E’ quantomeno bizzarro, di sicuro curioso, che il Girona, neopromosso nella Liga spagnola, sia passato nelle mani dei signori arabi del petrolio negli stessi giorni in cui Barcellona, e la Catalunia, venivano messe a ferro e a fuoco dagli attentati jihadisti. Per chi non lo sapesse importanti quote del club di proprietà dell’ex calciatore dell’Atletico Madrid Delfi Geli sono passate sotto il controllo di Pere Guardiola, fratello del più celebre Pep, ma soprattutto prestanome dello sceicco Mansour Bin Zayed, plenipotenziario padrone del Manchester City ormai dal settembre 2008. La famiglia Bin Zayed, giusto per fare un minimo di chiarezza, è originaria di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi. Nulla a che vedere con quel Qatar accusato dagli Stati Uniti e dai Paesi del Golfo di finanziare il terrorismo jihadista e i Fratelli Musulmani in Egitto. Gli Emirati sono, al momento, i fratelli buoni dell’oro nero, ma da qui a qualche mese gli equilibri potrebbero ancora una volta cambiare, spostando asticelle, e trasformando i presunti buoni in altrettanto presunti cattivi.

Diciamo che il sindaco di Girona, Marta Madrenas, non ha l’ha presa bene, se non altro per una questione di tempistiche. “Chi investe denaro per la crescita dello sport, e contribuisce parallelamente alla crescita di Girona, è sempre il benvenuto – ha ricordato l’alcaldesa – peccato che sia stato scelto un momento a nostro avviso sbagliato. Tutto quanto ha a che fare con il mondo musulmano in questa fase viene visto dai miei cittadini con un certo timore”. A Ripoll, due passi da Girona, viveva il 17enne Moussa Oukabir, uno dei dodici miliziani dell’Isis, artefici dell’attentato sulle Ramblas. La sua più grande passione era l’Olympique di Marsiglia, anche se negli ultimi post aveva spiegato di voler seguire le gesta del Girona. “Quando verrà qui il Barcellona con Leo Messi sarà una giornata indimenticabile”, scriveva su Facebook. Si era persino segnato la data, il 24 settembre, ben sapendo che non avrebbe mai assistito all’evento sportivo atteso con trepidazione da qualsiasi ragazzino della minuscola Ripoll. Oukabir è morto nella sparatoria di Cambrils con i Mossos d’Esquadra nella stessa sera dell’assalto alle Ramblas.





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