Nella Liga sempre più democratica, dove l’Atletico Madrid tenta (e mette a segno) il colpo gobbo ai danni del dualismo storico Barcellona-Real, ci sono tre ragazzi che vivono nella venerazione sportiva di Amedeo Carboni, uno che in Spagna ha lasciato il segno quando in Italia non avrebbero esitato a rottamarlo.

“Sono cresciuto ammirando le sue gesta. Era un extraterrestre”. Confessa José Luis Gayà, attuale terzino sinistro del Valencia, promosso tra i titolari ad appena 19 anni per le indiscutibili doti tecniche. Gayà è l’ennesimo prodotto della florida scuola levantina di difensori dal piede sinistro sensibile. Tutti usciti dal laboratorio dopo aver studiato le movenze di Carboni e con un debito di gratitudine nei suoi confronti. Per far spazio a Gayà il Valencia ha fatto cassa cedendo per 15 milioni di euro Juan Bernat al Bayern Monaco. Stesso ruolo, medesima classe del suo giovane erede. Anche Bernat, 23 anni, che in Baviera sta scalzando il corazziere d’ebano David Alaba dai titolari, considera l’ex doriano il suo maestro. “Noi ragazzini avevamo accesso al centro sportivo di Paterna per imparare dai grandi. All’epoca giocavo a centrocampo, ma quando ho visto Carboni è scattata una molla nella mia testa. Ho capito che dovevo diventare terzino e correre come lui”. Bernat e Gayà sono in odor di Furie Rosse, dove tenteranno di soffiare il posto all’azulgrana Jordi Alba in prospettiva di Mosca 2018.

Anche lui è esploso nel Valencia, prima di essere ceduto al Barcellona nell’estate del 2012 per 23 milioni di euro. Ovviamente è stato Bernat a prendere il suo posto nel club del Turia. Alba fornisce una spiegazione tutta personale sugli “allievi” di Carboni. “Fateci caso, andate a rivedere qualche sua partita. Correva sulla fascia sinistra col pallone tra i piedi e non lo guardava mai. Sembrava che avesse un radar sistemato sulle scarpe. Un gesto tecnico che ha finito per condizionare in positivo la nostra carriera”. La condizione da storia infinita, e da film già visto, sta diventando una consuetudine. Gaya infatti è in fase di trasloco, sedotto da Real Madrid e Psg. A Valencia lo mettono in conto e si preparano a lanciare un nuovo “figlioccio” di Carboni, il 19enne Antonio Latorre Grueso “Lato”, già nazionale Under 21.

Nel frattempo Cesare Prandelli ha deciso di spostare a sinistra, nelle emergenze, il colosso di Sousse Aymen Abdennour, ingaggiato l’anno scorso dal Monaco per 30 milioni di euro, ma assolutamente fallimentare da gendarme della difesa. Invece contro Barcellona e Deportivo La Coruna Abdennour ha offerto inaspettate garanzie sull’out sinistro. Il taumaturgico fluido di Carboni deve disporre di una fonte inesauribile…

 



As featured on NewsNow: Calcio news