Il Sissoko di troppo

BlogsBracconiere di storie 22 giugno 2016 Luigi Guelpa


“Petite précision, moi c’est Momo Sissoko et non Moussa Sissoko de l’Equipe de France”. Nell’era della globalizzazione selvaggia, dove la ricerca di una verità rivelatrice non è più orgasmica ma alla portata di tutti, accade di confondere un calciatore per un altro. D’accordo, i Sissoko sono fitti come gli abitanti di un formicaio, ed è altrettanto vero che in Mali il cognome “Sissoko” è un po’ come il “Rossi” in Italia, ma il tweet dell’ex giocatore della Juventus diventa un manifesto dell’over booking dell’informazione e si trasforma persino in una storia bizzarra.

SISSOKO

Tutto inizia il 19 giugno, quando la Francia affronta la Svizzera a Lille. In un campo di patate, dove le magliette rossocrociate si sfaldano come carta da pacchi, i transalpini mettono in mostra un Moussa Sissoko in stato di grazia: un efficace martello sul lato destro del centrocampo con proiezioni interessanti e spunti pericolosi.

Al termine della partita Momo Sissoko viene travolto dai complimenti del popolo dei social, e su twitter si leggono commenti come “Grande Momo”! On t’aime”. Lui risponde, ringrazia, si sente quasi in imbarazzo, ma capisce di essere stato scambiato per Moussa. I messaggi non arrivano all’indirizzo @MoussaSissoko, bensì a @sissokomomo, impegnato da qualche mese nel campionato cinese con lo Shanghai Greenland Shenhua, con altri due figli di Madre Africa, Demba Ba e Obafemi Martins.

Gli Europei di calcio sono appunto faccenda di Moussa Sissoko, omonimo, in forza al Newcastle. La pioggia di congratulazioni, anche se irrorata da una nuvola dirottata su Shanghai, fa sempre piacere, anche se è doveroso precisare. “Auguro a Moussa il meglio nello sport. Io non ho mai giocato per la Francia nonostante le opere di convincimento perpetrate da Santini e Domenech – racconta l’ex, tra gli altri, di Juve, Liverpool e Valencia – ho sempre rispettato il Mali, la terra dei miei padri, e difeso in campo quella bandiera”. Il Sissoko “non francese” gli Europei se li sta guardando dalla tv a Shanghai, e ammette di tifare Italia. “Non potrebbe essere altrimenti – rivela – sono stati gli anni più belli della mia carriera, compresa la parentesi di Firenze”.



As featured on NewsNow: Calcio news