Briegel: “oggi sono il gladiatore dei bambini poveri e abbandonati”
“Due finali di un mondiale si possono anche perdere, però sapere arrivare fino in fondo è un merito. Per questo ammetto di non aver rimpianti”. Peter Briegel è una persona senza fronzoli, uno che bada al sodo, e nel suo carattere è racchiusa l’essenza della traiettoria sportiva. Decatleta nel...
Comizzo e quella radiolina alla Bombonera
Calcio di rigore. Anche se viene circondato da un capannello di giocatori in maglia azul y oro, Juan Carlos Lostau si mantiene inflessibile e non cambia di una virgola la propria decisione. Ha appena osservato Ortega farsi largo e incunearsi sinuoso tra le maglie xeneizes con una serpentina inarrestabile,...
Gregoire Mbida, l’addio a Beha e le virtù del pensiero libero
Arrivederci Oliviero, collega dispari, personaggio scomodo, ma soprattutto giornalista e scrittore libero. Una cosa non ti ho mai “perdonato”, Mundialgate, il libro che scrivesti assieme a Roberto Chiodi sulla presunta combine in Italia-Camerun. Il mio omaggio è racchiuso in questo testo: un frammento dell’incontro a Dax, nel 2008, con...
Bambino prodigio ai mondiali del 2002, oggi è quasi cieco e vive nella miseria
“Volete aiutarmi? Questo è il conto corrente di un mio amico, mandatemi dei soldi e Dio vi ringrazierà”. Non è uno scherzo, e neppure una truffa, e neanche una di quelle bizzarre catene di un santo qualsiasi. E’ l’appello disperato di uno che avrebbe potuto diventare re, senza scomodare...
Il campione del mondo argentino che neppure Maradona conosceva
“Quién es Zelada?”. Una domanda, un mantra, un ritornello per irridere gli avversari: dalla Corea del Sud dei picchiatori alla Germania Ovest tutta fosforo plasmata da Franz Beckenbauer. “Quién es Zelada?”, se lo domandavano un po’ tutti ai mondiali messicani, i tifosi dell’Argentina, i giornalisti dell’Argentina, i calciatori dell’Argentina,...
Lipsia, Ancelotti e l’abuso linguistico
Abbiamo peccato. Eccome! Abbiamo abusato della parola “favola”, utilizzandola ogni volta che un refolo di vento tentasse di alimentare un qualche canone inverso. La favola del Leicester? Macché, vuoi mettere quella del Sutton? E il pachiderma che divorava l’hot dog in panchina? Che favola ragazzi! La favola del colesterolo....
Il Tre Penne sulla vetta del Titano
A San Marino si è giocata mercoledì sera la finale della Coppa Titano, il trofeo più antico della Repubblica. A contenderselo, i due club più vincenti degli ultimi anni: il Tre Penne, ad oggi unica squadra sammarinese ad aver mai vinto un match in campo europeo, e i campioni...
Camerun, calciatori a digiuno e allenatore senza stipendio
Il disordine organizzato del calcio africano mi ha sempre appassionato, fino a catalogarlo tra il miglior materiale antropologico. L’ultimo episodio coinvolge il Camerun, fresco di trionfo continentale. La squadra diretta dal belga Hugo Broos ha giocato lo scorso 28 marzo un’amichevole a Molenbeek contro la Guinea Conakry. Fa piacere...
¡Así, así, así gana el Madrid!: al Molinón nasce la colonna sonora dell’antimadridismo
Non appena il Ministro della Cultura Manuel Clavero Arévalo, riconosciuto l’interesse generale, firma un decreto con il quale predispone la teletrasmissione della sfida tra Sporting Gijón e Real Madrid, il presidente degli asturiani Vega Arango, si frega le mani e gongola in attesa di sedersi al tavolo delle trattative...
Rufai: “Avevo più paura di Baggio che dei terroristi di Boko Haram”
Non ha bisogno di visibilità e neppure di denaro Peter Rufai, 52 anni, re della tribù degli Idimu, originaria di Lagos. Dall’alto della sua posizione regale ha nuovamente lanciato un appello a Boko Haram per la liberazione delle 195 studentesse (delle 276 inizialmente rapite) nelle mani degli jihadisti da...
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