Club.

Top 10 Acquisti più costosi: Corentin Tolisso (41,5 milioni), Javi Martinez (40 milioni), Mario Götze (37 milioni), Arturo Vidal (37 milioni), Mats Hummels (35 milioni), Renato Sanches (35 milioni), Mario Gomez (30 milioni), Manuel Neuer (30 milioni), Douglas Costa (30 milioni), Medhi Benatia (28 milioni)

Top 5 Cessioni più remunerative: Toni Kroos (25 milioni), Mario Götze (22 milioni), Mario Mandzukic (22 milioni), Medhi Benatia (17 milioni), Luiz Gustavo (16 milioni)

Ulrich Hoeness ha fatto molto per il Bayern Monaco, sia da giocatore che da presidente, dimostrando come, tramite rapporti di fiducia e collaborazioni con staff preparato, sia possibile costruire una realtà solida e vincente, sia in patria che all’estero. La settimana con le nostre rubriche di approfondimento si conclude proprio con il bel faccione del presidentissimo bavarese e noi di Calcio Estero News vi diamo appuntamento a lunedì, quando sarà online una nuova puntata di 2017: Odissea nel calcio moderno, questa volta dedicata ad un giocatore che per un breve periodo sembrava dovesse diventare titolare nella formazione dell’Italia ma che poi non è riuscito a imporsi. Oggi gioca in Spagna e a sprazzi sta regalando giocate d’alta classe e assist per i compagni. Di chi staremo parlando? Appuntamento a lunedì!



As featured on NewsNow: Calcio news