Si è chiusa questo 16 Aprile la Qatar Stars League, il massimo campionato di calcio del Qatar giunto oramai alla cinquantatreesima edizione. Quattordici erano a Settembre le squadre partecipanti ai nastri di partenza , pronte a sfidarsi in 26 giornate per assegnare un trofeo che, anche in un paese come il Qatar, ha la sua relativa importanza.

A trionfare, per l’ottava volta della sua storia è stato l’Al-Rayyan, che tuttavia non si laureava campione dal lontano 1995. I leoni, come vengono chiamati in patria, sono un club storico in Qatar, vantano la tifoseria più numerosa dal paese e rappresentano l’omonima città, tra le più grandi, per estensione, dell’intera nazione. All’Ahmed bin Ali Stadium, gioiello da 25mila posti e casa dell’Al-Rayyan dal 2003, quest’anno il club rossonero è tornato a regnare nel proprio paese. Lo ha fatto scrivendo un record nella storia del calcio in Qatar; l’Al-Rayyan era infatti una neopromossa questa stagione, avendo vinto la seconda divisione, l’anno passato, così il rossoneri sono divenuti il primo club a vincere consecutivamente entrambe le leghe.

Gli uomini al comando quest’anno dell’uruguayano Jorge Fossati (ex Penarol) hanno dominato dall’inizio alla fine la QSL ed hanno chiuso la stagione al primo posto con 62 punti, ben 14 in più della seconda forza del campionato, l’Al Jaish.  Protagonisti di questo successo, oltre al tecnico Fossati, sono stati il trentacinquenne fantasista Tabata, autore di ben 21 centri, addirittura cinque in più del centravanti Sergio Garcia, ex Espanyol, devastante in un campionato dal mediocre livello difensivo come quello del Qatar. Prezioso, nel reparto arretrato, è stato il rendimento di Gonzalo Viera, pupillo del tecnico Jorge Fossati. In mezzo al campo, invece, il pilastro del club è stato il paraguayano Caceres, con un trascorso nel Flamengo.

Poco hanno potuto gli avversari; i cavalieri rossi del Lekhwiya, ricco club di Doha fondato nel 2009 e vincitore del titolo alla prima partecipazione, partiva con i favori dei pronostici avendo vinto la QSL nei due anni precedenti, e avendo dalla sua parte un organico di tutto rispetto con calciatori del calibro di Chico, ex Genoa e Swansea, il tunisino Msakni ed il coreano Tae-Hee-Nam, due esterni offensivi in grado di fare la differenza e risultati alla fine migliori assist-man del campionato. E invece il club di Doha ha deluso, chiudendo al quarto posto con 44 punti, e non addivenendo neppure ai preliminari della prossima AFC Champions League che secondo e terzo posto avrebbero assicurato.

Il secondo posto se lo è infatti assicurato l’El Jaish con 48 punti. Il club, anch’esso giovane, nato nel 2007, è  guidato dall’ex calciatore di Inter e Parma Sabri Lamouchi e ringrazia il suo centravanti Hamed-Allah , autore di ben 21 centri e trascinatore dei suoi verso il secondo posto assieme al fantasista brasiliano Romarinho.  Terzo posto per l’Al Sadd, club di Doha, con 46 anni di storia calcistica e ben 13 campionati (l’ultimo nel 2013) conquistati che lo rendono il club più titolato in Qatar ma al quale non basta la regia dell’ex Barca Xavi per tornare in testa al campionato.

Si accontenta di un posto a centro classifica l’Al Arabi, club di Doha con all’attivo 7 titoli tutti concentrati però tra gli anni 80 e 90. La squadra di Zola non va oltre i 35 punti malgrado i 12 centri dell’ex Livorno Paulinho. Centro classifica anche per  l’Umm-Salal  dove milita l’ex Monaco,Evian ed Hull City Sagbo, autore di 13 centri. Sono 10 invece le reti dell’ex Pescara e Olympiakos Weiss, importanti per la salvezza dell‘Al-Gharafa. Singolare annata dell’Al-Mesaimeer, promosso lo scorso anno per la prima volta nella sua storia dopo il secondo posto in seconda divisione, e immediatamente retrocesso, dati i soli 6 punti in 26 giornate che gli valgono l’ultimo posto. Chiude al penultimo posto e retrocede anche il Qatar Sc, club nato nel 1959 e secondo più titolato di Qatar, incappato però in un’annata completamente negativa sotto la guida tecnica del brasiliano Lazaroni.

 

 



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