A parlare di portieri brasiliani si corre il rischio di camminare su un terreno minato, nell’infinita tenzone tra chi li vorrebbe scarsi a priori e chi (come me) ama tessere le lodi di una scuola di buon livello nonostante la cultura verdeoro di un futebol votato all’assalto. La “mela marcia”, ma solo fino a un certo punto, Valdir Peres, non può certo rovinarne un cesto degno dei frutteti del Trentino. Da Gilmar a Felix, passando per Marcos, Taffarel e Julio Cesar, senza dimenticare il narciso Leao e il ragno di Vinhedo Carlos Gallo, è davvero un’esplosione di talento.

Premessa doverosa per raccontare l’uomo del giorno, l’uomo dei record, Diego Alves, guardameta del Valencia che domenica, frente Atletico Madrid, ha parato due rigori. Uno l’aveva già neutralizzato sette giorni prima contro l’Alaves. In tutto sono 19 (record della Liga) da quando nel 2007 è approdato in Spagna per vestire la casacca dell’Almeria. “L’ho scelta per le spiagge, che un po’ mi ricordavano quelle brasiliane”, racconta ai cronisti. Dall’estate del 2011 Diego Alves gioca per il Valencia e nel frenetico cambio di timonieri nella Selecao è il sostituto ideale del monumentale Julio Cesar. Diego è uno che dall’altra parte della barricata, intesa come undici metri, regala prodezze e punti pesanti, ma in pochi sanno che nelle prime due giornate di campionato era la terza scelta del club col “murcielago” sul cuore. Eravamo in pieno orgasmo da mercato e per via del fair play finanziario il Valencia si trovava costretto a vendere e monetizzare per poter dare l’assalto finale de los fichiajes. Le chiavi del fortino sono state affidate al culturista australiano Matt Ryan (andate a vedere su internet l’invidiabile tartaruga sull’addome e gli altrettanto inarrivabili pettorali per l’uomo qualunque). Il rincalzo, di lusso, era Jaume Domenech, “el gat” fresco di rinnovo di contratto fino al 2022 e fulgida promessa del vivaio.

Diego Alves è rimasto a disposizione, valutando, e non accettando, le proposte di Siviglia, Manchester City, Psg e Besiktas. “Rimarrò qui e poi sarà l’allenatore a decidere”. Di fatto a chiusura di trattative Ayestaran ieri, Voro oggi e Prandelli domani, non hanno avuto esitazioni su che cosa decidere. Alves, l’ipnotizzatore di Griezmann, Cristian Ronaldo, e Leo Messi, tanto per ricordare alcune tra le sue vittime più illustri, ha il compito di risollevare un Valencia spento e bipolare. “Mi pagano per questo – ricorda – anche se baratterei volentieri qualche mia prodezza con una decina di punti in più in classifica”. Anche se, di questo passo, i dieci punti in più potrebbero arrivare proprio dalle sue mani magnetiche.

<> at Estadio Mestalla on July 28, 2012 in Valencia, Spain.



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