Sono rimasto parecchio impressionato dalle parole di Pep Guardiola pronunciate nei giorni scorsi su una delle operazioni di mercato più discusse e discutibili degli ultimi anni, l’acquisto di Vinicius da parte del Real Madrid. Guardiola, ragazzo mai banale, è entrato come un abile chirurgo nel cuore della questione, e le sue parole possono essere tranquillamente riportate in castellano, senza traduzione. Si comprendono bene. “El Real Madrid ha comprado un jugador de 16 años por 46 millones de euros. Podéis imaginar cómo está el mercado”. E ancora, “Un chico brasileño va a jugar en el Real Madrid por 46 millones de euros. 16 años de edad. Así está el mercado hoy en día. Muy bien…”.

Il “Muy bien”, chiaramente ironico, è la presa d’atto che qualcuno, in questo caso i merengues, hanno iniziato a percorrere una strada che non ha rotonde o incroci dove si possa poi, in un momento di improvvisa lucidità, tornare indietro. Vinicius, possibile, ma non sicura, stella brasiliana, è stata pagata dal club di Florentino Perez 46 milioni di euro. Alla faccia di un fair play finanziario che nei suoi meccanismi continua a penalizzare le squadre piccole ed economicamente più deboli ed esalta le sette/otto sorelle del pallone europeo. Qualcuno dovrà prima o poi spiegarci dov’è racchiuso il “fair play” tanto strombazzato e voluto da Platini, quando la livella è un attrezzo chimerico e i ricchi sono sempre più opulenti e i poveri sempre più indigenti.

Non sono certo il Robin Hood della sfera di cuoio, semmai un sostenitore della meritocrazia applicata allo sport, e in talune discipline, il calcio ad esempio, emergono sempre i talenti e i virtuosi, mentre i mediocri possono ambire al massimo ai tornei aziendali. Cosa farà da grande Vinicius? Il Real spera di poterne fare, nel tempo, la nuova divinità della religione pallonara che tollera un solo dio pagano per volta. Vinicius però, alla luce di un’età autentica, e non certo sottoposta al doping dell’anagrafe tanto in voga in Africa, resta una scommessa. Di sicuro non vale 46 milioni di euro, come non li valeva, alla stessa età, Messi, o Ronaldo, o Ronaldinho, o Maradona (no, lui è un marziano e non ha prezzo, come il Colosseo o la Gioconda).

Oggi siamo andati oltre. Il gioco al rialzo per la perla (o presunta tale) del Flamengo ci è scappato di mano. Ma se, davvero, abbiamo creato un precedente, allora mi domando, escludendo le cifre drogate del pessimo campionato cinese, quanto valga oggi Griezmann? Ho scelto il francese perché al momento, rispetto a Messi, CR7 e pochi altri, è solo un calciatore e non un marchio che genera proventi. Pensiamoci.



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