Lo scorso 30 ottobre si è conclusa la corsa al titolo di Campioni di Cina, con il successo del Guangzhou Evergrande, che porta a casa così il proprio sesto titolo consecutivo (e complessivo) nella storia del club. La squadra di Felipe Scolari, dopo un inizio di stagione a rilento, ha preso la testa della classifica dalla sesta giornata, rimanendo costantemente al comando. Le Tigri del Sud hanno saputo sfruttare la superiorità della propria rosa rispetto alle altre con il “blocco brasiliano” formato da Goulart, Carvalho e Paulinho (al quale va aggiunto anche coach Scolari) che l’ha fatta da padrone. Delude per i campioni il super acquisto estivo Jackson Martinez: il colombiano ha totalizzato solo dieci presenze in campionato (complice anche un lungo infortunio), timbrando il cartellino per quattro volte. Si qualifica direttamente alla Champions League Asiatica anche lo Jiangsu Suning che chiude il campionato al secondo posto a meno sette punti dal Guangzhou. Campionato piuttosto equilibrato per la squadra di Choi Yong-soo che ha provato fino all’ultimo a scalzare il Guangzhou dalla prima posizione. Inutile nel finale di stagione il successo proprio contro le Tigri del Sud per 2-0, quando il titolo era però già assegnato. Si qualificano ai preliminari di Champions League le due di Shanghai, lo Shenhua e il SIPG che chiudono rispettivamente a 48 e 52 punti in classifica. Decisivo per lo Shanghai SIPG il fantastico finale di stagione con tre successi nelle ultime tre partite, che ha permesso loro di salire al terzo posto in classifica.

Non delude le aspettative la neopromossa Hebei che, con gli arrivi di Gervinho e Lavezzi, si è presa la settima piazza in classifica a soli otto punti dalla zona Champions. Per i due ex giocatori di Roma e Napoli stagione non è stata sensazionale, con l’ivoriano che chiude a 18 presenze e tre gol e l’argentino a 10 presenze e nessun gol; la squadra, affidata in corso d’opera a Manuel Pellegrini, aveva iniziato la stagione stupendo tutti, mantenendo il quarto posto fino alla diciannovesima giornata. Bene anche l’altra neopromossa, lo Yanbian Funde, che termina al nono posto in classifica con 37 punti.

La grande sorpresa della stagione è il crollo vertiginoso dello Shandong Luneng che, dopo il terzo posto della scorsa stagione, finisce al quattordicesimo posto in classifica, solo due punti sopra la zona retrocessione. La squadra, che durante la stagione ha acquistato Graziano Pellè, nonostante un campionato da dimenticare, è andata molto avanti nella Champions League Asiatica, uscendo ai quarti di finale.

Chiudono con la retrocessione l’Hangzhou Greentown e lo Shijiazhuang Ever Bright che finiscono il campionato rispettivamente con 32 e 30 punti in classifica. Non basta allo Shijiazhuang un finale di stagione da tre vittorie su cinque partite per evitare la League One.

IL CANNONIERE: Attacco stellare quello del Guangzhou Evergrande con i bomber brasiliani Ricardo Goulart e Alan Carvalho che chiudono al primo e secondo posto nella classifica marcatori con 19 reti e 14 reti. Goulart nella scorsa stagione aveva chiuso vincendo il premio di miglior giocatore del torneo e, nonostante questo, è riuscito a migliorarsi con le 19 reti e anche con 8 assist. Con i suoi 25 anni l’ex Cruzeiro ha notevoli margini di miglioramento e chissà che non attiri l’attenzione dei club europei.

UN CAMPIONE PER IL FUTURO: Il secondo posto dello Jiangsu Suning è dovuto anche e soprattutto alle prestazioni del colombiano Roger Martinez. Il giocatore, classe ’94, è arrivato in estate dal Racing e, nelle sue dieci presenze in campionato, ha realizzato ben dieci reti e quattro assist. Il ragazzo appena ventiduenne potrebbe risultare interessante all’Inter, squadra di proprietà del Suning Group come lo Jiangsu.

UN MAESTRO DI NOME MANZANO: Sarebbe troppo scontato celebrare il successo di Scolari con il Guangzhou, spostiamo dunque l’attenzione su Gregorio Manzano, allenatore spagnolo dello Shanghai Shenhua. L’iberico è riuscito nell’impresa di riportare in questa stagione i Blue Devils in Champions League, anche se solo ai preliminari. Ha portato un bel gioco in quel di Shanghai e, dopo una partenza a rilento, ha avuto ragione.

DELUSIONI “EX EUROPEE”: La prima stagione di Gervinho in Cina non sarà di certo ricordata per le sua accelerazioni e le reti di inizio campionato; l’ivoriano, dopo aver stupito tutti i tifosi dell’Hebei, è completamente sparito dai radar, prima per la squalifica di cinque giornate patita a causa di un comportamento violento in campo, poi per la rottura dei legamenti dei legamenti. L’altra grande delusione è il colombiano Jackson Martinez: “el Cha Cha Cha”, arrivato in estate per 45 milioni di euro, ha visto pochissimo il campo a causa di un lungo infortunio e, dopo il suo ritorno, è rimasto a guardare dalla panchina la sua squadra portarsi a casa il titolo guidata dal duo brasiliano Alan-Goulart. Staremo a vedere se la prossima potrà essere la stagione del rilancio per Martinez o il proseguimento della sua “disfatta cinese”.

PANCHINA DELUDENTE: Dall’apoteosi di Manzano alla disfatta di Dan Petrescu: l’ormai ex allenatore dello Jiangsu Suning ha deluso la presidenza del club nella parte iniziale della stagione non sfruttando al meglio le potenzialità offensive della sua squadra con Teixeira e Ramires. Deludono in particolare le prestazioni della squadra nella Champions League, che ne hanno causato l’eliminazione ai gironi. L’allenatore rumeno è stato sostituito a giugno dal coreano Choi Yong-soo che ha portato la squadra al secondo posto in classifica.

L’ITALIA NON DECOLLA”: Le avventura italiane nel Sol Levante non sono state tra le migliori in questa stagione per Alberto Zaccheroni e Graziano Pellè. L’ex allenatore del Giappone era stato contattato dallo Beijing Guoan per sostituire Manzano, la sua avventura non è durata molto infatti per i suoi risultati è stato sollevato dall’incarico a maggio in favore del cinese Xie Feng. Per l’attaccante azzurro la stagione non è stata delle migliori con la sua squadra che ha rischiato la retrocessione in League One; Pellè ha chiuso la stagione con tredici presenze e cinque reti, un bottino che, per il quinto giocatore più pagato al mondo, non può essere soddisfacente.



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