Mischiare il sacro con il profano rappresenta sempre un grosso rischio, soprattutto in un Paese fortemente ateo e comunista come la Cina. Non devono averci dato troppo peso i tifosi dello Henan Jianye, club che milita nei bassifondi della Super League cinese. Con il club a secco di vittorie in casa da ben tre mesi, i supporters della compagine di Zhengzhou hanno ben pensato di chiamare una “squadra” di 15 monaci taoisti che, prima della sfida di domenica, hanno pregato per qualche ora sul terreno di gioco. Incredibile a dirsi, ma pare che le preghiere abbiano funzionato: domenica infatti lo sfortunato Henan Jianye è riuscito nell’impresa, si fa per dire, di battere il ben più quotato Shandong Luneng, sesto in campionato, con il risultato di 2-1 (in gol anche il portoghese Ricardo Vaz Te, ex attaccante del West Ham).

La federazione di calcio cinese ha però fatto sapere di non avere assolutamete apprezzato l’iniziativa della tifoseria, affermando che “il terreno di gioco non è un luogo religioso e celebrare un rituale in un luogo pubblico come lo stadio non è nè appropriato nè conforme all’immagine del calcio professionistico”, come si legge in una nota apparsa sul sito ufficiale della federazione. Il Partito Popolare infatti permette le manifestazioni religiosi purchè siano circoscritte ai luoghi religiosi, tra i quali non figura chiaramente un impianto sportivo.