Dopo un avvio di stagione in salita, complici i dissidi interni tra la dirigenza ed il proprio allenatore, il Chelsea di Antonio Conte ha stravinto alla sua prima apparizione stagionale in Champions League, battendo con un roboante sei a zero il Qarabag. Non è però sugli aspetti tecnici o tattici dei Blues che oggi ci concentriamo, bensì sul presidente dei londinesi, il famoso miliardario russo Roman Abramovic, protagonista della prima puntata della rubrica The Business of Soccer.

Roman Abramovic non ha avuto un’infanzia facile: nato da una famiglia di origini lituane, a soli diciotto mesi perse la madre e dopo poco meno di tre anni il padre. L’attuale proprietario del Chelsea avviò la propria attività imprenditoriale negli anni ottanta, mentre l’allora presidente russo Gorbachov stava iniziando a liberalizzare le piccole imprese private. Tra il 1992 ed il 1995, Abramovic fondò cinque compagnie di import/export, specializzandosi nel settore petrolifero. Insieme a Boris Berezovskij acquistò la quota di controllo del colosso petrolifero russo Sibneft tramite un prestito di più di cento milioni. La compagnia aumentò ben presto il proprio valore, consentendo ai due imprenditori di accumulare un’ingente fortuna. Negli ultimi anni, come rivelato dal Times nel 2011, sono state portate avanti molte indagini sui metodi utilizzati da Abramovic e Berezovskij per acquistare la Sibneft, con il sospetto che dietro la monumentale operazione ci siano corruzione e atti criminali. Nonostante questo, però, non sono state mai formulate accuse ufficiali nei confronti del patron del Chelsea.

Con l’ascesa al potere di Vladimir Putin la situazione sembrò cambiare e Abramovic capì subito da che parte stare per mantenere la propria fortuna intatta: Berezovskij, e con lui un altro socio di Abramovic, Vladimir Gusinky, specializzato nel business dei media, furono costretti a lasciare il paese in seguito a delle pressioni da parte del governo per aver pubblicamente sfidato la politica del neo presidente Putin. Rimasto in Russia, Abramovic riuscì a comprare da Berezovskij, che nel frattempo era caduto in disgrazia, metà delle azioni di ORT, la rete televisiva che in passato si era opposta al presidente, riuscendo a cambiarne linea editoriale e ricevendo in cambio la gratitudine e l’appoggio di Putin.

E’ però solo nel 2002 che il mondo si accorse della potenza economica di Roman Abramovic: dopo aver venduto la propria quota di Sibneft a Gazprom per tredici miliardi e quella di Rusal, colosso dell’alluminio, a Deripaska per ulteriori due miliardi di euro, il magnate russo investì tutti i proventi di queste operazioni in Evraz Group, divenendo in soli sei anni la quindicesima persona più ricca del pianeta, con un patrimonio stimato di più di quindici miliardi di dollari.

Nell’estate del 2003, Roman Abramovic ha acquistato il Chelsea, dopo aver sborsato una cifra attorno ai sessanta milioni di euro. Da allora, grazie ad ingenti investimenti sia nello staff dirigenziale e tecnico, sia in strutture da gioco e a favore del merchandise, il club londinese ha inaugurato una nuova epoca di successi, coronata dalla vittoria della Premier League nel 2005 e della Champions League nel 2012. Lo scorso anno, sotto la guida di Antonio Conte, i Blues hanno nuovamente ottenuto l’ambito titolo di campioni d’Inghilterra, risultando primi in classifica davanti al Tottenham (per la classifica attuale della Premier League clicca qui!).

Di seguito sono riportati i dati statistici più interessanti dell’era Abramovic da quando è proprietario del Chelsea.

Allenatore più vincente: José Mourinho (3 Premier League, 3 Carling Cup, 1 FA Cup, 1 FA Community Shield)

Top 10 Acquisti più costosi: Alvaro Morata (62 milioni), Fernando Torres (58,5 milioni), Andriy Shevchenko (43,3 milioni), Tiemoué Bakayoko (40 milioni), Michy Batshuayi (39 milioni), Didier Drogba (38,5 milioni), Michael Essien (38 milioni), Diego Costa (38 milioni), Danny Drinkwater (37,9 milioni), N’Golo Kanté (35,8 milioni)

Top 5 Cessioni più remunerative: Oscar (60 milioni), David Luiz (49,5 milioni), Juan Mata (44,73 milioni), Nemanja Matic (44,7 milioni), Arjen Robben (36 milioni)

Palmares da presidente: 1 Champions League (2011/2012), 5 Premier League (2004/2005, 2005/2006, 2009/2010, 2014/2015, 2016/2017), 4 FA Cup (2006/2007, 2008/2009, 2009/2010, 2011/2012), 3 League Cup (2004/2005, 2006/2007, 2014/2015), 1 Europa League (2012/2013), 2 Supercoppa d’Inghilterra (2005/2006, 2009/2010)

Attualmente Roman Abramovic ha un patrimonio stimato di circa 9 miliardi di dollari e senza ombra di dubbio il proprietario del Chelsea ha ottenuto questa enorme fortuna partendo praticamente da zero e per questo risulta per molti un idolo e l’emblema del sogno di riuscire a sfondare nel mondo imprenditoriale al contrario di origini molto umili. Il patron del Chelsea è indubbiamente un personaggio intrigante e in molti si chiedono se dietro il suo celebre aplomb si celino tratti oscuri della sua personalità, così come dimostrato dalle indagini riguardanti i suoi inizi e le sue amicizie. Se c’è una cosa su cui tutti siamo d’accordo è che se non fosse per lui probabilmente non esisterebbe il Chelsea come lo conosciamo oggi e la società londinese con ogni probabilità sarebbe solo una meteora del calcio inglese.

A chi toccherà essere protagonista della seconda puntata della rubrica The Business of Soccer tra dieci giorni? Stay tuned!



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