Stiamo ancora celebrando il funerale della Nazionale Italiana: ogni giorno emergono nuovi particolari riguardo qualcuno cui scaricare la colpa di un evento divenuto ormai mediaticamente un osso da cui cercare di sottrarre più carne possibile. Lo scaricabarile che sta avvenendo in questi giorni è disgustoso e le riflessioni circa le reali possibilità di cambiare il mondo del calcio diventano sempre più un contorno alla situazione politica, con praticamente tutti i protagonisti molto più impegnati a tenersi stretta la poltrona che a fare il bene dei milioni di praticanti di questo sport. Come si suol dire, soprattutto in occasioni come questa, la vittoria ha mille padri, la sconfitta solamente uno. Se c’è una cosa di cui ogni addetto ai lavori che non abbia interessi economici nel gioco del calcio è sicuro, è che per rifondare profondamente questo sport bisogna far tornare i bambini in strada a giocare con il pallone, a divertirsi sui campetti degli oratori e nei parchi cittadini, a fare le porte con due pietre o due magliette e tirare calci alla sfera bianco e nera fino a quando la mamma non chiama perché la cena è pronta. Solo allora il calcio tornerà a diventare un gioco e un divertimento. Solo allora il ricambio generazionale tanto millantato in questi giorni potrà avvenire veramente.

Qualcosa da salvare, comunque, bisogna trovarlo sempre perché una nazionale che ha vinto quattro mondiali, in fondo, magari non alla luce del sole, qualcosa di buono lo deve avere per forza. Uno degli aspetti positivi, almeno per quanto riguarda chi vi scrive, è aver (ri)trovato in Matteo Darmian un esterno capace di giocare con tranquillità nonostante le pressioni e le prestazioni nella doppia sfida contro la Svezia sono state sicuramente positive. Ecco perché, nella sua quindicesima puntata, la rubrica 2017: Odissea nel calcio moderno di oggi è dedicata proprio a lui, che ha iniziato a giocare a calcio sul campetto dell’oratorio del suo paese d’origine, Rescaldina, in provincia di Milano, allenato dal padre, Giovanni.

A scoprire il talento di Matteo Darmian, esterno di difesa che può giocare su tutte e due le fasce e all’occorrenza fare anche il centrale, fu Beniamino Abate, che lo inserì giovanissimo nelle giovanili del Milan. Il debutto assoluto con i rossoneri avvenne prestissimo, quando l’esterno non aveva neanche diciassette anni, il 28 novembre 2006, durante la partita di Coppa Italia in casa del Brescia, vinta due a uno dai rossoneri, in cui Darmian subentrò al posto di Kakhaber Kaladze. In Serie A, invece, il difensore esordì il 19 maggio dell’anno successivo, quando, entrato al posto di Giuseppe Favalli, disputò quasi venti minuti del match casalingo perso tre a due contro l’Udinese. Dopo aver disputato la stagione 2009/2010 in Serie B in prestito al Padova, il 12 luglio 2010 Darmian fu acquistato in comproprietà dal Palermo, che dimostrò fin da subito di puntare sul giocatore, facendolo esordire solamente quattro giorni più tardi nella partita di Europa League contro lo Slavia Praga. Nonostante l’esterno faticò ad imporsi nell’undici titolare dei siciliani, la stagione si chiuse con un bilancio positivo, con sedici presenze all’attivo tra campionato, Coppa Italia, persa in finale contro l’Inter, ed Europa League. Dopo che la compartecipazione tra Palermo e Milan fu rinnovata, il dodici luglio 2011 Darmian passò in prestito al Torino, che si apprestava a disputare il campionato di Serie B. In Piemonte, nonostante un infortunio, il calciatore si rese protagonista di ottime prestazioni, che gli valsero ben trentatré presenze in cadetteria più un’apparizione in Coppa Italia, competizione in cui Darmian esordì ufficialmente con la maglia granata il 13 agosto nella partita vinta contro il Lumezzane.

Il 20 giugno 2012 il Palermo riscattò dal Milan la seconda metà del cartellino del giovane difensore, cedendola poi al Torino per quasi un milione di euro. I granata, che nel frattempo avevano riconquistato la Serie A, puntarono forte sull’esterno, che si inserì stabilmente nella formazione titolare e si impose sulla scena del calcio italiano definitivamente. A fine stagione, dopo che Matteo Darmian era sceso in campo in trentadue occasioni con la maglia della squadra del presidente Cairo, i torinesi lo acquistarono a titolo definitivo. Con il Toro Darmian disputò altre due stagioni, fermando la sua ascesa con la storica maglia granata solo dopo aver disputato ben centocinquantuno partite e siglato sei goal. L’11 luglio del 2015 il difensore passò al Manchester United per la cifra di diciotto milioni più due di bonus, stabilendo un vero e proprio record di plusvalenza per la società di Urbano Cairo, che l’aveva pagato complessivamente poco più di un milione e mezzo.

Molto stimato dall’allenatore dei Red Devils Louis Van Gaal, Darmian fece il suo esordio in Inghilterra l’otto agosto, quando disputò la partita di Premier League contro il Tottenham e venne nominato Man of the Match dal pubblico dell’Old Trafford.Il 18 agosto seguente fece il suo esordio anche in Champions League, nella partita di andata dei playoff contro il Club Bruges vinta tre a uno. Il 10 settembre, a conferma del suo avvio fenomenale con la maglia del Manchester, venne nominato dai tifosi Man of the Month del mese di agosto con il 42% delle preferenze. La stagione seguente, il cambio in panchina tra il guru olandese e lo Special One José Mourinho, relegò tra le riserve Darmian, che venne sostituito in fase di costruzione della squadra da Luis Antonio Valencia sulla fascia destra, lasciando all’esterno italiano solamente la possibilità di subentrare o di giocare sulla fascia sinistra quando era necessario. Nonostante questo, però, Darmian riuscì a collezionare ventinove presenze complessive, disputando anche la finale di Europa League vinta con il punteggio di due a zero nei confronti dell’Ajax.

Durante il corso di questa stagione Matteo Darmian è sceso in campo in otto occasioni considerando tutte le competizioni disputate dal Manchester United, che lo ha trattenuto in estate anche se sembravano molte le sirene che volevano un suo ritorno in Italia, con Juventus, Roma e Napoli a fare la fila per accaparrarselo. In campionato sono tre i gettoni di presenza messi a curriculum dall’esterno, per un totale di centottanta minuti disputati in campo. Due invece sono le apparizioni in Champions League, così come quelle in EFL Cup, la coppa nazionale inglese, competizione nella quale Darmian ha all’attivo anche un assist, ed infine sono da aggiungere anche i novanta minuti della finale di Supercoppa Europea contro il Real Madrid di Zinedine Zidane e Cristiano Ronaldo.

Si chiude così la settimana degli approfondimenti di Calcio Estero News, con molta amarezza in bocca per ciò che poteva essere e che non è stato ma con la consapevolezza che giocatori come Matteo Darmian potrebbero essere decisivi nella rinascita della nostra nazionale. La settimana prossima il nuovo doppio appuntamento ci porterà di nuovo in Inghilterra a scoprire la storia di un altro presidente – personaggio e poi in Spagna, per spulciare qualche statistica interessante di un giocatore italiano emigrato in cerca di fortuna. Hasta luego!



As featured on NewsNow: Calcio news