Il calcio vive di cicli: ogni nazione ha delle annate in cui giovani promettenti si affacciano sul palcoscenico nazionale per spiccare il volo verso grandi club e, quando riescono a mantenere le aspettative, verso campionati prestigiosi. Dall’altro lato della medaglia, però, ci sono periodi in cui sono davvero pochi i talenti sfornati dalle squadre giovanili, un po’ per puro caso, un po’ a causa di sistemi che spesso non riescono ad individuare con successo i calciatori da far diventare grandi. Con i maggiori campionati europei fermi per le nazionali abbiamo potuto constatare ancora una volta quanto il calcio italiano del momento sia povero di fenomeni e che ci si deve accontentare spesso di giocatori che neanche lontanamente somigliano ai propri predecessori.

Uno dei ruoli in cui l’Italia sembra davvero carente al momento è indubbiamente quello del terzino sinistro, tanto è vero che nelle ultime convocazioni di Gianpiero Ventura, CT degli azzurri, solamente Leonardo Spinazzola potrebbe ricoprire quel ruolo naturalmente, mentre andando a spulciare le rose dei top club della Serie A nessuna tra Juventus, NapoliRoma ha un giocatore italiano in quel ruolo, mentre il Milan ha Luca Antonelli, riserva di Ricardo Rodriguez, e l’Inter Davide Santon, praticamente fuori rosa.

Con la rubrica 2017: Odissea nel calcio moderno, l’approfondimento sui calciatori italiani all’estero, oggi vi racconteremo la storia di una giovane promessa del calcio azzurro, che di ruolo fa proprio il terzino sinistro, emigrato già da qualche anno in Russia alla ricerca di maggiore visibilità internazionale con la speranza mai celata di tornare in patria, magari in una grande squadra: stiamo parlando di Domenico Criscito, uno dei veterani, nonché capitano, dello Zenit San Pietroburgo allenato da quest’anno da Roberto Mancini.

Nato a Cercola, in provincia di Napoli, il 30 dicembre del 1986, Domenico Criscito è cresciuto calcisticamente nelle giovanili dello Sporting Volla. Fu Claudio Onofri, ex centrocampista di Genoa e Torino, ad accorgersi del suo talento, portandolo in Liguria, al Genoa. Con i rossoblu esordì già a sedici anni, nella partita casalinga contro il Cosenza, in Serie B. Nel 2004 arrivò la grande chiamata della Juventus, che lo acquistò in comproprietà e lo inserì nella propria squadra Primavera. Proprio con i bianconeri vinse il campionato di categoria nel 2006, siglando anche un goal nella finale contro la Fiorentina. A fine stagione la comproprietà venne rinnovata ma il terzino campano tornò a Genova, dove disputò il campionato di Serie B che stava per iniziare. L’allenatore dei liguri, Gian Piero Gasperini, lo lanciò da subito nell’undici titolare della squadra, consentendo a Criscito di guadagnare anche le prime convocazioni con l’Italia Under 21. Dopo trentasei presenze e ben quattro goal, il difensore tornò alla Juventus, che intanto l’aveva riscattato completamente per sette milioni e mezzo di euro. A Torino iniziò la stagione con l’esordio in Serie A nella partita vinta dai piemontesi per cinque a uno contro il Livorno. Il tecnico bianconero, Claudio Ranieri, lo schierò spesso come centrale di difesa, salvo poi ridisegnare il reparto difensivo con la promozione di Giorgio Chiellini a titolare, relegando Criscito in panchina.

Le sole otto presenze in campionato con la maglia della Juventus nella stagione 2007/2008 non valsero a Domenico Criscito la conferma tra le file dei torinesi, che lo mandarono in prestito di nuovo al Genoa per consentirgli di giocare con continuità. Effettivamente la terza avventura del terzino in Liguria fu molto soddisfacente e nei successivi tre anni il difensore riuscì a scendere in campo in ben centosedici occasioni, siglando cinque reti tra cui la prima nella massima serie calcistica italiana nella gara vinta proprio grazie al suo goal contro il Palermo.

Il 27 giugno 2011 Domenico Criscito decise di cambiare completamente vita ed emigrare nello Zenit San Pietroburgo, che lo acquistò dal Genoa per undici milioni di euro. Il contratto con cui il giocatore si legò ai Blues fu l’emblema di quanto la società avesse deciso di puntare su di lui: la firma venne posta, infatti, su un quinquennale da quasi tre milioni a stagione. Il sei agosto successivo Criscito esordì con la nuova maglia sotto la guida di Luciano Spalletti nella partita di campionato contro il CSKA Mosca, rivale storica del club e antagonista nella lotta all’ultimo sangue per l’ambito titolo nazionale.
Ad oggi, l’attuale capitano dello Zenit, che nel frattempo ha assunto Roberto Mancini come allenatore della prima squadra, ha collezionato duecentodue presenze con la maglia azzurra, impreziosendo il proprio score con addirittura diciassette marcature e ventisette assist per i compagni.

Nel corso di questa stagione sono già diciassette i gettoni di presenze di Domenico Criscito con la maglia dello Zenit, di cui dodici in Premier League e complessivamente cinque in Europa League tra qualificazioni e fase a gironi. I goal del difensore sono tre, così come gli assist. L’attuale valore di mercato del trentenne campano si aggira sui cinque milioni di euro, prezzo che in più di una occasione ha ingolosito le squadre di Serie A, mai però decise fino in fondo a riportarlo alle nostre latitudini.

Quanto potrebbe far comodo alla Nazionale italiana un giocatore come Domenico Criscito? Cosa potrebbe dare alla causa azzurra un giocatore così esperto? In attesa di sapere come si concluderà il girone di qualificazione ai prossimi mondiali dell’Italia, con le inevitabili successive valutazioni sull’operato di Gianpiero Ventura, noi vi diamo appuntamento a giovedì, quando sarà online la prossima puntata di 2017: Odissea nel calcio moderno, e vi poniamo l’ormai consueta domanda: chi sarà il prossimo calciatore italiano all’estero meritevole di far parte di questa speciale rassegna targata Calcio Estero News? Stay tuned!



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