Da Iker a Kiko, da Casillas a Casilla, assonanze che, partendo dall’anagrafe, combaciano persino nella professione: portieri. E mentre l’ex campione del mondo vede approssimarsi la strada poco gradita del tramonto nel prepensionamento dorato di Oporto, il giovane collega guida la classifica di rendimento del campionato iberico. Casillas e Casilla vivono la condizione di un passaggio delle consegne quasi obbligato. Persino in nazionale il ct Julien Lopetegui ha scelto l’ex guardiano dell’Espanyol tra gli “assistenti” dell’intoccabile De Gea.

Ma il sogno di Casilla, 30 anni domenica, ex giocatore di pallamano, tennis e pallavolo, si è già avverato: è tornato a Madrid e si è preso pure la divisa di guardiano del Bernabeu. Nella sua storia non c’è “un indovino mi disse”, ma un Tiziano Terzani del pallone, Fabio Capello. “E’ stato a lui lanciarmi nel Real quando giocavo con le riserve, mi ha sempre detto che avrei fatto strada, ma che dovevo imparare a non avere fretta”. Casilla ha fatto tesoro, anche se a momenti, a forza di aspettare, stava rischiando di scivolare nel baratro delle promesse non mantenute, cannibalizzato dall’anonimato di Cadice e Cartagena.

La chiamata dell’Espanyol nel 2007 è stata accolta come un segno del destino e la lenta risalita è avvenuta a spese del gigante d’ebano Carlos Kameni, che per “colpa” di Casilla ha perso anche la maglia della nazionale del Camerun dopo 70 gettoni di presenza. Ironia della sorte, a plasmare Kiko, tarpando le ali a Kameni, ci ha pensato un’istituzione dei Leoni Indomabili, Thomas N’Kono, preparatore dei portieri dei blanquiazules. Nella seconda squadra (per blasone) di Barcellona è stato un intoccabile: l’uomo della provvidenza, specialista in miracoli per cancellare gli errori delle sentinelle distratte del fortino catalano, ma sempre con Madrid nel cuore.

Non pensavo che arrivasse Navas – confessa – ero convinto di potermela giocare con il mio quasi omonimo, che agli inizi della carriera è stato anche il mio maestro“. Casillas contro Casilla? È stata solo una tenzone da equilibrismi onirici e letterari. Più prosaicamente ci siamo accontentati di un Casilla contro Navas. E quando il ragazzo venuto dal Costarica è finito sotto i ferri dell’ortopedico, Kiko si è fatto bello con Zidane in questo primo scorcio di stagione.

Casilla ha un pensiero fisso, confermarsi nonostante il ritorno di Navas, ma appena nove anni fa sembrava destinato a diventare professionista in un’altra disciplina. Suo fratello José Antonio era stato uno dei leader della nazionale di pallavolo, protagonista alle Olimpiadi di Sidney con i gradi di capitano della Spagna, e per il fratellino aveva progettato un futuro sotto la rete, non certo a difenderla. “Sono stato schiacciato dal confronto. José nel volley è un’istituzione, e non solo in Spagna. Io avrei vivacchiato senza infamia e senza lode. Meglio il calcio, dove nelle giovanili del Tarragona mi facevo rispettare e applaudire“.

Lopetegui lo tiene in gran considerazione per l’economia delle Furie Rosse che dovranno tornare a brillare ai mondiali di Russia dopo la doppia disfatta brasiliana e francese. “Se qualcuno pensa che si è chiuso un ciclo si sbaglia – ci tiene a sottolineare – la vecchia guardia ha ancora molto da dire e i giovani sono davvero interessanti. La Spagna, credetemi, tornerà ad essere regina“.

Foto: e1.365dm.com



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