Quella del sarto colombiano ve l’avevo raccontata un anno fa, e non era una barzelletta. Di sicuro qualche sorrisetto avrà illuminato il volto dei miei venticinque lettori (perdonatemi se scomodo Manzoni) mentre profetizzavo Panama ai mondiali. L’altra notte ho sorriso io, dopo aver cristallizzato l’immagine di una classifica che collocava Panama in paradiso, Honduras in purgatorio e gli Stati Uniti all’inferno. Gli Usa non vanno a Mosca, come nel 1980, e non per boicottaggio questa volta. Sono fuori dai giochi (non olimpici), con buona pace per chi avrebbe voluto vergare pagine dopo pagine su un estemporaneo summit tra Putin e Trump in casa dell’orso sovietico. Gli Stati Uniti tra l’altro non fallivano una fase finale della Coppa del Mondo dal 1990. Ironia della sorte quella volta si qualificarono a spese di Trinidad & Tobago, che in questa circostanza li ha atrocemente condannati, assaporando una vendetta attesa quasi trent’anni. Tirando le somme: senza Stati Uniti, Siria, Corea del Nord, Israele e Catalunya sarà un mondiale votato al pallone e (si spera) non alle sfumature politiche che continueranno a trovare sfogo e spazio altrove.

Torniamo a Panama, che cosa posso aggiungere rispetto a un anno fa? Di sicuro che la squadra è cresciuta per consapevolezza. Il tecnico colombiano Hernán Darío Gómez ha sposato la linea dell’esperienza, fondamentale quando devi affrontare smaliziati califfi e vecchi briganti come Messico, Costarica o Stati Uniti. Il portiere Penedo ha 36 anni, il capitano Baloy, gendarme della difesa, altrettanti, così come l’attaccante Perez. Non è più un ragazzino l’ariete Tejada (35) o il metronomo Gabriel Gomez (33). Ma va bene così, e a me francamente Panama 2018 ricorda, parecchio, Haiti 1974. Altra squadra caraibica proiettata ai mondiali e plasmata da un ct italiano, Ettore Trevisan. L’allenatore triestino, per divergenze con l’allora dittatore Jean-Claude Duvalier, fu esonerato prima del viaggio in Germania. Non credo in tutta onestà che il presidente Juan Carlos Varela (cognome impegnativo…) faccia altrettanto con “El Bolillo”.



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