Francamente non perderò il sonno se il Basaksehir Istanbul dovesse uscire dalla Champions League (verrebbe comunque ripescato in Europa League). Il Siviglia di Berizzo è messo bene in arnese e al Sánchez Pizjuán tutto dovrebbe andare per il verso giusto, senza canoni inversi o colpi gobbi. Mi piace però parlare del Basaksehir perché ci gioca da alcuni mesi Emmanuel Adebayor, uno degli ultimi veri predatori d’area di Madre Africa. In pochi sanno che in Turchia Adebayor vanta un tifoso d’eccezione: Recep Tayyip Erdogan.

D’accordo, l’abbiamo conosciuto meglio negli ultimi tempi a sventare colpi di stato (costruiti su misura…), a reprimere con le intimidazioni, la violenza e il carcere i suoi detrattori, e a gonfiare i muscoli, di volta in volta, contro Trump, Putine Xi Jinping. C’è però un Erdogan meno noto, ma di sicuro meno inquietante, quello appassionato di calcio. In gioventù, come tutti noi, quattro calci a una sfera di cuoio li ha tirati. Ora, resta da capire se il suo biografo viva nella celebrazione del mito sostenendo che Erdogan venne ribattezzato “Imam Beckenbauer” per le doti da leader (su questo aspetto dubbi non ne abbiamo) e per il carisma sul terreno di gioco.

Di sicuro Erdogan è tifosissimo dell’Istanbul Basaksehir, il cui proprietario è il fraterno amico Goksel Gumusdag. Il Basaksehir è di fatto un club di estrazione modesta che lo scorso anno, con qualche intelligente iniezione di denaro, è riuscito a chiudere al secondo posto. Dietro al Besiktas, ma davanti a corazzate come Galatasaray, Fenerbahce e Trabzonspor. La svolta è arrivata con l’ingaggio di Adebayor (si dice stipendiato da Erdogan in persona). L’ariete togolese, assente dai campi di gioco da sette mesi, ma soprattutto vittima di paranoie (sosteneva che i suoi parenti gli avessero scagliato contro una maledizione), a Istanbul ha ritrovato una nuova giovinezza in barba alle 33 primavere.

A sprazzi abbiamo apprezzato il centravanti che aveva fatto sussultare i tifosi di Monaco, Arsenal, Real Madrid, Manchester City e Tottenham (sul Crystal Palace meglio non soffermarsi più di tanto…). Il contratto di Adebayor scade il 30 giugno del prossimo anno. Pare che Erdogan abbia proposto al togolese di rinnovare per altre due stagione, fino a diventare dal 2020 l’allenatore del Basaksehir. Francamente non sappiamo come andrà a finire. Di sicuro un Erdogan impegnato nel calcio potrebbe creare molte meno crisi diplomatiche in un contesto di equilibri già appesi al filo sottile dell’improvvisazione.





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