Siamo giunti finalmente al periodo cruciale della stagione: le gerarchie iniziano a delinearsi, i nuovi acquisti iniziano a stare in pianta stabile nella formazione titolare dei club che hanno investito su di loro, gli allenatori iniziano a saltare e i presidenti iniziano a capire se dovranno aprire il portafoglio anche in inverno o se potranno stare tranquilli e godersi i propri investimenti fino alla prossima estate. Se c’è un presidente che ha il portafoglio aperto (per incassare, si intende) in questo periodo, quello è sicuramente Dimitrij Rybolovlev, numero uno del Monaco. Dopo gli innumerevoli sforzi economici fatti all’inizio della sua avventura nel calcio francese, negli ultimi mesi il magnate russo si è goduto il frutto di quanto costruito, prima vincendo il campionato lo scorso maggio e poi incassando fior di milioni in estate per i tanti talenti fatti sbocciare dall’allenatore portoghese Leonardo Jardim, tra cui l’enfant prodige Kylian Mbappé. Nell’ultima puntata della rubrica di approfondimento The Business of Soccer vi racconteremo proprio la storia di Rybolovlev, eccentrico miliardario russo.

Nato a Perm il 22 novembre del 1966, Dimitrij Rybolovlev è conosciuto principalmente per essere il patron del Monaco, anche se la sua fortuna è iniziata qualche anno prima di acquisire la squadra del principato. Quando si pensa ai magnati russi si pensa sempre al petrolio e invece il business del patron del Monaco è molto più fine e studiato del rude oro nero: Rybolovlev è infatti proprietario della Uralkali, la società che detiene il brevetto a livello mondiale per produrre il potassio, noto con la sigla chimica K. Questa azienda è in possesso di ben cinque siti di estrazione mineraria e sette zone di trattamento del materiale nella regione di Perm, in Russia, a Berezniki e Solikamsk. Con più di undicimila dipendenti, l’azienda esporta il cloruro di potassio (KCl) in oltre sessanta nazioni in giro per il mondo tramite la Uralkali Trading. L’ordine di grandezza della produzione dell’impresa è di circa dieci milioni di tonnellate all’anno. La fortuna di Rybolovlev è stata la fine del comunismo: dopo aver lavorato insieme a suo padre in seguito agli studi di medicina, l’attuale proprietario del Monaco è riuscito ad aggiudicarsi l’azienda che gli ha procurato un’immensa fortuna ad un prezzo stracciato durante la fase di privatizzazione delle società russe. Quando si dice avere fiuto per gli affari…

Il motivo per cui Dimitrij Rybolovlev ha comprato il Monaco nel 2012 è quantomeno bizzarro. Al momento della conclusione delle trattative, infatti, secondo alcuni rumors il magnate russo ha acquisito il 66% delle azioni della società per non pagare gli alimenti all’ex moglie. L’ex coniuge aveva accusato il marito di averla tradita con delle modelle sul suo yatch e aveva chiesto come risarcimento ben sei miliardi di dollari. Rybolovlev in tutta risposta ha iniziato a disseminare la propria ricchezza tra Cipro, Svizzera, Isole Vergini, Singapore e, appunto, Francia, al fine di rendere impossibile per i giudici quantificare gli alimenti e pagare il meno possibile all’ex moglie. In quel periodo la squadra dell’omonimo principato era in Ligue 2, lontanissima dalla vetta della classica, ma grazie agli investimenti del patron russo è riuscita a risalire la china e le gerarchie del calcio d’oltralpe, arrivando a vincere il campionato lo scorso anno.

Oltre a quanto detto, poco meno di un mese fa Dimitrij Rybolovlev è passato agli onori della cronaca per un altro gossip. Nel corso della sua smaterializzazione della ricchezza, Rybolovlev ha comprato anche diverse opere d’arte, tra cui il Salvador Mundi di Leonardo Da Vinci. L’opera dell’inventore italiano è stata acquistata per poco più di cento milioni di euro e un mese fa è stata rivenduta all’asta per quasi il quadruplo, battendo ogni record riguardo aste di opere d’arte. Nel salone, gremito di vip di ogni nazionalità, ad aggiudicarsi l’opera dell’ex proprietario Rybolovlev è stato Alex Rutter, capo del dipartimento d’arte contemporanea del Christie’s, che è risultato il miglior offerente per il quadro raffigurante il Gesù Cristo Salvatore del Mondo, pagato 382 milioni di dollari.

Quasi come il Cristo del quadro di Leonardo Da Vinci, Dimitrij Rybolovlev è stato il salvatore del calcio nel principato di Monato: è arrivato in Francia, magari per motivi che vanno ben oltre lo sport, ma ha riportato sui binari giusti un club che stava probabilmente affondando per sempre, riuscendo a farlo diventare in poco tempo la principale rivale per la lotta al titolo del PSG, altra squadra dalle risorse economiche pressoché illimitate. La potenza di fuoco del magnate russo è tale da consentirgli di essere tra i primi cento uomini più ricchi al mondo secondo Forbes e con altri colpi di genio come quelli che hanno caratterizzato la sua vita, il suo patrimonio potrebbe continuare a crescere in futuro. Se si potesse racchiudere la vita di Dimitrij Rybolovlev in una frase, questa sarebbe sicuramente:

Bisogna trovarsi sempre al posto giusto, al momento giusto.

Con la biografia e le notizie mondane riguardo Dimitrij Rybolovlev si chiude anche la rubrica The Business of Soccer, che in dieci puntate ha cercato di raccontarvi sul portale di Calcio Estero News la straordinarie e spesso poco conosciute vite dei presidenti più influenti nel calcio mondiale, che quasi sempre si sono rivelati dei personaggi molto carismatici e quasi degli esempi in fatto di coraggio e audacia.
Per concludere, vi riportiamo le nove puntate precedenti a questa della nostra rubrica di approfondimento:



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