La notizia è arrivata poco fa attraverso una mail inviatami da sua nipote. E’ morto a New Delhi, dove era ricoverato da tempo per una grave malattia, il campione dell’ex Zaire, e bandiera del calcio africano, Pierre Ndaye Mulamba. Aveva 68 anni. Su di lui si potrebbero scrivere libri e girare film. In realtà entrambe le cose sono state fatte: la pellicola si intitola “Forgotten Gold“, il libro “La Mort m’attendra“. Ndaye detiene il record di gol realizzati in una sola edizione di Coppa d’Africa. Nove reti che coincisero con il trionfo dello Zaire ne 1974 nel torneo continentale che si disputò in Egitto e che venne vinto dai “Leopardi” in finale contro lo Zambia. Quella squadra, diretta dal macedone Blagoja Vidinic, si qualificò ai mondiali di Germania dello stesso anno, non brillando per risultati, ma diventando il primo team dell’Africa nera a prendere parte a una Coppa del Mondo, otto anni prima del Camerun.

Nel 1998, durante una partita della Coppe d’Africa giocata in Burkina Faso, la Fifa, per onorare la memoria della grande nazionale dello Zaire, ordinò un minuto di silenzio per la morte di Pierre Mulamba Ndaye, sconfitto, umiliato e dimenticato dai potenti che lo avevano un tempo idolatrato. Ma Ndaye non era morto, era semplicemente sparito dalla circolazione per motivi di sicurezza. Si trovava in Sudafrica. L’allora dittatore Sese Mobutu, invidioso per la sua popolarità, e temendo che potesse oscurare l’aura presidenziale, decise di farlo eliminare. Ndaye si salvò per miracolo, ma perse nel blitz notturno dei feroci guerriglieri nella sua abitazione, un figlio di 11 anni. Da qui la clandestinità e la fuga nel paese dei Bafana Bafana. Era a Cape Town, dove in una delle peggiori bidonvilles del continente faceva l’allenatore di ragazzini di strada in un campetto di periferia e per arrotondare il parcheggiatore di un supermercato.

Grazie al sostegno della Fifa Ndaye era riuscito a rientrare a Kinshasa, ma le sue condizioni precarie di salute l’hanno costretto lo scorso gennaio a un ricovero in una clinica di New Delhi. I soldi per le cure, circa 20mila dollari, fanno parte della colletta di alcuni calciatore dell’attuale nazionale congolese, come Kakuta (Deportivo), Mbokani (Hull City) e Bakambu (Villarreal). La morte risale allo scorso 4 giugno, ma è stata resa nota soltanto oggi.



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