Non sarà una “Mission Impossible”, come nella saga di Tom Cruise, ma un volo per i mondiali del Qatar rappresentano una sfida complicata per la Corea del Nord. Ad essere sincero trovo geniale da parte del narcisista Kim Jong Un aver affidato la conduzione tecnica della nazionale al 54enne norvegese Jorn Andersen. L’allenatore scandinavo ha fatto dell’impostazione raminga uno stile di vita, da calciatore così come da allenatore. E’ di stirpe vichinga, ottimi navigatori, ma ha anche in dotazione un passaporto tedesco per via dei matrimoni consumati sulla rotta Norimberga-Francoforte-Dusseldorf-Amburgo-Dresda.

Definire Kim geniale potrebbe, di questi tempi, rendermi impopolare, ma guardo avanti e condisco le mie convinzioni con un pizzico di geopolitica che non guasta mai. Il “supremo leader” fa leva sul passaporto tedesco di Andersen per mettere in un qualche imbarazzo l’occidente, soprattutto in un periodo storico molto caotico per l’area asiatica. La corsa al nucleare, gli armamenti, i missili balistici e la bomba a idrogeno stanno facendo saltare i nervi anche agli alleati della Corea del Nord, Cina e Russia su tutti. Kim però, considera il pallone vero passepartout di cui servirsi per aprire porte e conquistare consensi e al contempo applica la politica del bastone e della carota. Irretisce i suoi stessi alleati, per poi rivolgersi, almeno sportivamente parlando, all’occidente per guarire i mali della nazionale di calcio, e vergando nei medesimi attimi accordi per far crescere i suoi virgulti del pallone nel cuore della vecchia Europa. Una mossa che ricorda quella di Saddam Hussein, quando in piena Guerra del Golfo scelse un tecnico tedesco, Bernd Stange, per animare una nazionale che aveva perso entusiasmo e velleità dopo la toccata e fuga ai mondiali messicani del 1986, e far incazzare la Nato.

Francamente non sappiamo cosa accadrà da qui a breve dalle parti di Pyongyang, di sicuro Andersen ha voluto mettere le cose in chiaro. Dall’attico dell’Hotel Koryo, suo quartier generale, il condottiero vichingo-teutonico ha sottolineato che a lui la politica “interessa ben poco. Non seguo neppure quella di casa mia. Non ho incontrato di persona Kim, e mi occupo di sport”. Questo il suo commento, di pugno, senza censure o misteriose assenze alla Domenica Sportiva…



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