Lo Spartak Mosca è stato senza ombra di dubbio uno dei grandi protagonisti del terzo turno di Champions League: con la vittoria per cinque a uno tra le mura amiche contro il ben più titolato Siviglia, infatti, l’accesso agli ottavi di finale della massima competizione europea per club sembra un po’ più vicina, al contrario delle premesse iniziali. Forse non tutti sanno, però, che la squadra campione di Russia lo scorso anno parla molto italiano: sulla panchina dei biancorossi, infatti, siede Massimo Carrera, collaboratore per tanti anni di Antonio Conte che finalmente ha imparato a volare da solo, mentre uno dei difensori più esperti presenti in rosa è Salvatore Bocchetti, napoletano doc, dal 2010 in Russia. Proprio il centrale difensivo sarà il protagonista dell’ottava puntata di 2017: Odissea nel calcio moderno, la rubrica di Calcio Estero News sugli italiani all’estero.

Forse la passione per il gioco difensivo l’ha ereditata dal cugino, anche lui difensore, Antonio Bocchetti, centrale che ha vestito molte maglie importanti in Italia, tra cui quella del Napoli per tre anni e quella del Frosinone, con cui ha accumulato più di cento presenze. Fatto sta che Salvatore Bocchetti, nato a Secondigliano il trenta novembre di trentuno anni fa, sin dall’infanzia ricoprì ruoli del reparto difensivo, soprattutto facendo il difensore centrale ma spostandosi sul laterale sinistro all’occorrenza. Dopo aver vestito le maglie di Piedimonte D’Alife Piscinola e dell’Internapoli, prima di diventare maggiorenne passò nelle giovanili dell’Ascoli, che al compimento dei diciotto anni lo mandò in prestito al Lanciano, in Serie C1. Dopo l’esordio tra i professionisti in Abruzzo, Bocchetti tornò nelle Marche, dove esordì in Serie A, prima di venire di nuovo ceduto in prestito a gennaio del 2007, questa volta al Frosinone, in Serie B. Al termine della stagione Bocchetti venne riscattato dai Canarini, che lo pagarono un milione e mezzo di euro. Dopo poche settimane, però, il difensore cambiò di nuovo squadra, venendo acquistato dal Genoa, che si apprestava a disputare il campionato di Serie A, con Gian Piero Gasperini in panchina. Il tecnico piemontese lo inserì subito tra i titolari insieme a Giuseppe Biava e Matteo Ferrari. L’intesa con Domenico Criscito, esterno sinistro del centrocampo dei rossoblu, di cui vi abbiamo parlato la settimana scorsa in questa rubrica, creò una grande solidità in quella zona del campo, che diventò un muro invalicabile per gli avversari e allo stesso tempo terreno fertile per la costruzione della manovra.

Il 29 agosto 2010, dopo sessanta presenze con la maglia del Genoa, condite dal primo goal nella massima serie e dalla prima convocazione nella nazionale italiana guidata al tempo da Marcello Lippi, il Rubin Kazan decise di puntare sul forte centrale difensivo, sborsando quasi dieci milioni di euro per portarlo in Russia. Dopo aver trovato un senso del goal da rapace d’area e aver mostrato le sue grandi doti di contenimento, Bocchetti diventò l’idolo dei tifosi il 14 luglio del 2012, quando segnò la rete dell’uno a zero nella finale di Supercoppa di Russia contro lo Zenit San Pietroburgo di Luciano Spalletti, poi vinta due a zero dalla squadra del Tatarstan.

Il 25 gennaio 2013 venne acquistato dallo Spartak Mosca per quasi cinque milioni di euro e partecipò al processo di valorizzazione del secondo club della capitale in ordine d’importanza. Ad agosto dello stesso anno, però, Bocchetti si ruppe il legamento crociato anteriore con parziale lacerazione dei legamenti esterni del ginocchio sinistro, riportando il primo infortunio grave della sua carriera, da cui ha intrapreso una fase discendente della propria avventura nel mondo del calcio. Dopo una breve parentesi con la maglia del Milan tra gennaio e giugno del 2015, Bocchetti è tornato in Russia, dove attualmente non è la prima scelta di Massimo Carrera ma cerca comunque di farsi trovare pronto all’occorrenza.
Durante il corso di questa stagione, Salvatore Bocchetti ha giocato poco più di mille minuti, accumulando undici presenze e tre cartellini gialli con la maglia dello Spartak. Otto sono i gettoni di presenza in campionato, competizione dove il centrale è più utilizzato dall’allenatore ex Juventus, mentre due sono le apparizioni in Champions League. I restanti centoventi minuti sono stati disputati da Bocchetti nella finale di Supercoppa di Russia, vinta dai biancorossi dopo i tempi supplementari per due a uno nei confronti della Lokomotiv Mosca, la terza squadra della capitale russa dopo CSKA e Spartak.

La storia del sosia di Javier Peña, per gli amanti della serie Narcos, è fatta di molta gavetta, un punto di massimo splendore e una parabola discendente che ormai sembra dover portare il difensore centrale al termine della sua carriera. Senza troppi riflettori puntati su di lui, il campano ha disputato ottime stagioni, senza mai però fare il vero e proprio salto di qualità.

La settimana degli approfondimenti targati Calcio Estero News si è conclusa nella fredda Russia: dopo il weekend pieno zeppo di partite di alto livello sarà di nuovo la volta di 2017: Odissea nel calcio moderno, che nella nona parte andrà a pescare un talento di livello altissimo cresciuto in Italia ma emigrato all’estero e attualmente infortunato. Di chi stiamo parlando? Non vi resta che rimanere connessi fino a lunedì per saperlo!



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