“Sul mio capo pende una maledizione. Per questo motivo non riesco più a trovare una squadra disposta a ingaggiarmi”. Emmanuel Adebayor non vive la condizione del disoccupato di lusso del calcio mondiale, ma a 32 anni, inizia nel faticare a trovare una collocazione diversa dal Crystal Palace, che per inciso spesso lo relegava in panchina. E’ esploso nel Monaco, ha giocato nell’Arsenal e nel City, è riuscito persino a fare il tiratore scelto nel Real Madrid targato Mourinho. Oggi però le grandi platee sembrano un ricordo sfumato e l’ariete togolese, che quando scendeva in campo riusciva persino a paralizzare le attività dell’aeroporto Gnassingbé di Lomè, regala la sua bizzarra chiave di lettura per giustificare la decadenza.

“Qualcuno si è recato davanti alla villa dove vivono i miei genitori e mi ha lanciato una maledizione. E’ la vendetta perpetrata da chi non ha accettato la mia decisione di rifiutare a volte la chiamata in nazionale”. Adebayor è in rotta di collisione con la sua federcalcio e con il ministero dello sport da ormai 6 anni. Ovvero da quando a Cabinda, enclave angolana, il pullman sul quale viaggiava assieme alla squadra per disputare la Coppa d’Africa venne preso d’assalto da un gruppo di separatisti. L’attacco sferrato provocò due morti (il vice allenatore e l’addetto stampa) e il grave ferimento del portiere Kodjovi Obilale che fu costretto a chiudere appena 26enne l’attività agonistica.

Dopo quell’episodio Adebayor chiese al suo governo maggiore protezione, “ma quando mi sono trovato a dover persino pagare i biglietti aerei ai miei compagni per farli tornare a casa da alcune trasferte, ho capito che era meglio lasciar perdere e salutare tutti”. Da qui la storia della magia nera e del rito vudù, per altro ambientato a Lomè, patria indiscussa dell’animismo e sede del celebre mercato dei feticci di Akodessewa. Chi vi parla l’ha visitato, concludendo la visita con una certa inquietudine. L’utilizzo costante di manufatti o oggetti di derivazione naturale, ha consentito la nascita di un ricco mercato di parti animali. I loa, ovvero gli spiriti e le manifestazioni della divinità, possono trasferire la loro forza all’essere umano tramite i feticci, arrivando ad uccidere, curare malattie o provare buona e cattiva sorte.

Nei giorni scorsi Adebayor si trovava nella sua villa a Lomè, sul tetto della quale si staglia, pacchianamente, una piccola Statua della Libertà con un pallone al posto della celebre fiaccola, simbolo del fuoco eterno della libertà. Deliri e manie da Madre Africa, in attesa di una chiamata. Forse, si dice, e lui ci spera, dal derelitto Valencia. Squadra che (3 partite altrettante sconfitte) come Emmanuel, è in preda (o in ostaggio fate voi) a una sorta di maledizione (di brocchite…).



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