Ognuno di noi ha un rimpianto, un pensiero fisso riguardo qualcosa che poteva essere e non è stata. Ognuno di noi ha un nome o un’immagine che ci rievoca delle emozioni speciali, un sogno svanito che non tornerà. Per molti tifosi juventini, ma anche per molti appassionati del calcio italiano, uno dei rimpianti più grandi è quello di essersi lasciati sfuggire Sebastian Giovinco, volato in Canada e assoluto mattatore dell’MLS con il suo Toronto, protagonista della prima puntata di 2017: Odissea nel calcio moderno, la rubrica targata CalcioEsteroNews sui calciatori italiani all’estero.

Nato a Torino all’inizio del 1987, Sebastian Giovinco è entrato nel mondo della Juventus giovanissimo e con la maglia bianconera addosso ha fatto tutta la trafila delle squadre giovanili. A diciannove anni ha iniziato a farsi notare con la maglia della Primavera, vincendo il Torneo di Viareggio ed il campionato di categoria e venendo premiato dal Guerin Sportivo come miglior giocatore del torneo. L’anno successivo, ovvero la stagione 2006/2007, viene di nuovo aggregato alla squadra Primavera ma inizia ad allenarsi anche con la prima squadra, relegata in Serie B dopo lo scandalo di Calciopoli. Il 23 maggio 2007, subentrando a Raffaele Palladino, Giovinco fa il suo esordio tra i professionisti, sfornando un assist per David Trezeguet, che firmò in quell’occasione il definitivo tre a uno contro il Bologna. L’anno successivo la dirigenza piemontese decise di mandare il proprio giovane talento in prestito a farsi le ossa. Fu l’Empoli ad accogliere Giovinco, squadra con la quale l’attaccante debuttò in Serie A e segnò la sua prima rete in carriera nella massima serie. A fine stagione lo score di Sebastian Giovinco era di tutto rispetto, nonostante la retrocessione dei toscani in cadetteria: trentacinque partite disputate, sei goal all’attivo e quattro assist per i compagni.

E’ proprio dopo la bella stagione ad Empoli che la Juventus decide di puntare sul talento della Formica atomica: la prima stagione ufficiale in bianconero non andò per niente male, tanto che il tecnico Claudio Ranieri gli concesse 27 presenze, in cui il fantasista siglò tre reti e appose la propria firma sul tabellino dei marcatori anche con sei assist complessivi. La stagione 2008/2009, però, complici anche i problemi legati alla guida tecnica di Ciro Ferrara e Alberto Zaccheroni, non fu molto fortunata e Giovinco non riuscì quasi mai a partire nella formazione titolare della Vecchia Signora. Nell’estate del 2009 la Juventus decise di privarsi del talento del proprio attaccante e lo cedette al Parma in prestito con diritto di riscatto da parte degli emiliani. Con i Ducali Giovinco mette in mostra tutta la propria classe ed eleganza, risultando al termine delle due stagioni in Emilia uno dei migliori giocatori della Serie A, sia per tecnica sia per numero di goal segnati nel massimo campionato.

Il 21 giugno 2012 la Juventus decide di far tornare alla base Sebastian Giovinco, versando nelle casse del Parma ben undici milioni di euro, riacquistando la metà del cartellino del giocatore che apparteneva alla società di Tommaso Ghirardi. Alla sua terza avventura in bianconero, la Formica atomica si mette subito in mostra nella gara di Supercoppa Italiana contro il Napoli, vinta dai piemontesi per quattro a due dopo i tempi supplementari. La classe del nuovo numero 12 della Juventus accompagna tutta la stagione della squadra di Antonio Conte, tanto che a fine anno lo score dell’attaccante conta quarantadue presenze totali, condite da undici reti e sette assist per i compagni.

Dopo una seconda stagione a Torino non proprio emozionante, Sebastian Giovinco decide di comune accordo con la società di andare via, questa volta definitivamente. Ad accogliere il fantasista è il Toronto, squadra di MLS, massimo campionato calcistico americano. Nel corso della sua prima stagione negli Stati Uniti, Giovinco è stato votato per tre volte giocatore della settimana (alla tredicesima, quattordicesima e diciannovesima giornata), in due occasioni giocatore del mese (a luglio ed agosto), ha vinto il premio per la rete più bella della settimana con il goal contro Columbus Crew del 26 luglio, ha vinto il premio di capocannoniere e quello di miglior assist-man ed infine è stato votato come giocatore dell’anno dell’MLS.

Attualmente il valore di mercato della Formica atomica si aggira sui dieci milioni di euro ma con le cifre attuali del mercato europeo sicuramente la cifra è decisamente sottostimata. Durante il corso di questa stagione sono già quindici i goal messi a segno dal fantasista piemontese in campionato, uno ogni centoventicinque minuti, a fronte di ventitré presenze; inoltre sono ben sei gli assist per i compagni. Nella coppa nazionale canadese, invece, le presenze sono tre, così come le realizzazioni già in archivio. Anche e soprattutto grazie al contributo di Giovinco, il Toronto è attualmente in testa al Gruppo Est del campionato americano, forte dei cinquantanove punti conquistati in ventotto partite. Il New York City, sul secondo gradino del podio, è già stato distaccato di nove lunghezze dai canadesi, che si ritrovano ora a dover solamente aspettare i play-off scudetto per poter dire la loro e continuare a sognare il titolo, magari con qualche magia del proprio numero dieci.

Sebastian Giovinco è, ad oggi, l’emblema del profeta mai ascoltato in patria: in Italia ha fatto spesso faville ma altrettanto spesso si è visto superare sulle prime pagine dei giornali da calciatori venuti da altri campionati e con nomi più altisonanti di quello che realmente avevano dimostrato in carriera. La fortuna aiuta gli audaci e il numero dieci del Toronto lo è stato: emigrare in Canada, nel pieno della maturità sportiva, è stata una scelta che ha fatto molto parlare ma alla fine i risultati sono arrivati. Che sia il momento anche per Gianpiero Ventura, CT della Nazionale italiana, di guardare qualche partita di MLS?



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