Passata la paura per la notte di Halloween e dopo aver commentato in lungo e in largo le prestazioni di Juventus, RomaNapoli in Champions League, è di nuovo il momento delle rubriche di approfondimento di Calcio Estero News. In particolare, oggi con 2017: Odissea nel calcio moderno parleremo di un calciatore italiano che rappresenta l’emblema del giramondo, uno di quei giocatori che non si è mai fatto problemi a cambiare maglia, anche quando questo comportava trasferirsi dall’altra parte del mondo. Il suo nome lo conosciamo tutti: Massimo Maccarone.

Dedito al gioco del calcio fin da bambino, Massimo Maccarone iniziò a praticare questo sport ad Oleggio, in provincia di Novara, prima di trasferirsi a nove anni alla Soccer Boys Turbigo. E’ proprio in questa società che iniziò a giocare come attaccante, dopo aver iniziato come centrocampista centrale o laterale di sinistra. All’età di tredici anni venne prelevato dal Milan, società con cui trascorse cinque stagioni nelle squadre giovanili. Dopo aver giocato alcune amichevoli con la prima squadra allenata da Fabio Capello, Maccarone venne girato in prestito al Modena in Serie B nel corso del mercato estivo del 1998. In Emilia rimase solamente poche settimane e a settembre venne ufficializzato il suo passaggio, sempre in prestito, al Prato, in C2.
Nel 2000 si trasferì in compartecipazione all’Empoli, che si apprestava a disputare la stagione in Serie B. In Toscana, dove fece coppia in attacco con Antonio Di Natale, esordì il 10 settembre nella partita contro il Pescara vinta tre a uno, match durante il quale siglò anche la sua prima rete in maglia azzurra. Dopo aver messo a segno sedici goal alla sua prima stagione all’Empoli, sembrava che il nuovo allenatore del Milan, Fatih Terim, volesse inserirlo nella squadra rossonera ma le due società non riuscirono a trovare un accordo per risolvere la comproprietà e, giunte alle buste, fu l’Empoli ad aggiudicarsi il cartellino del giocatore.

Il buon campionato cadetto disputato dalla punta piemontese nella stagione 2001/2002, in cui segnò dieci goal in trentatré presenze, lo rese uno dei pezzi pregiati del mercato estivo. A spuntarla fu il Middlesbrough, che sborsò tredici milioni di sterline per assicurarsi quello che, come detto da Steve McClaren nella conferenza stampa di presentazione, era il calciatore italiano che più assomiglia a Del Piero. Nonostante gli inizi promettenti, però, Maccarone deluse le aspettative e fu costretto a fine anno ad andare in prestito al Parma per cercare di ritrovare la forma migliore.

Dopo due stagioni anonime tra Emilia ed il successivo ritorno in Inghilterra, alla vigilia della stagione 2006/2007 venne acquistato a titolo gratuito dal Siena, che stava rinforzando la propria rosa per disputare il campionato di Serie A. La prima stagione non fu delle migliori, almeno per quanto riguarda le presenze, che furono solamente undici, ma con una media realizzativa di tutto rispetto, visto che le marcature furono addirittura sei. Alla seconda stagione in Toscana Maccarone si impose come uno dei titolari della squadra bianconera, totalizzando trentacinque gettoni di presenza e tredici reti in campionato. Dopo aver lasciato Siena dopo tre stagioni ed essere passato per PalermoSampdoria, il 26 gennaio 2012 Maccarone tornò all’Empoli, questa volta in prestito, per disputare la restante parte di stagione in Serie B dopo non aver trovato spazio tra le fila della Sampdoria, che ne mantenne la proprietà del cartellino. Al termine della scorsa stagione, dopo aver siglato la novantacinquesima rete con la maglia dell’Empoli tra Serie A e Serie B, si trasferì a titolo gratuito al Brisbane Roar, in Australia.

In A-League Massimo Maccarone ha debuttato il sei ottobre scorso, giocando i primi novanta minuti con la sua nuova maglia nel match contro il Melbourne City. E’ già alla sua seconda apparizione, nella partita casalinga persa contro Adelaide United per due a uno, che il bomber piemontese ha siglato la sua prima rete nella terra dei canguri. Il ventotto ottobre scorso, infine, alla sua quarta presenza in campionato, ha realizzato una tripletta nel pirotecnico pareggio in casa del Wellington, contro cui il Brisbane ha concluso sul punteggio di tre a tre. Complessivamente dunque sono quattro le presenze nella massima serie calcistica australiana, con una media realizzativa di un goal ogni centoventi minuti.

Sappiamo che non state più nella pelle e volete a tutti i costi sapere con quale personaggio inizieremo la prossima settimana nella rubrica The Business of Soccer: vi anticipiamo solamente che il prossimo presidente protagonista del nostro approfondimento è proprietario di una squadra in NBA, una in NHL, una in MLS e una in Premier League inglese. Appuntamento a lunedì!



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