Liga: “due big”? No, “tre big”!

Blogs 11 ottobre 2016 Orlando Cacciotti


Ormai, da anni, quando si parla di big della Liga spagnola, non si dice più “le due big” ma le “tre big”. Infatti l’Atletico Madrid di Simeone, risultati alla mano, è a tutti gli effetti sullo stesso piano di Real Madrid e Barcellona. L’anno dell’arrivo dell’argentino sulla panchina dei colchoneros (dicembre 2011, con la squadra al decimo posto, a sostituire l’esonerato Gregorio Manzano) segna una svolta epocale per il club.

Questa svolta arriva non soltanto in termini di risultati, che sono sotto gli occhi di tutti, ma in una nuova filosofia portata dall’ex giocatore di Lazio e Inter. Una filosofia fatta di sudore, fatica e consapevolezza dei propri limiti. Il “cholo” ha trasformato dei giocatori normali in grandi giocatori (Godin, Gabi, Juanfran i primi che vengono in mente), ha dato loro quella voglia di vincere che pochi allenatori sanno dare.
Quando si parla di Atletico Madrid non si può certo parlare di un calcio bello da vedere, ma sicuramente di un calcio vincente. E poi, detto tra noi, cosa te ne fai di una squadra che gioca bene ma che a fine anno non raccoglie niente?

Il suo è un calcio semplice, scolastico, un 4-4-2 che lascia pochi spazi agli avversari, con linee strettissime ma con giocatori veloci che sanno ribaltare l’azione in maniera rapidissima. E’ proprio questo che ha fatto le fortune dell’Atletico degli ultimi anni (1 Liga, due Europa League, 2 finali di Champions); sapere di essere spesso inferiore all’avversario ma sfruttare al meglio le proprie armi migliori. Non va dimenticato tra l’altro che in questi anni sono spesso stati venduti i giocatori migliori (Aguero, Falcao, Diego Costa), senza minimamente intaccare i risultati dei colchoneros. Merito ovviamente di Simeone in primis, ma anche di quell’Andrea Berta (direttore sportivo) di cui ci si dimentica troppo spesso. E’ lui che dopo ogni cessione illustre è sempre riuscito a rimpiazzare al meglio chi partiva, facendo anche le fortune in club con grandi plusvalenze. Un insieme di persone che messe al posto giusto stanno portando dei risultati incredibili.

Anche quest’anno l’Atletico, dopo sette giornate, è in testa alla Liga, insieme agli odiati concittadini. La squadra ormai gioca a memoria, il pareggio di Barcellona sta li a confermarlo. Partita accorta, senza scoprirsi neanche dopo lo svantaggio. Poi il “cholo” tira fuori dalla panchina Correa che in un minuto pareggia i conti. Nessuno si meraviglia più di queste grandi prestazioni, ormai l’Atletico è una “big” del calcio mondiale.



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