Il “moco” di Reynoso

"Retrospettivamente" 25 gennaio 2017 Vincenzo Lacerenza


Nella primavera del 2009 il Messico è la culla dell’epidemia di influenza suina. La variante inedita del virus H1N1 ha mietuto svariate vittime nel Paese mesoamericano, diventando pandemia e scatenando un’autentica psicosi collettiva.

In Copa Libertadores, Chivas e San Luis devono fare i conti con i timori e le diffidenze altrui. Tutti hanno paura del contagio: nessuno vuole recarsi in Messico, e nè tantomeno accogliere a cuor leggero sul proprio suolo le formazioni messicane.

In vista della sfida con l’Everton, in Cile adottano prudenzialmente contromisure piuttosto stringenti. I giocatori del Rebano Sagrado sono costretti ad indossare per cautela delle mascherine protettive, e devono scontare una breve quarantena in aereoporto, venendo sottoposti a rigidi e meticolosi controlli sanitari da parte delle autorità locali.

Al Sausalito di Vina del Mar c’è in palio la qualificazione agli ottavi: l’Everton, indietro di un punto, ha l’obbligo della vittoria. Nei minuti di recupero, sull’1-1 che promuoverebbe i messicani, scoppia una rissa. Dopo l’azzuffata, in cui Penco ha rifilato uno spintone al portiere tapatino, venendo espulso dall’arbitro, Hector Reynoso vuole farsi giustizià da se. “Sansone”, beccato dai continui insulti, è stanco di essere trattato come un appestato e decide di passare all’azione. Lascia ondeggiare al vento la sua proverbiale chioma fluente, e si avvicina minaccioso all’avversario. Quando ha raggiunto una distanza minima dal volto dell’attaccante argentino, inizia a tossire e sputare, prima di portare una mano alle narici e soffiarsi irriverentemente il naso in faccia a Penco, minacciando di attaccargli la tanto temuta febbre suina.

Pochi giorni più tardi, preso atto dell’insostenibilità della situazione, e a tutela della propria dignità, la Federazione messicana annuncerà il ritiro delle sue rappresentanti dalla Copa Libertadores. Nonostante le scuse sincere fatte all’avversario nel post-partita, invece, Reynoso verrà stangato dalla CONMEBOL.



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