C’è mancato davvero poco che George Best, sì, proprio lui, il genio e l’anarchia per eccellenza del calcio mondiale, partecipasse ai mondiali di Spagna del 1982. E l’episodio che oggi racconto ha una data che è anche un anniversario: 16 novembre 1981, esattamente 35 anni fa.

Per raccontare il Best inedito e meno noto bisogna trasferirsi all’O’Flaherty’s Irish Pub, locale alla moda di San Josè, in California, dove in quei mesi Best viveva giocando nei San José Earthquakes. Ricostruiamo, con un presente storico, ciò che sta per accadere in quel pub: c’è un signore, con i capelli grigi e un po’ tarchiato, che entra proprio nel locale su St Pedro street, a due passi dal mare. Si chiama William “Billy” Laurence Bingham e deve incontrare George Best. “Era seduto al tavolo e alla sua destra aveva quella che pensavo fosse una pinta di birra, in realtà c’era solo Cointreau. Lo capii dall’odore. Roba da 40 gradi, a colazione. Mi bastò davvero poco per comprendere che forse quel viaggio era stato inutile”. Bingham era il commissario tecnico dell’Irlanda del Nord che si era di fatto qualificata ai mondiali di Spagna a spese di Svezia e Portogallo. Best per l’Irlanda aveva disputato 37 partite, l’ultima nel 1978. Aveva 36 anni, ma Bingham era convinto che potesse offrire un contributo d’esperienza e di classe in una formazione che comunque si affidava a ottimi elementi come il portiere Pat Jennings, il difensore Mal Donaghy e l’attaccante Gerry Armstrong. “Non è vero che ero messo così male – si difese Best – mi sentivo in forma nonostante l’alcool. Quasi supplicai Bingham di portarmi ai mondiali. Sarei stato disposto a scendere in campo anche per pochi minuti, pur di giocare l’unica Coppa del Mondo della mia carriera. Resta un grande rimpianto”.

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Bingham decise di lasciar perdere e chiamò al posto del vetusto e imbolsito “Georgie” Norman Whiteside, ironia della sorte stella nascente del Manchester United. Le origini comuni e la maglia dei Red Devils sembrarono offrirgli l’aura del predestinato nel tormentato passaggio di testimone. Ma purtroppo non andò così, a causa di un fisico dispettoso. Nonostante avesse disputato solo due gare ufficiali con lo United venne convocato per la fase finale del Campionato del Mondo 1982. Debuttando contro la Jugoslavia a Saragozza colse altri due record di precocità: sia in Nazionale che nella storia dei Mondiali, primati ancora imbattuti. Era il 17 giugno:  Whiteside aveva in quel momento 17 anni e 41 giorni. Si ritirò dal professionismo per problemi fisici a 26 anni, come Best dal Manchester, anche se per ragioni collocate agli antipodi. In qualche maniera Georgie partecipò alla Coppa del Mondo del 1982, ma in qualità di telecronista per ITV, seguendo proprio il cammino dell’Irlanda del Nord. Il resto, partendo dal calvario conclusosi il 25 novembre del 2005, è storia che tutti conoscono.



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