A una giornata dal termine dell’Iran Pro League, la speranza collettiva era che l’Esteghlal Khuzestan potesse coronare finalmente il suo sogno. A maggior ragione dopo quest’annata di sorprese calcistiche e di cenerentole che hanno ribaltato i pronostici iniziali.

esteghlal

L’Esteghlal aveva iniziato la stagione senza grandi stelle in squadra. Le qualifiche nazionali, fino a poco tempo fa, erano arrivate soltanto a livello giovanile. Nonostante questo, l’undici di Ahvaz è rimasto sempre al top, anche quando la pressione delle ben più quotate Persepolis e Esteghlal (di Teheran) si faceva insopportabile. Proprio come in Premier League, dove il Leicester di Claudio Ranieri ha clamorosamente alzato il trofeo più importante d’Inghilterra.

Prima dell’ultima giornata, la squadra del Khuzestan guidava il campionato con gli stessi punti del Persepolis (54), ma con una differenza reti migliore. Per giungere al titolo, era necessaria una vittoria in casa contro una squadra che non aveva nulla da giocare oltre l’onore. Trattasi dello Zob Ahan, compagine che ha impressionato quest’anno per essere riuscita ad incamerare soltanto cinque sconfitte nell’arco di tutta la stagione. Statistiche sicuramente poco rassicuranti, all’inizio. Specialmente per un Esteghlal alla sua terza stagione in prima divisione.

Lo scorso anno, la retrocessione fu evitata soltanto grazie ai play-out, al termine dei quali la dirigenza decise di assicurarsi le firme, tra gli altri, di cinque giocatori rivelatisi fondamentali nel corso della stagione, sebbene non fossero considerati in principio dei veri e propri colpi in grado di sovvertire qualsiasi previsione. Non a caso, quattro di questi sono arrivati dal Foolad Novin, società militante in seconda divisione come satellite del più noto Foolad Khuzestan e conosciuta in terra iraniana per la sua politica conservatrice mirata allo sviluppo dei talenti della sua provincia (Khuzestan, appunto). Un po’ come l’Athletic Bilbao, che da sempre cerca di portare in alto l’orgoglio basco dei suoi calciatori.

Tra tutti spicca Hassan Beyt Saeed, ala sinistra classe ’90 in grado di segnare 10 gol in trenta presenze e contribuire in maniera piuttosto marcata al cammino dell’Esteghlal verso un titolo storico, che non ci sarebbe stato senza una difesa granitica nata dal mix di giovane grinta e pacata esperienza. La prima garantita dall’altro ex Foolad, Aghil Kaabi (anche lui del 1990); la seconda dal 32enne Eduardo Soares Ferreira, giramondo di nazionalità firmata Brasile e Guinea Equatoriale che in passato ha vestito maglie di squadre brasiliane, thailandesi, iraniane, colombiane e sudafricane. Di gran lunga la miglior difesa del campionato, con soli 14 gol e 3 sconfitte subiti.
Un titolo che non ci sarebbe stato nemmeno senza la gestione del popolare Abdollah Veisi (uno che di miracoli se ne intende), salito alla ribalta della cronaca quando nel 2011 si mise sulle spalle il Saba Qom, portandolo alla salvezza nella prima stagione e alla qualificazione in AFC Champions League in quella seguente.

Alla fine, l’ultima giornata ha recitato il copione che serviva: l’Esteghlal Khuzestan ha battuto il Zob Ahan per 2-0; il Persepolis ha vinto per 2-1 sul Rah Ahan, mentre l’Esteghlal di Teheran ha rimediato un pareggio.
Copione che rimarrà senza dubbio negli annali della storia del calcio, insieme ad un cammino che incorona Beyt Saeed come Vardy, Veisi come Ranieri e il blu dell’Esteghlal come quello di Leicester.



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