La notte di domani vedrà per le strade di tutto il mondo streghe, elfi, goblin, zucche vuote riempite dalla luce di una candela, bambini che cercano di sgraffignare quante più caramelle possibili prima di tornare a casa, bulletti di quartiere che raccontano storie prese in prestito da chissà chi per spaventare i più piccoli, ragazzine che prese dalla foga del momento metteranno in mostra cosce e ginocchia dai larghissimi buchi fatti di proposito sulle calze. Vedremo in giro tanti mostriciattoli, tante maschere e tanto falso horror per festeggiare a dovere Halloween, la tradizionale festa di fine ottobre tutta americana dedicata al culto del macabro.
Non tutti sanno ovviamente qual è la leggenda che sta dietro a questa ricorrenza ma non disperatevi, noi di Calcio Estero News siamo ben lieti di raccontarvela a modo nostro!

C’era una volta, nella lontana Irlanda, o Torino che dir si voglia, un astuto fabbro e maniscalco, un uomo capace di trasformare con le sue mani abili un semplice pezzo di ferro in un magnifico utensile pronto all’uso. Quest’uomo è passato alla storia come Jack-o-lantern, ma alcuni studi recenti hanno scoperto che in realtà il suo vero nome era Massimiliano Allegri. Il Conte Max era capace di modellare tutto ciò che aveva tra le mani con una semplicità impressionante, quasi trasformando la dura pietra in morbida argilla. Si dice addirittura che in vita sua sia riuscito a plasmare, partendo da un attaccante d’area di rigore, un esterno sinistro di centrocampo capace di difendere con più naturalezza ed efficacia di quelli che dicono di fare di lavoro proprio i terzini (tipo Alex Sandro, ndr), e che chiamò questa creatura mitologica con il nome di Mario Mandzukic. Al di là delle tante piccole imprese, Allegri aveva un sogno, divenuto ben presto un’ossessione: la Champions League. Per raggiungerla si dice fosse disposto anche a vendere l’anima al diavolo e in effetti è proprio ciò che fece. Una volta vinta la Champions League potrai prenderti tutto ciò che ho, fu la sua promessa fatta al re degli inferi. Dunque l’ingresso all’inferno non poteva avvenire prima dell’ambita e desiderata vittoria in Europa ma neanche al paradiso era consentito l’accesso per il buon Max perché, come è noto, in paradiso ci vanno solamente gli allenatori che hanno sollevato al cielo la coppa dalle grandi orecchie. Proprio per questo Allegri era stato costretto ad una specie di limbo, una terra di mezzo buia e silenziosa, così anonima che lo stesso diavolo si impietosì al punto tale da lanciare all’allenatore uno stoppino di cera, immediatamente inserito dentro una zucca e usato come lanterna per raggiungere il prima possibile Kiev.

Se domani sera vedrete una flebile luce aggirarsi apparentemente senza meta per le strade di Lisbona, sappiate che è Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, alla disperata ricerca della gloria eterna.

Tutto il preambolo di cui sopra, non lo nascondiamo, è servito a introdurre il decimo calciatore italiano all’estero della rubrica 2017: Odissea nel calcio moderno, uno di quelli che in patria non ha mai sfondato ma che proprio domani sera cercherà di mettere i bastoni tra le ruote ad una squadra che probabilmente ha avuto in antipatia sin da bambino, vista la fede calcistica legata alla maglia Viola della Fiorentina. Il giocatore in questione è Cristiano Piccini, terzino destro dello Sporting Lisbona.

Cristiano Piccini iniziò a giocare a calcio a sei anni nello Sporting Arno di Badia a Settimo. Nel 2002 fece il primo salto di qualità di rilievo, passando alla Fiorentina, dove compì tutta la trafila delle giovanili vincendo il campionato Allievi Nazionali nel 2009 e una Coppa Italia Primavera, prima di debuttare in prima squadra il 5 dicembre 2010 in Fiorentina-Cagliari, quindicesima giornata del campionato di Serie A.

Dopo varie esperienze in prestito tra Serie A e Serie B alla Carrarese, allo Spezia e al Livorno, nel 2014 venne acquistato dal Betis, allora in procinto di iniziare la stagione in seconda divisione, per la cifra di un milione e mezzo di euro. In tre anni in Spagna Piccini ha totalizzato ben cinquantuno presenze, mettendo a segno anche due goal, arrivando agli onori della cronaca come giovane promessa in procinto di esplodere definitivamente.

Proprio grazie alla sua fama crescente nel mondo pallonaro, nel corso dell’ultimo mercato estivo Cristiano Piccini si è trasferito a Lisbona, dove attualmente gioca con lo Sporting di Jorge Jesus, che lo ha prelevato dal Betis per tre milioni di euro, fissando a ben quarantacinque milioni la sua clausola rescissoria (a proposito, per maggiori informazioni basta un click qui).

Con la maglia dello Sporting Lisbona, Piccini è sceso in campo già quindici volte, risultando praticamente un titolare imprescindibile della formazione lusitana. Dieci sono le apparizioni fin qui in campionato, competizione in cui Piccini ha collezionato anche due assist, mentre le restanti cinque sono distribuite tra Champions League, tre, e i centottanta minuti di preliminari per la più prestigiosa competizione internazionale a livello europeo.

Domani sera probabilmente il terzino sarà in campo contro la Juventus e contro lo spirito indemoniato di Massimiliano Allegri, di cui vi abbiamo svelato la vera storia, legata a doppio filo con la notte di Halloween. Passata la notte più tenebrosa dell’anno, però, noi di Calcio Estero News saremo ancora qui e giovedì vi racconteremo la vita di un altro italiano all’estero. Chi sarà?



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